25 aprile e 1° maggio: come sono indicate le festività in busta paga

Giuseppe Guarasci - Leggi e prassi

Festa della liberazione e festa dei lavoratori: come vengono indicati il 25 aprile e il 1° maggio in busta paga?

25 aprile e 1° maggio: come sono indicate le festività in busta paga

Le giornate del 25 aprile e del 1° maggio vengono pagate?

La festa della liberazione così come la festa dei lavoratori sono sempre indicate in busta paga: a lavoratori e lavoratrici spetta la normale paga giornaliera e, in caso di attività effettivamente svolta, anche la maggiorazione prevista dal CCNL.

Ecco come sono indicati in busta paga il 25 aprile e il 1° maggio.

25 aprile e 1° maggio: festa della liberazione e del lavoro

Il 25 aprile e il 1° maggio sono due delle date in rosso nel calendario delle festività dell’anno scolastico e lavorativo per cui la normativa italiana riconosce un giorno di riposo obbligatorio. In questa data si festeggiano rispettivamente la liberazione dell’Italia dal nazifascismo nel 1945 e i lavoratori e le lavoratrici.

Attualmente, ricordiamo, come previsto dalla legge n. 260/1949, sono considerati giorni festivi nazionali, oltre alle domeniche e alle Festività del Santo Patrono:

  • il 1° gennaio: Primo giorno dell’anno; Maria Santissima Madre di Dio;
  • il 6 gennaio: Epifania del Signore;
  • il lunedì dopo Pasqua;
  • il 25 aprile: Anniversario della Liberazione;
  • il 1° maggio: Festa del lavoro;
  • il 2 giugno: Festa nazionale della Repubblica;
  • il 15 agosto: Assunzione della Beata Vergine Maria;
  • il 1° novembre: Tutti i Santi;
  • l’8 dicembre: Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria;
  • il 25 dicembre: Natale;
  • il 26 dicembre: Santo Stefano.

A queste si aggiunge dal 2026 la giornata del 4 ottobre, dove si celebrerà San Francesco.

Come sono indicate in busta paga le festività 25 aprile e del 1° maggio

Al pari delle altre festività previste dalla Legge anche le giornate del 25 aprile e del 1° maggio vengono trattate in modo particolare per quanto riguarda la retribuzione di lavoratori e lavoratrici.

Di conseguenza, i lavoratori e lavoratrici dipendenti, così come per gli altri giorni festivi, troveranno in busta paga la giornata festiva retribuita come se fosse lavorata. La retribuzione durante le festività è la normale retribuzione di fatto giornaliera, compresi gli accessori.

Non si tratta di giornate di ferie o permesso, ma di due festività riconosciute dalla legge e quindi retribuite come se fosse una giornata lavorativa.

I dipendenti che non svolgono alcuna attività lavorativa in questi giorni non riceveranno somme aggiuntive. Lo stipendio mensile, infatti, già contempla l’importo relativo alle festività.

Se la festa cade in un giorno della settimana lavorativo (più comunemente dal lunedì al venerdì, ma dipende dal contratto), si parla di “festività goduta”, dato che coincide con un giorno normalmente lavorativo e il dipendente ne beneficia senza dover lavorare.

Il CCNL detta le regole per le festività che cadono di sabato, domenica o in giorni di riposo

Per le festività che cadono di sabato, come accaduto quest’anno per il 25 aprile, oppure durante il giorno di riposo per chi ha un orario settimanale distribuito su 5 giorni, le regole variano in base al CCNL applicato e se il giorno viene effettivamente lavorato.

Nel caso di sabato non lavorativo, il giorno viene considerato semplicemente un giorno non lavorativo e non festivo. Il dipendente, quindi, da contratto non avrebbe comunque lavorato in questo giorno, quindi non gli spettano ulteriori indennizzi.

In caso contrario, come vedremo anche più avanti, il lavoratore che presta servizio durante un sabato festivo, allo stesso modo della domenica o degli altri giorni considerati festivi, ha diritto alla maggiorazione prevista dal CCNL. Ad esempio, per il CCNL commercio, la maggiorazione è pari la 30 per cento mentre è pari al 50 per cento per il CCNL metalmeccanici.

Quando, invece, la festività cade di domenica spetta una retribuzione aggiuntiva, tipicamente pari a 1/26 della retribuzione mensile (1/6 per chi è pagato settimanalmente).

Come è pagato il lavoro nei giorni festivi

Il discorso è diverso per chi effettivamente presta servizio nelle giornate festive.

Chi lavora il 25 aprile o il 1° maggio avrà diritto a una retribuzione maggiorata: oltre alla normale retribuzione globale di fatto giornaliera (dove, come detto, è già compreso ogni elemento accessorio) il datore di lavoro è tenuto a corrispondere la retribuzione per le ore effettivamente lavorate, con la maggiorazione per il lavoro festivo, la cui percentuale è stabilita dal contratto collettivo di riferimento (il CCNL commercio, come visto, prevede una maggiorazione del 30 per cento). In alcuni casi potrebbe essere previsto anche un giorno di riposo compensativo.

Va sottolineato che le eventuali maggiorazioni contribuiscono alla formazione di reddito imponibile. Si pagano, quindi, IRPEF e contributi INPS.

Ovviamente le due festività sono indicate nel rispettivo cedolino mensile: i dettagli sulla festa della liberazione sono indicati nella busta paga di aprile, quelli sulla festa dei lavoratori in quella di maggio.