Superbonus 110, lavori in ritardo causa burocrazia: i dati di Confartigianato Imprese

Superbonus del 110 per cento, tante le piccole imprese che segnalano ritardi nell'avvio dei lavori, per problemi legati all'eccesso di burocrazia. I dati arrivano da Confartigianato Imprese, nel corso dell'Audizione del 12 marzo 2021 sulla semplificazione.

Superbonus 110, lavori in ritardo causa burocrazia: i dati di Confartigianato Imprese

Superbonus del 110 per cento, la burocrazia rallenta i lavori, e rischia di vanificare le potenzialità dell’agevolazione.

È Andrea Stabile, responsabile legislazione d’impresa di Confartigianato, a sollevare il problema, nel corso dell’Audizione del 12 marzo 2021 nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla semplificazione amministrativa.

L’avvio del superbonus del 110 per cento è stato accolto con favore da parte di Confartigianato Imprese, in quanto misura utile per la ripartenza del settore dell’edilizia. Burocrazia e ritardi nelle risposte da parte dei Comuni sono però le più rilevanti criticità dello strumento rilevate dalle piccole imprese.

Serve semplificazione.

Superbonus 110, lavori in ritardo causa burocrazia: i dati di Confartigianato Imprese

Su oltre 2.400 micro e piccole imprese selezionate, il 23 per cento ha già ricevuto segnali di interesse dal mercato e alcune hanno già avviato lavori rientranti nel superbonus del 110 per cento. Di questo 23 per cento, più della metà segnala ritardi nell’avvio dell’attività per problemi burocratici.

La burocrazia si lega ai ritardi di risposta da parte di Uffici comunali e, più in generale, da parte delle Pubbliche Amministrazione. Tale criticità riguarda per lo più i grandi comuni, dove è pari al 71 per cento il numero di imprese che lamenta mancate risposte, il 36 per cento nei comuni più piccoli.

Sono questi alcuni dei dati presentati da Confartigianato Imprese, in audizione presso la Commissione Parlamentare per la Semplificazione il 12 marzo 2021.

La necessità di semplificare le procedure per l’avvio dei lavori agevolabili dal superbonus è sentita non solo dalle imprese ma anche dai cittadini che, in alcuni casi, rinunciano alla possibilità di accedere allo sconto del 110 per cento proprio per questioni burocratiche.

Come affermato dal Dottor Andrea Stabile di Confartigianato Imprese, il Ministro Brunetta ha annunciato che il Governo è al lavoro per la messa a punto di un decreto che introduca misure di semplificazione per l’accesso al superbonus del 110 per cento.

Le proposte avanzate sono due:

  • dare vita ad una cabina di regia per il coordinamento delle misure e per l’interpretazione normativa. Sono almeno 3 i ministeri coinvolti, MISE, MEF e MIT, al quale si uniscono altri enti, tra cui l’Agenzia delle Entrate e l’ENEA. Ognuno fornisce proprie indicazioni operative, confondendo più che chiarendo i dubbi dei contribuenti. Ed è per questo che serve una cabina di regia unica;
  • rendere più agibile la verifica della conformità urbanistica, considerando che in alcuni casi servono anche 6 mesi. La richiesta è di eliminare la doppia conformità e ridurre i tempi di risposta per l’accesso agli atti.

Una delle ulteriori proposte di Confartigianato Imprese è di rendere strutturale il superbonus del 110 per cento o, quantomeno, disporne la proroga almeno al 2023. Le complessità di attuazione rischiano di non riuscire a scaricare a terra tutto il potenziale della misura, afferma il Dottor Stabile.

Semplificazione non solo per il superbonus: serve ripensare il rapporto tra PA e imprese

L’Italia si colloca al 23° posto in Europa per l’eccesso di complicazioni amministrative, e al 58° su 190 Paesi nel mondo per la facilità di fare impresa. Basti pensare, ad esempio, che per un appalto in Italia servono 7 mesi in più rispetto alla media europea.

Il tema della semplificazione è quindi centrale per la ripartenza del Paese, dopo la crisi innescata dalla pandemia da Covid-19, ed è fondamentale che vengano utilizzate al meglio le risorse del Recovery Plan.

Secondo quanto affermato da Confartigianato Imprese, lo scenario si presenta particolarmente complesso. 1 impresa su 3 avrà difficoltà a proseguire l’attività, dato che si aggiunge alle circa 79.000 imprese che hanno chiuso nel 2020.

Inoltre, è rilevante anche il dato relativo alla natalità delle imprese: nel 2020 si sono registrate 61.000 aziende in meno, con un calo del 17 per cento per le attività artigiane.

Sono questi i numeri che supportano la richiesta di semplificazione nel rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione.

Per Confartigianato sono tre le linee direttrici fondamentali:

  • digitalizzazione estesa nel rapporto tra PA ed imprese, con l’interoperabilità delle banche dati;
  • standardizzazione modulistica e procedimenti;
  • riorganizzazione delle competenze negli enti pubblici.

Si tratta di indicazioni condivise a tutti i livelli, parte anche dell’Agenda per la Semplificazione 2020-2023.

All’impresa servono inoltre norme chiare, anche per evitare il rischio di sanzioni dovute alla diversa interpretazione della stessa.

Infine, è fondamentale secondo Confartigianato che si intervenga sul tema dei controlli, che devono essere uniformi. Manca un coordinamento, evidenzia Stabile, così come manca una proporzionalità nell’importo delle sanzioni in base alla dimensione dell’impresa.

La semplificazione, su tutti i fronti del rapporto tra imprese e Pubblica Amministrazione, non può che diventare uno dei cardini per la ripartenza del sistema Paese. Questo è quello che chiedono a gran voce le imprese.

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