Tasse in Italia: le più basse in Europa per i calciatori stranieri

Tommaso Gavi - Imposte

Tasse in Italia, sono le più basse in Europa per i calciatori stranieri che trasferiscono la propria residenza fiscale. Flat tax e regime impatriati sono le agevolazioni che incentivano la scelta di trasferirsi.

Tasse in Italia: le più basse in Europa per i calciatori stranieri

Tasse in Italia, per i calciatori stranieri che si trasferiscono sono le più basse in Europa.

È quanto emerge dal report europeo “Taxing professional football in the EU”, un’analisi comparata del settore che riguarda appunto la tassazione dei calciatori professionisti.

Due sono le misure che rendono appetibile il nostro paese alle star del calcio straniere: la flat tax prevista dal regime res non-dom e il regime dei lavoratori impatriati.

Simili misure sono previste anche in Spagna e Portogallo ma la categorie dei calciatori è esclusa dalla tassazione agevolata.

Tasse in Italia: le più basse in Europa per i calciatori stranieri

Anche se in diversi casi l’imposizione fiscale italiana è tra le più alte d’Europa, in Italia i calciatori stranieri sono quelli che pagano le tasse più basse dell’Ue.

A renderlo evidente è un recente studio pubblicato sul portale del Parlamento europeo, dal titolo “Taxing professional football in the EU”.

Tale studio riguarda la tassazione dei guadagni dei calciatori professionisti nell’Ue. Si tratta di un’analisi comparata degli schemi di Paesi selezionati. All’interno del documento ci sono proposte e suggerimenti per un futuro approccio europeo.

Per quanto riguarda l’Italia, sono tre i punti principali a cui arriva la ricerca:

  • negli scorsi anni il legislatore italiano ha cambiato significativamente la tassazione (potenzialmente) applicabile ai calciatori professionisti. La maggior parte delle misure sono progettate in modo tale che i calciatori beneficino di agevolazioni grazie allo spostamento di residenza in Italia;
  • il regime non-dom italiano favorisce principalmente le superstar del calcio che, oltre al regolare stipendio, possano contare su entrate non italiane (reddito legato alla loro carriera, ad esempio collegato a sponsorizzazioni o royalty, così come il reddito da capitale);
  • la tassazione per impatriati permette ai calciatori di beneficiare di una riduzione del 50 per cento della base imponibile e quindi comporta un notevole beneficio per la tassazione dei redditi da lavoro dipendente.

Sono dunque due le misure che maggiormente favoriscono i calciatori stranieri che decidono di spostare la propria residenza in Italia: la flat tax regime non-dom e il regime impatriati.

Misure simili sono presenti anche in altri Stati, quali la Spagna e il Portogallo. Tuttavia, negli Stati indicati, dalla tassazione agevolata sono esclusi i calciatori professionisti.

Parlamento Europeo - Studio aggiornato a ottobre 2021
Taxing professional football in the EU.

Tasse in Italia, flat tax e regime impatriati: come funzionano

La flat tax è il primo vantaggio fiscale per chi decide di trasferirsi in Italia.

Consiste nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, che si applica alle persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia.

La tassazione agevolata è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2017, nello specifico dall’articolo 1, comma 152 della legge numero 232 del 2016.

La condizione per beneficiare della flat tax è che i soggetti non siano stati residenti in Italia in almeno nove dei dieci periodi di imposta precedenti a quello dello spostamento della residenza fiscale.

Nel rispetto dei requisiti richiesti dalla legge, i calciatori stranieri potranno pagare un forfait di 100.000 euro per se stessi, che si riduce a 25.000 euro per i familiari.

Per quanto riguardale regole di accesso al regime impatriati, invece, si deve fare riferimento all’articolo 16 del decreto legislativo numero 147 del 2015 e alle modifiche introdotte dal decreto Crescita nel 2019.

Le condizioni da rispettare sono, essenzialmente, tre:

  • trasferire la residenza in Italia;
  • non essere stato residente in Italia nei due periodi di imposta antecedenti al trasferimento e impegnarsi a essere residenti in Italia per almeno due anni;
  • svolgere l’attività lavorativa prevalentemente in Italia.

L’agevolazione non è legata alla cittadinanza italiana del potenziale beneficiario, motivo per cui possono beneficiarne anche i calciatori stranieri.

Per gli sportivi professionisti il regime impatriati prevede che il reddito imponibile sia ridotto del 50 per cento per 5 periodi di imposta.

La riduzione si applica ai soli redditi da lavoro ma rappresenta un notevole vantaggio in quanto è più alta rispetto ad analoghe misure in altri stati europei.

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