Tetto al contante, dal Consiglio dell’Unione europea limite a 10.000 euro

Tommaso Gavi - Fisco

Il tetto al pagamento in contanti è stato fissato a 10.000 euro dal Consiglio dell'Unione europea. Ciascuno Stato potrà adottare limiti inferiori. Nell'ampliamento delle norme anti riciclaggio e contro il finanziamento del terrorismo anche misure sulle criptovalute

Tetto al contante, dal Consiglio dell'Unione europea limite a 10.000 euro

Il Consiglio dell’Unione europea ha fissato il tetto al contante a 10.000 euro.

La decisione si muove sulla linea di ampliamento delle norme anti riciclaggio e di contrasto al finanziamento al terrorismo, fissando la soglia che renderà impossibili le transazioni superiori al limite indicato.

Le norme saranno estese anche alle criptovalute, obbligando i prestatori di cripto-attività a effettuare un’adeguata verifica della clientela in particolare per le operazioni di importo superiore a 1.000 euro.

Le nuove norme si inseriscono nell’acceso dibattito che interessa la misura inserita nel DDL di Bilancio 2023, che sta affrontando l’iter parlamentare per l’approvazione della prossima Manovra.

Tetto al contante, il Consiglio dell’Unione europea fissa il limite a 10.000 euro

La decisione del Consiglio sul tetto al contante a 10.000 euro si inserisce in un periodo caldo per il tema.

Come spiegato nel comunicato stampa del 7 dicembre 2022 del Consiglio dell’UE, viene fissato un limite di 10.000 euro per i pagamenti in contanti. Gli Stati membri avranno poi la possibilità di fissare limiti più bassi.

La decisione è stata presa in un momento in cui l’innalzamento del tetto al contante da 2.000 a 5.000 euro, inserito nel Disegno di Legge di Bilancio, era stato criticato da più parti.

Una critica sulla misura era arrivata anche dalla Banca d’Italia nel corso dell’audizione del 5 dicembre 2022, presso le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

Nel testo dell’audizione veniva sottolineato che:

“In particolare, negli ultimi anni sono emersi studi – anche condotti nel nostro Istituto su dati italiani – che suggeriscono che soglie più alte favoriscono l’economia sommersa; c’è inoltre evidenza che l’uso dei pagamenti elettronici, permettendo il tracciamento delle transazioni, ridurrebbe l’evasione fiscale.”

Oltre alla possibilità di favorire l’evasione erano stati messi in evidenza i limiti anche altri limiti della misura: da un lato il disincentivo all’utilizzo dei pagamenti tracciati, dall’altro i costi legati alla sicurezza (connessi con furti, trasporto di valori e assicurazione).

Va detto che, come chiarito in precedenza, le norme che confluiranno nel nuovo corpus normativo antiriciclaggio dell’UE prevedono la possibilità per gli Stati membri di prevedere limiti più bassi.

Tuttavia la posizione concordata su un regolamento antiriciclaggio (AML) e su una nuova direttiva (AMLD6) ha un tetto massimo del doppio del valore che dovrebbe essere applicato a partire dal 2023, una volta approvata la Legge di Bilancio 2023.

Si torna quindi a discutere sulla misura inserita nel DDL di Bilancio, in un momento in cui il tempo stringe: la discussione in Parlamento procederà con tappe serrate anche nella settimana natalizia per arrivare all’approvazione definitiva della Manovra entro il 31 dicembre 2022.

Oltre al tetto al contante a 10.000 euro anche misure sulle criptovalute

Le nuove norme in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo interesseranno anche le criptovalute.

I prestatori di servizi per le cripto-attività saranno infatti obbligati a verificare la propria clientela.

Tale verifica è richiesta, in particolare, per operazioni con un importo pari o superiore a 1.000 euro e si aggiunge a misure per limitari i rischi di operazioni con portafogli auto-ospitati.

Verrà inoltre rafforzata la verifica dei rapporti di corrispondenza transfrontalieri per i prestatori di servizi per le cripto-attività.

Nel comunicato stampa del 7 dicembre scorso viene inoltre sottolineato quanto di seguito riportato:

“Anche gli intermediari finanziari terzi e le persone che commerciano metalli preziosi, pietre preziose e beni culturali saranno soggetti agli obblighi del regolamento, così come i gioiellieri, gli orologiai e gli orafi.”

Alle misure descritte si aggiungono gli interventi per rendere più trasparenti le norme sulla titolarità effettiva, basata sulla proprietà e sul controllo.

Tali elementi, spiega ancora il comunicato stampa:

“devono essere analizzati per valutare in che modo viene esercitato il controllo su una persona giuridica e per identificare tutte le persone fisiche che sono titolari effettivi di tale persona giuridica.”

Dal Consiglio viene specificato come verificare l’identità e i diversi tipi di soggetti, compresi quelli non UE. Inoltre vengono precisate le disposizioni in materia di protezione e conservazione dei dati, per agevolare il lavoro delle autorità.

Gli Stati dovranno permettere alle persone fisiche o giuridiche con un interesse legittimo di avere accesso alle informazioni dei registri dei titolari effettivi.

In tale elenco rientrano anche i seguenti soggetti:

  • giornalisti;
  • organizzazioni della società civile, con un collegamento con la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

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