La legge di conversione del decreto Lavoro introduce una nuova figura per il sostegno dei lavoratori più fragili: il tutor per la sostenibilità economica. Chi è e cosa farà
Orientamento e assistenza a chi perde il lavoro: questo in sintesi il compito che sarà affidato ai nuovi tutor per la sostenibilità economica.
Ad introdurre queste nuove figure è il decreto Lavoro 2026 convertito in legge.
I tutor saranno selezionati nell’ambito dei programmi operativi, nazionali o regionali, cofinanziati con fondi strutturali europei e saranno incaricati di sostenere in particolar modo i lavoratori e le lavoratrici con più di 50 anni, chi si trova condizioni di fragilità occupazionale e chi presenta difficoltà di reinserimento lavorativo.
Lavoratori fragili: arriva il tutor per la sostenibilità economica
Non solo bonus assunzione e salario giusto. Il decreto lavoro 2026 convertito in legge dopo l’approvazione ufficiale anche da parte del Senato il 23 giugno introduce anche altre novità in materia di lavoro e sostegno all’occupazione.
Tra queste il tutor per la sostenibilità economica. Il nuovo articolo 6-bis introdotto durante l’iter parlamentare per la conversione in legge istituisce la nuova figura che avrà l’obiettivo di fornire servizi di assistenza intensiva ai lavoratori fragili o coinvolti in processi di transizione occupazionale.
Le nuove figure saranno istituite dagli enti responsabili nell’ambito dei programmi operativi, nazionali o regionali, cofinanziati con fondi strutturali europei, nel rispetto delle procedure, dei vincoli territoriali e dei criteri di ammissibilità relativi al periodo di programmazione 2021/2027. Non è ancora chiaro quali saranno le modalità di reclutamento e quali saranno i requisiti richiesti a chi vorrà candidarsi per ricoprire il nuovo ruolo.
Chi è e cosa fa il tutor per la sostenibilità economica?
Di cosa si occuperanno i lavoratori e le lavoratrici che saranno chiamati ad assumere il ruolo di tutor per la sostenibilità economica?
Come precisato dal decreto lavoro, le nuove figure dovranno svolgere funzioni di accompagnamento, orientamento e assistenza finalizzate alla riorganizzazione della sostenibilità economica di persone in difficoltà.
I servizi forniti dal tutor ci sono destinati alle persone che hanno perso il lavoro o hanno subito una significativa riduzione del reddito di lavoro. Nello specifico, l’assistenza è dedicata soprattutto:
- ai lavoratori e alle lavoratrici con più di 50 anni;
- alle persone che si trovano in condizioni di fragilità occupazionale;
- ai lavoratori e alle lavoratrici che trovano particolari difficoltà di reinserimento lavorativo.
Ma cosa farà nello specifico il tutor per la sostenibilità economica?
In attesa di avere maggiori dettagli, il decreto definisce le attività che le nuove figure saranno chiamate a svolgere per sostenere lavoratori e lavoratrici in difficoltà.
In primo luogo, i tutor dovranno sostenere il lavoratore o la lavoratrice che hanno preso in carico nel valutare la sostenibilità delle proprie obbligazioni economiche, finanziarie e abitative. In pratica dovranno orientarli in modo pratico e coscienzioso nella gestione delle finanze per garantire una vita equa e dignitosa nel rispetto degli obblighi previsti per legge.
Inoltre, i tutor forniranno attività di assistenza nei rapporti con:
- gli istituti di credito;
- gli intermediari finanziari;
- le amministrazioni pubbliche;
- gli enti impositori e gli agenti della riscossione;
- le università;
- gli enti gestori del patrimonio residenziale pubblico;
- tutti gli altri soggetti creditori.
Questo non solo per la gestione di eventuali debiti ma anche ai fini della rinegoziazione delle condizioni economiche della prestazione o del debito maturato e dell’accesso agli strumenti di sostegno previsti dalla normativa vigente, come ad esempio l’indennità di disoccupazione Naspi o l’assegno di inclusione (ADI).
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