Sanatoria bonus ricerca e sviluppo, la proroga per la scadenza al 2023 sempre più vicina

Tommaso Gavi - Dichiarazioni e adempimenti

Sanatoria bonus ricerca e sviluppo, dopo il rinvio del Decreto Aiuti ter la proroga della scadenza si avvicina con l'iter della legge di conversione della norma in questione. Anticipazioni sullo slittamento al 2023 erano arrivate anche dal comunicato del MEF del 31 ottobre scorso. I soggetti chiamati alla regolarizzazione e le informazioni nella comunicazione all'Agenzia delle Entrate.

Sanatoria bonus ricerca e sviluppo, la proroga per la scadenza al 2023 sempre più vicina

Sanatoria bonus ricerca e sviluppo, dopo la proroga prevista dal Decreto Aiuti ter, l’ulteriore rinvio della scadenza è sempre più vicino.

L’anticipazione era già arrivata dal Ministero dell’Economia e Finanze, con il comunicato stampa del 29 ottobre 2022, pubblicato sul sito ufficiale il 31 ottobre scorso.

Lo stesso giorno del termine in cui i contribuenti che intendevano attivare la procedura di restituzione dei crediti d’imposta percepiti indebitamente avrebbero dovuto inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, il MEF aveva reso noto di essere al lavoro per il rinvio al 2023 nella legge di conversione del Decreto Aiuti ter.

L’iter parlamentare avanza e porta con se la proposta di proroga. A prevederla è l’articolo 38 del testo aggiornato allo scorso 7 novembre, condiviso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dopo l’aggiornamento della Commissione speciale.

La legge di conversione dovrebbe essere approvata entro il 22 novembre 2022.

L’adempimento in questione si riferisce alle agevolazioni maturate tra il 2015 e il 2019.

Sanatoria bonus ricerca e sviluppo: nuovo proroga della scadenza sempre più vicina

A ridosso della scadenza della sanatoria del bonus ricerca e sviluppo il MEF aveva annunciato il rinvio.

Per chi ha percepito in modo indebito i crediti d’imposta, molto probabilmente ci sarà ancora tempo per attivare la procedura per la restituzione delle somme.

Nonostante sia passato il termine del 31 ottobre 2022, nel comunicato stampa del 29 ottobre scorso, pubblicato sul portale istituzionale il 31 ottobre 2022, si rendeva già noto che:

“Il ministero dell’economia delle finanze, terminata la sua istruttoria, ha inviato al Dipartimento per i rapporti con il parlamento una proposta emendativa ai fini della presentazione al disegno di legge di conversione del decreto-legge aiuti ter in esame alla camera.”

Il precedente termine dello scorso 30 settembre era già stato oggetto di una proroga al 31 ottobre 2022, stabilita dall’articolo 38 del decreto-legge numero 144 del 23 settembre 2022, ovvero il Decreto Aiuti ter.

La proroga al 2023 dovrebbe arrivare dopo la scadenza prevista con la legge di conversione del Decreto Aiuti ter.

Nel comunicato si legge ancora che:

“La proposta è volta a differire al 2023 il termine per la presentazione della domanda di adesione relativa al riversamento del credito d’imposta ricerca e sviluppo.”

Il rinvio dovrebbe riguardare sia per la domanda, sia per il versamento della prima rata.

Si dovrà tuttavia attendere la conclusione dell’iter parlamentare per avere l’ufficialità della misura.

Con l’avanzamento dell’iter di conversione prende forma anche il provvedimento inserito nella legge. Nella bozza aggiornata al 7 novembre, diffusa dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, l’articolo 38 prevede il rinvio di un anno.

L’approvazione del testo, che segue l’aggiornamento della Commissione speciale, deve essere approvata entro il 22 novembre 2022.

Sanatoria bonus ricerca e sviluppo: regolarizzazione esclusa con documenti falsi e fatture per operazioni inesistenti

Vediamo chi può beneficiare della procedura che permette la regolarizzazione.

Innanzitutto tale possibilità è preclusa nei seguenti casi:

  • condotte fraudolente;
  • simulazioni o utilizzo di documenti falsi e fatture per operazioni inesistenti;
  • mancanza di idonea documentazione per dimostrare il sostenimento delle spese ammissibili.

Una zona grigia è rappresentata dai casi in cui l’Agenzia delle Entrate mette in dubbio il requisito della novità dell’attività, che farebbe venire meno il diritto all’agevolazione: tali casi non possono essere ritenuti inesistenti, tutt’al più possono rientrare tra i crediti non spettanti.

Tali casi, quindi, dovrebbero poter rientrare tra quelli che aprono alla possibilità di regolarizzazione della situazione.

Come già chiarito, le agevolazioni che possono essere regolarizzate sono quelle maturate nel periodo compreso tra il 2015 e il 2019.

Nella comunicazione all’Agenzia delle Entrate dovranno quindi essere comunicati i seguenti dati:

  • il periodo di maturazione del credito d’imposta;
  • l’ammontare del credito oggetto di riversamento spontaneo;
  • i dati e gli elementi richiesti a dimostrazione delle attività e delle spese ammissibili.

Dopo il via libera dell’Agenzia delle Entrate gli importi potranno essere pagati in massimo tre rate. I termini attuali sono fissati al 16 dicembre di ciascun anno ma saranno spostati di un anno e finiranno alla fine del 2023. Si attende tuttavia la conclusione dell’iter parlamentare della legge di conversione del Decreto Aiuti ter.

Informazione Fiscale S.r.l. - P.I. / C.F.: 13886391005
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Velletri al n° 14/2018
Iscrizione ROC n. 31534/2018

Redazione e contatti | Informativa sulla Privacy

Preferenze privacy
Logo registrato

Questo sito contribuisce all'audience di Logo Evolution adv Network