Scadenze fiscali, calendario da rifare per il 96% dei lettori di Informazione Fiscale

Rosy D’Elia - Scadenze fiscali

Scadenze fiscali, per il 96% dei lettori bisogna rivedere il calendario, tra chi ritiene sia necessaria una riduzione e chi propende per una razionalizzazione degli impegni. Nei primi 7 mesi dell'anno, gli appuntamenti col Fisco sono già più di 80, se si considerano solo le date principali.

Scadenze fiscali, calendario da rifare per il 96% dei lettori di Informazione Fiscale

Scadenze fiscali, il calendario è da rifare: non hanno dubbi i lettori che hanno partecipato al sondaggio condotto dalla redazione di Informazione fiscale sulla mole e la distribuzione degli impegni con l’Erario. Tra mesi fitti di date da ricordare e periodi che lasciano una breve tregua, nei primi sette mesi del 2019 si contano già oltre 80 appuntamenti col Fisco per i contribuenti, considerando solo i principali obblighi e adempimenti.

Tagliare e razionalizzare le scadenze, lasciare uno spazio per le vacanze, ridurre gli appuntamenti, ma anche la pressione fiscale: ognuno ha la sua ricetta per riformulare il calendario. E solo pochissimi lascerebbero tutto così com’è.

Scadenze fiscali, da ridurre e riorganizzare nel calendario fiscale

“Bisogna ridurre tassativamente gli impegni. Ormai c’è una scadenza al giorno, la situazione è insostenibile”, il commento di Sandra P. in una frase sintetizza l’opinione comune emersa dal sondaggio condotto dalla redazione di Informazione Fiscale sulla necessità di intervenire, o meno, sull’organizzazione del calendario delle scadenze fiscali.

Solo il 4% dei lettori che hanno partecipato all’indagine approva la tabella di marcia e non apporterebbe nessuna modifica, mentre la maggioranza, il 96%, si divide tra le due risposte che presuppongono un cambiamento di rotta.

Per il 58% le scadenze sono troppe e vanno ridotte. Mentre per il 38% è necessario razionalizzarle, migliorando la pianificazione degli appuntamenti o accorpando degli adempimenti che si basano su dati o informazioni simili. La possibilità di non inviare le Lipe del quarto trimestre, se si invia la dichiarazione IVA entro il 28 febbraio, ne è un esempio.

Nella numerosa schiera di chi propende per una ridefinizione degli impegni col Fisco, diversi lettori sostengono la necessità di agire con un doppio intervento: tagliare e razionalizzare.

Tra i partecipanti al sondaggio, semplici contribuenti ma anche tanti addetti ai lavori, l’esigenza di un intervento sul carico e sull’organizzazione delle scadenze fiscali è forte. E le motivazioni addotte toccano diversi aspetti. Federico S. spiega:

“I costi di gestione amministrativi sono esagerati: lavoriamo il 99% del tempo per produrre tabulati e riepiloghi per lo stato, invece di concentrarci su bilanci e statistiche per analizzare i punti critici delle società, al fine di migliorarsi sempre e produrre ricchezza. Inoltre la pletora di scadenze continue crea un notevole stress”.

Per Giuseppe C., la scansione degli impegni col Fisco è spietata:

“Non si tiene conto dei bisogni della popolazione. Spesso le tasse si sovraccaricano con scadenze una vicina alle altre, mettendo in difficoltà le persone”.

Mentre l’elemento da sconfiggere per avere una migliore pianificazione degli appuntamenti è l’incertezza per Vittoria V.:

“Siamo in balia degli umori dei politici...e non si può fare una programmazione efficiente...per ogni tributo ci sono mille sfaccettature e interpretazioni. Manca la certezza in ogni campo!!!”

Scadenze fiscali, calendario da rifare per il 96% dei lettori di Informazione Fiscale

Sono commenti che arrivano in un anno particolarmente intenso dal punto di vista di novità e scadenze da rispettare per i contribuenti e i professionisti del settore.

“Lavoro da un commercialista e l’anno 2019 è stata l’apoteosi del disordine nell’ambito della fatturazione, nell’ambito della scadenza dei pagamenti sulle dichiarazioni dei redditi ecc.ecc”.

Commenta Gisella P. L’anno, effettivamente, si è aperto con il nuovo obbligo della fatturazione elettronica e ha proseguito la corsa con il mese di febbraio, che è diventato l’emblema di una concentrazione di impegni fiscali difficili da gestire.

L’acme del 28 febbraio segnava le scadenze per l’invio di spesometro, esterometro e comunicazioni Liquidazioni IVA (LI.pe.), poi prorogata con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2019 che ha appesantito il mese di aprile.

A giugno è arrivata una nuova proroga: il Decreto Crescita ha spostato al 30 settembre il termine ultimo per i versamenti delle imposte collegate alla dichiarazione dei redditi per tutti i soggetti per cui sono stati approvati gli ISA, indici sintetici di affidabilità fiscale, a causa di un ritardo sulla tabella di marcia da seguire per la loro applicazione.

Concentrazioni di appuntamenti e rimandi dei termini da rispettare rendono il calendario delle scadenze fiscali un labirinto, in cui è difficile orientarsi e impossibile trovare la via d’uscita.

Tra modifiche applicabili e proposte improbabili da realizzare, i lettori di Informazione Fiscale propongono le loro soluzioni per migliorare la scansione degli impegni:

Per Nicola A. bisogna puntare su un doppio appuntamento mensile:

“Razionalizzare le scadenze in due sole date: al 15 ed al 30 del mese”.

Mentre per Louis G. il cambiamento non si deve apportare solo al calendario, e raddoppia la proposta:

“Bisogna ridurre le scadenze insieme a una riforma fiscale tesa alla riduzione della pressione fiscale”.

Stefania S. partirebbe modificando un adempimento specifico:

“Bisogna soprattutto far sì che il cosiddetto esterometro sia trimestrale o semestrale su base volontaria a seconda della mole di transazioni con l’estero”.

Radicale, invece, è la proposta di Monica P., che vorrebbe:

“Accorpare gli adempimenti in un unico mese in modo da lasciare respirare i professionisti e godere dei benefici dello stare in famiglia”.

Un’idea che nasce sicuramente anche dalla stanchezza del periodo estivo e dalla necessità di scalare una marcia, la stessa esigenza che Simona M. esprime in modo ancora più chiaro:

“Certamente le scadenze vanno ridotte e concentrate a non più in là del mese di Luglio, almeno le ferie estive fatecele godere in santa pace!!!!!”

Desiderio esaudito, ma solo per pochissimi giorni: fino al 20 agosto, con la sospensione dei termini, il Fisco è in pausa, e dopo lo stop di Ferragosto il calendario delle scadenze fiscali riprenderà la sua corsa tra ostacoli, ingorghi e rinvii.

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