Concorso scuola 2020, niente quiz e prova scritta in autunno

Stefano Paterna - Scuola

Concorso scuola 2020, accordo in extremis nella maggioranza di governo: la prova non si terrà più ad agosto, ma dopo l'estate e consisterà in uno scritto e non in quiz. Soddisfatta il ministro dell'Istruzione Azzolina, molto meno i sindacati. Il prossimo anno inizierà di nuovo con docenti precari in cattedra.

Concorso scuola 2020, niente quiz e prova scritta in autunno

Concorso scuola 2020, niente test a quiz ad agosto. La prova selettiva si terrà solo dopo l’estate e sarà uno scritto elaborato secondo criteri ancora ignoti.

Questo è il frutto del compromesso tra le due anime del governo Conte messo a punto dallo stesso presidente del Consiglio nella notte tra ieri e oggi per evitare una clamorosa spaccatura della sua maggioranza e una possibile bocciatura del Decreto scuola che scade il prossimo 7 giugno.

Ricordiamo che il Movimento 5 Stelle al quale aderisce proprio il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina propugnava, insieme a Italia Viva, una selezione attraverso la somministrazione di quesiti da tenere in agosto, mentre il Pd e Leu si erano fatti promotori dell’assunzione in base alla graduatoria per titoli e a una prova di verifica successiva.

Questo per ora l’ultimo capitolo di una lunga saga sul concorso scuola 2020: bisogna sottolineare le parole “per ora” perché i rischi e gli scogli per il cosiddetto “Concorsone” saranno comunque molti. Le forze politiche che sostengono il governo si sono infatti riconciliate, ma così non pare le organizzazioni sindacali che rimangono piuttosto critiche.

Concorso scuola 2020, la soddisfazione del ministro Azzolina

La titolare del dicastero dell’Istruzione si è detta soddisfatta della soluzione di mediazione sul concorso scuola 2020, anche se in questo modo l’avvio del prossimo anno scolastico sarà come in passato contraddistinto dalla presenza massiccia di docenti precari in cattedra che saranno eventualmente confermati solo in seguito al superamento della prova scritta post-estiva.

“Vogliamo ridurre il precariato, per dare più stabilità alla scuola - ha sostenuto la Azzolina - e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito. La proposta del Presidente del Consiglio va in questa direzione, confermando il concorso come percorso di reclutamento per i docenti”.

La Azzolina ha poi invitato Governo e Parlamento a lavorare congiuntamente e celermente:

“Ora occorre lavorare rapidamente, insieme al Parlamento, per tradurre la misura in una norma da introdurre nel decreto scuola, dimostrando che la maggioranza ha a cuore la qualità del sistema di istruzione e, di conseguenza, gli studenti, che ne sono i principali protagonisti. Stiamo rispondendo anche ad una precisa richiesta delle famiglie che vogliono, a ragione, certezze sulla qualità del nostro sistema di istruzione e sul suo futuro”.

Concorso scuola 2020: c’è chi dice ancora che così non va

Quindi tutto bene? Non pare proprio che che sia così. Sul versante sindacale sono ancora tanti i perplessi e i critici.

“Le ragioni della politica hanno travisato il fine con il mezzo. Il fine era, e resta, mettere in ruolo i precari al 1°settembre. Il mezzo era lo strumento per realizzare questo obiettivo,”

ha dichiarato Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola che ha poi significativamente aggiunto:

“Si è stravolto tutto. Resta la stessa realtà: resta il balletto dei docenti, resta l’aumento dei contratti precari, resta l’amarezza di un governo che si concentra sulla gestione piuttosto che sulla strategia di fondo”.

Più cauto, ma comunque di perplesso il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio: “Unica nota positiva è la decisione di aver rinunciato allo svolgimento del concorso straordinario in piena estate con l’emergenza sanitaria ancora in corso”.

Ma il sindacalista ha anche avvertito l’esecutivo:

“Se si trattasse di un semplice rinvio della situazione attuale la nostra posizione rimarrebbe di forte critica e continueremmo la nostra azione di contrasto. Ribadiamo la nostra proposta: avviare tutti i docenti con i requisiti previsti per la partecipazione al concorso straordinario ad un percorso formativo di qualità al termine del quale i candidati saranno valutati in base al percorso formativo, alla prova e ai titoli. In questo modo sarà possibile stabilire chi rientra nel contingente e chi, invece, potrà acquisire soltanto l’abilitazione”.

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