8 per mille allo Stato, le novità: possibilità di scelta e priorità alla scuola

Rosy D’Elia - Irpef

8 per mille allo Stato, possibilità di scegliere la destinazione specifica e priorità alla scuola con il vincolo di utilizzare i fondi dei contribuenti solo per l'edilizia scolastica. Il Decreto Fiscale 2020 ripropone un modello simile a quello del 5 per mille. Le novità a partire dalla dichiarazione dei redditi 2020.

8 per mille allo Stato, le novità: possibilità di scelta e priorità alla scuola

8 per mille allo Stato: si introduce la possibilità di scelta, al momento della dichiarazione dei redditi, tra le cinque tipologie di intervento previste e si dà priorità alla scuola. Per la voce dedicata all’edilizia scolastica nessuna deroga: è necessario utilizzare i fondi per migliorare le strutture dedicate alla didattica e non si possono destinare ad altri scopi.

Le novità sono state inserite nel testo del Decreto Fiscale 2020 durante l’iter di conversione in legge. Si interviene sulla disciplina che regola l’utilizzo delle risorse del contributo IRPEF a diretta gestione statale e si riprende il modello del 5 per mille.

Le modifiche interessano in particolar modo la quota delle risorse destinate, in base alle scelte dei contribuenti, agli interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all’istruzione scolastica di proprietà pubblica.

Le nuove modalità si applicano dal periodo di imposta 2019 e quindi dalla dichiarazione dichiarazione dei redditi 2020.

8 per mille allo Stato, possibilità di scegliere la destinazione e priorità alla scuola

L’articolo 46-bis del Decreto Fiscale 2020, introdotto nel corso dell’esame in Commissione, interviene su alcuni punti della normativa che regola l’8 per mille allo Stato.

I contributi Irpef dei cittadini vengono utilizzati in cinque settori di intervento:

  • fame nel mondo;
  • calamità naturali;
  • assistenza ai rifugiati ed ai minori stranieri non accompagnati;
  • conservazione dei beni culturali;
  • ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili adibiti all’istruzione scolastica
    di proprietà pubblica (Stato, enti territoriali).

Fino a questo momento le somme venivano ripartite in 5 quote dello stesso importo. Stando ai dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la somma totale a disposizione per l’anno in corso ammonta a 197.722.621 di euro.

A partire dalla dichiarazione dei redditi per il periodo di imposta 2019 i cittadini hanno la possibilità di specificare l’ambito che intendono sostenere e quindi di indirizzare in maniera specifica la quota dell’8 per mille allo Stato.

Nell’articolo 47, terzo comma, della legge numero 222 del 1985 si inserisce il testo che segue:

“A decorrere dalla dichiarazione dei redditi per l’anno 2019, per quanto riguarda la quota a diretta gestione statale, il contribuente può scegliere tra le cinque tipologie di intervento di cui all’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1998, n. 76, secondo le modalità definite con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate di approvazione del modello 730”.

8 per mille allo Stato con destinazione scuola per l’edilizia scolastica senza possibilità di deroga

L’8 per mille allo Stato assume una nuova veste con la revisione dell’articolo 46 bis del Decreto Fiscale 2020. E le principali novità riguardano le risorse per la scuola e in particolare all’edilizia scolastica.

La quota delle risorse del contributo Irpef destinate alla ristrutturazione, al miglioramento, alla messa in sicurezza, all’adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili destinati all’istruzione viene divisa in tre parti uguali per area geografica:

  • Nord: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Liguria, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna;
  • Centro e Isole: Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sicilia e Sardegna;
  • Sud: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria.

Sulla falsa riga di ciò che avviene già per i beni culturali, per cui le risorse sono ripartite in 5 aree territoriali.

Come si legge nelle note di lettura del DL numero 124 del 2019 aggiornate al 4 dicembre, “garantire una più equa distribuzione territoriale” è l’obiettivo della modifica.

Infine il Decreto Fiscale mette al sicuro da altre esigenze le risorse destinate alla scuola.

Dal 2019 al 2028 la scelta dei contribuenti che decidono di devolvere l’8 per mille alle strutture destinate all’istruzione sarà pienamente rispettata: la deroga che permette di spostare i fondi per questioni di eccezionalità, necessità ed urgenza, solo per gli interventi nel settore scolastico, si può applicare esclusivamente nei limiti della stessa tipologia di intervento, senza possibilità di diversa destinazione.

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