Proroga versamenti imposte 2019: ufficiale con l’ok al Decreto Crescita

Giuseppe Guarasci - Dichiarazione dei redditi

Dichiarazione dei redditi 2019: arriva l'ufficialità per la proroga dei versamenti delle imposte con l'approvazione al Senato del Decreto Crescita. Restano gli interrogativi su contribuenti forfettari e minimi.

Proroga versamenti imposte 2019: ufficiale con l'ok al Decreto Crescita

La proroga versamenti imposte dichiarazione dei redditi 2019, con l’approvazione del Decreto Crescita al Senato, nel pomeriggio del 27 giugno, diventa ufficiale. Lo spostamento dei termini a fine settembre è contenuto in un emendamento al testo convertito in legge.

La scadenza originaria per i versamenti delle imposte sui redditi 2019 è il prossimo 1° luglio; tuttavia, nelle ultime settimane sono intervenuti due eventi che avevano reso la scadenza già superata, per effetto di una sorta di doppia proroga:

  • nelle scorse settimane la prima proroga era stata annunciata dall’Agenzia Ansa rispetto ad un DPCM del MEF - mai ufficializzato però - che avrebbe previsto la proroga delle imposte da dichiarazione dei redditi 2019 al 22 luglio 2019;
  • successivamente, l’emendamento al Decreto Crescita ha previsto la proroga al 30 settembre.

La proroga in oggetto riguarda le imposte sui redditi Irpef, Ires ed Irap ma anche IVA e diritto camerale, le cui scadenze seguono per legge quelle delle imposte sui redditi.

Alla proroga non è obbligatorio adeguarsi: ovviamente i contribuenti che volessero continuare a rispettare lo scadenzario originario potranno farlo senza alcun obbligo o adempimento particolare (in questo senso si veda anche la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate numero 69/E del 2012).

Proroga imposte 2019 anche per contribuenti minimi e forfettari?

Uno dei dubbi più ricorrenti in questi giorni è relativo alla possibilità che la proroga delle imposte sui redditi 2019 di cui si parla in questi giorni possa valere anche per i contribuenti minimi e forfettari.

Occorre sottolineare che, rispetto a quanto si legge nell’emendamento al decreto crescita, la proroga di cui in oggetto non riguarderebbe i contribuenti minimi e forfettari.

O meglio, non appare tale la ratio legis, quantomeno ad ascoltare fonti vicine all’amministrazione finanziaria.

Tuttavia, la proroga prevista dall’emendamento dovrebbe applicarsi a tutti i “soggetti per i quali gli ISA sono stati approvati”, indipendentemente dal fatto che tali contribuenti siano in disapplicazione o meno (contribuenti al primo esercizio di attività, minimi, forfettari, ecc).

Leggiamo quindi il testo dell’emendamento approvato in Senato:

Per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive, di cui all’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, nonché dell’imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019 sono prorogati al 30 settembre 2019.

Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti indicati nel medesimo comma 3

Sono certamente esclusi dalla proroga i soggetti con ricavi o compensi superiori al limite previsto dalla legge per l’applicazione degli ISA ovvero 5.164.529,00 euro.

Sul punto, nonostante l’approvazione dell’emendamento, resta ancora molta confusione.

Proroga imposte redditi unico 2019 anche per il diritto camerale

Come si diceva all’inizio, la proroga delle scadenze di cui alla dichiarazione dei redditi 2019 riguarda Irpef, Ires ed Irap.

Per legge, a tali scadenze sono automaticamente collegate anche a diritto camerale ed IVA.

In ordine al diritto camerale, in particolare, dal momento che la scadenza dei versamenti delle imposte 2019 è stata spostata al 30 settembre, tale proroga si applicherà automaticamente anche al diritto camerale medesimo.

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