Supplenze scuola, per il Ministero dell’Istruzione non c’è nessun boom

Stefano Paterna - Scuola

Supplenze e ripartenza della scuola, guerra di numeri tra il MIUR e i sindacati: secondo il primo su 130.000 posti a tempo determinato vacanti ne sono già stati assegnati più di 110.000. La Gilda degli Insegnanti replica che le supplenze quest'anno ammonteranno a più di 200.000.

Supplenze scuola, per il Ministero dell'Istruzione non c'è nessun boom

Riparte la scuola, nessun boom per le supplenze in questo avvio di anno scolastico 2020/21 a detta del Ministero dell’Istruzione, ex MIUR.

Per il dicastero di Viale Trastevere i posti a tempo determinato nel comparto scuola quest’anno ammontano a poco più di 130.000 e per coprirli, al 17 settembre 2020, sono state fatte oltre 110.000 assegnazioni, effettuate tramite gli ambiti territoriali e le scuole.

Non vi sarebbe quindi alcuna emergenza particolare rispetto agli anni precedenti, come invece sostengono in queste settimane sia i media che i sindacati di categoria più rappresentativi. Ma andiamo a vedere nel particolare i dati riportati dal MIUR.

Supplenze a scuola, attesa per il “Concorsone” di ottobre

In particolare, i dati ministeriali riportano che i posti a tempo indeterminato ancora disponibili dopo la fase delle relative assunzioni che si sono svolte con lo scorrimento delle graduatorie dei vecchi concorsi e e di quelle a esaurimento e la cosiddetta “call veloce” sono 66.654.

Secondo il comunicato dell’Istruzione saranno coperti attraverso il “Concorsone” da 78.000 posti le cui prove è stato ribadito si terranno in ottobre.

A queste cattedre vacanti vanno aggiunte i 14.142 posti che il Ministero definisce organico di fatto, che ogni anno servono per le esigenze dei vari territori nel momento in cui aumentano gli alunni e poi vanno menzionati anche le 51.351 deroghe sul sostegno che ogni anno scolastico vengono assegnati in relazione alle esigenze degli alunni disabili.

A chiusura vanno infine messi nel conto ministeriale i lavoratori dell’organico cosiddetto di emergenza (circa 70.000) che saranno assunti per le esigenze del contenimento dell’epidemia da COVID-19.

Fin qui quanto comunica l’ex MIUR, cifre che vengono assolutamente contestate dai sindacati come vediamo di seguito.

Supplenze a scuola: i dati dei sindacati

Per la Gilda degli insegnanti infatti le 110.000 assunzioni già fatte e dichiarate dal Ministero dell’Istruzione stridono con la realtà dei fatti.

Nel comunicato stampa diffuso il 17 settembre 2020 si legge:

“Ciò che sarebbe utile sapere è quanti posti ci sono effettivamente vacanti. Se, come sostiene il Ministero, le cattedre rimaste libere in seguito alle assunzioni in ruolo ammontano a 66.654, considerato che i posti disponibili autorizzati dal Mef sono 84.808, quelli assegnati risultano appena 18.254.

Una cifra decisamente esigua se pensiamo che è frutto del reclutamento avvenuto attraverso tre canali: graduatorie di merito, graduatorie a esaurimento e chiamata veloce. Ciò, purtroppo, dà ragione alle nostre previsioni secondo cui quest’anno conteremo oltre 200.000 supplenze. In termini percentuali, dunque, il numero di stabilizzazioni è dimezzato rispetto all’anno scorso”.

In aggiunta, il sindacato segnala che soprattutto al Nord vi sono molti ritardi ed errori nelle Gps, le Graduatorie provinciale per le supplenze. Pertanto dovrà essere assunto personale “pescato” dalle scuole nelle graduatorie d’istituto con la specifica clausola di risoluzione immediata all’arrivo dei titolari che dovrebbero uscire dalle Gps. Insomma, saremmo in questo senso alla creazione di una sorta di “super-precariato”.

In conclusione, nemmeno sui numeri il Ministero e i sindacati concordano, tuttavia la scelta di molte scuole di posticipare la riapertura al 24 settembre potrebbe essere dovuta anche a questa questione.

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