Telefisco 2018: novità su registri IVA, spesometro e fattura riepilogativa

Registri IVA elettronici, fattura riepilogativa sotto i 300 euro, spesometro, partita IVA in regime dei minimi e forfettario. Ecco gli ultimi chiarimenti in materia di IVA da Telefisco 2018.

Telefisco 2018: novità su registri IVA, spesometro e fattura riepilogativa

A Telefisco 2018 il tema centrale è senza dubbio l’IVA, imposta più volte riformata negli ultimi due anni, purtroppo in modo disorganico e confuso.

I temi su cui si sono concentrati i relatori Rizzardi e Santacroce sono davvero molti: conservazione elettronica dei registri IVA, fattura riepilogativa inferiore ai 300 euro, obblighi dei contribuenti in regime dei minimi o forfettario, momento di ricezione delle fatture.

Il punto centrale dell’analisi dei due storici relatori di Telefisco è molto preoccupante: il legislatore fiscale degli ultimi due anni si è mosso in modo disorganico, confuso a volte addirittura contro alcune disposizioni civilistiche che sono tuttora in vigore.

Fattura riepilogativa inferiore ai 300 euro: importo netto o lordo?

Una delle domande arrivate dal forum riguarda la fattura riepilogativa inferiore ai 300 euro. In questo caso l’importo è da considerarsi lordo oppure netto?

A questa domanda risponde direttamente un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, confermando che l’importo è da considerarsi al lordo dell’IVA.

Regime dei minimi e forfettari esclusi dall’obbligo di fattura elettronica?

Altro tema di cui si è parlato con i funzionari dell’Agenzia delle Entrate e con Santacroce e Rizzardi è quello degli obblighi dei contribuenti in regime IVA agevolato ovvero il vecchio regime dei minimi ed il regime forfettario.

Questi contribuenti non sono obbligati ad emettere la fattura elettronica dal 1° gennaio 2019; tuttavia si tratta di soggetti che rimangono obbligati all’emissione di fattura elettronica nei confronti della Pubblica Amministrazione.

A questo proposito, Rizzardi ha evidenziato come in realtà le norme comunitarie siano molto più semplici di quanto previsto in Italia. I contribuenti che operano in regime agevolato negli altri Paese comunitari, infatti, sono soggetti ad un numero di adempimenti molto inferiore a quelli presenti nel nostro Paese. Si prevede, in particolare, una soglia molto alta (100.000 euro di fatturato) al di sotto della quale gli adempimenti IVA sono quasi inesistenti.

Conservazione registri IVA: contrasto delle nuove disposizioni con la normativa civilistica

Il relatore Benedetto Santacroce evidenzia un aspetto paradossale relativamente alle nuove disposizioni introdotte nel 2017 in materia di conservazione dei registri IVA.

Nel corso dell’iter del Decreto Legge numero 148/2017, infatti, è stato inserito un emendamento che prevede la regolarità dei registri IVA per le fatture di acquisto e vendita tenuti in modalità elettronica, anche se non salvati su un dispositivo esterno.

Sarà quindi sufficiente che i registri IVA siano aggiornati sui sistemi elettronici e possano essere disponibili per la stampa alla presenza del personale preposto alle attività di accertamento, ispezione e verifica.

Tuttavia ci sono diversi dubbi circa la reale portata di questa semplificazione. Con l’introduzione della fattura elettronica obbligatoria tra privati dal 2019, infatti, i dati saranno comunque resi disponibili praticamente in tempo reale all’Agenzia delle Entrate.
Di conseguenza, la stampa cartacea dei registri IVA perderebbe comunque di senso.

Tuttavia, tali disposizioni non sono coerenti - secondo Santacroce - rispetto a quanto previsto dal Codice Civile, motivo per cui l’obbligo di conservazione rimane invariato a questi fini. Anzi, per i semplificati si tratta di un adempimento da mantenere per ragioni di natura sostanziale.