IMU, TARI, multe e bollo: la rottamazione delle tasse locali parte e si chiude subito

La lunga gittata della rottamazione quinquies difficilmente si applicherà alle tasse locali: il tetto di 100 euro per ogni rata restringe il tempo per i pagamenti. Lo dimostrano i dati della Commissione sull'analisi del magazzino AdER

IMU, TARI, multe e bollo: la rottamazione delle tasse locali parte e si chiude subito

Percorso rapido per la rottamazione delle tasse locali, “ramo” delle attività di recupero che impegnano l’Agenzia delle Entrate Riscossione e che conta crediti di importo medio pro-capite molto bassi.

Solo dal punto di vista teorico la rottamazione di IMU, TARI, multe e bollo, così come delle altre entrate tributarie ed extratributarie nei 1.500 Enti aderenti, tra Comuni e Regioni, potrà arrivare fino al 2035.

Le 54 rate a disposizione per saldare il proprio debito fanno i conti con la regola del cap minimo: ogni quota non può essere inferiore a 100 euro e i dati sul valore medio dei singoli carichi comporta una rimodulazione al ribasso del tempo concesso per mettersi in regola.

Rottamazione quinquies locale in tempi stretti: perché le 54 rate si riducono per i debiti IMU, TARI, multe e bollo

Per la corretta gestione operativa della domanda di adesione alla rottamazione quinquies per le tasse locali è necessario conoscere in primis le regole alla base della definizione agevolata.

La rottamazione partita nei 1.500 Enti tra comuni e regioni che hanno deliberato entro lo scorso 15 luglio 2026 riprende le regole dalla definizione già in corso per i tributi di competenza statale.

Tra queste, la possibilità di spalmare il debito dovuto, al netto di sanzioni, interessi e somme aggiuntive, in un massimo di 54 rate a cadenza bimestrale.

La rottamazione quinquies promette quindi una lunga rateizzazione delle somme ammesse alla procedura agevolata di rientro, anche se in molti casi si tratta di una via solo teorica.

Il motivo è legato al vincolo che ciascuna rata non risulti di importo inferiore a 100 euro.

Nella pratica, la rateazione massima interessa solo i debiti che arrivano quantomeno all’importo di 5.400 euro, ipotesi non frequente per quel che riguarda le tasse locali.

Rottamazione locale, la partita dei pagamenti si può chiudere già nel 2027

A porre la questione in evidenza sono i dati contenuti nella Relazione elaborata dalla Commissione tecnica istituita nell’ambito della riforma della riscossione, presieduta dal magistrato della Corte dei Conti Roberto Benedetti.

Per quel che riguarda le entrate comunali la cui riscossione è stata affidata all’AdER, il carico residuo contabile totale ammonta a 27,16 miliardi di euro, per un totale di 17,05 milioni di cartelle e 54,13 milioni di singoli crediti.

Al numero rilevante di crediti da riscuotere si affianca il dato del valore medio pro-capite del singolo credito, pari a circa 456 euro.

Per le entrate degli altri Enti Territoriali (Regioni, Province, Province Autonome), il carico residuo contabile ammonta a 14,81 miliardi di euro, per un totale di 3,80 milioni di cartelle e 29,65 milioni di singoli crediti. Il valore medio pro-capite del singolo credito è pari a circa 274 euro.

Calando questi numeri nella pratica, per quel che riguarda le tasse degli Enti locali, dall’IMU fino ad arrivare alla TARI o alle somme relative a canoni di affitto o altre entrate extratributarie, la rottamazione quinquies permetterebbe di spalmare il totale dovuto in un massimo di quattro rate, chiudendo già la partita nel 2027.

La prima scadenza da annotare in calendario è infatti fissata al 31 marzo 2027, con un calendario che si articola poi in appuntamenti bimestrali (31 maggio, 31 luglio, 30 settembre, 30 novembre)

Ancora più sprint la rottamazione delle regioni: tenuto conto del valore di 274 euro in media, la partita si chiuderebbe in sole due rate.

Domanda di rottamazione locale, c’è tempo fino al 15 dicembre 2026

La scelta sulle vie a disposizione per effettuare il pagamento delle somme dovute si formalizza nella domanda di adesione alla rottamazione quinquies.

Qui il contribuente potrà scegliere se pagare in un’unica soluzione o a rate, come detto fino al limite di 54 quote bimestrali e con importo minimo pari a 100 euro per ciascuna di queste.

C’è tempo fino al 15 dicembre 2026 per l’invio dell’istanza, tramite l’area riservata o l’area pubblica del portale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.

Successivamente, entro il 31 gennaio 2027 arriverà la comunicazione delle somme dovute, il prospetto fondamentale per capire l’importo dovuto - dopo lo stralcio di sanzioni, interessi e quote aggiuntive - e conseguentemente il numero effettivo delle rate a disposizione.