Rottamazione cartelle 2018, vicina la scadenza della prima rata

Redazione - Imposte

Arriva la prima scadenza della rottamazione cartelle 2018, relativa al pagamento dell'unica o prima rata dell'importo ammesso alla definizione agevolata.

Rottamazione cartelle 2018, vicina la scadenza della prima rata

Rottamazione cartelle 2018: per gli ammessi si avvicina il tempo del pagamento, con la scadenza della prima o unica rata fissata alla fine del mese.

Il primo appuntamento con il pagamento della rottamazione è fissato al 31 luglio 2018, data che tuttavia riguarderà soltanto una parte dei soggetti che hanno presentato domanda di adesione alla definizione agevolata dei ruoli.

I bollettini per il pagamento delle rate sono stati inviati dall’Agenzia delle Entrate Riscossione con la comunicazione delle somme dovute. Tuttavia, nel caso in cui non sia arrivata, sarà possibile scaricarne una copia accedendo al portale dell’ADER.

Ricordiamo inoltre che la stessa scadenza del 31 luglio 2018 riguarda anche i contribuenti che avevano aderito alla prima rottamazione dei ruoli e, in tal caso, sarà necessario pagare la quarta rata.

Rottamazione cartelle 2018, chi deve pagare la prima rata in scadenza il 31 luglio

La scadenza del 31 luglio 2018 per il pagamento della prima rata di rottamazione riguarda i contribuenti ammessi alla definizione agevolata dei ruoli affidati all’Agente della Riscossione nel 2017.

Il pagamento, così come già previsto lo scorso anno, potrà essere effettuato anche in un’unica soluzione, entro lo stesso termine sopra indicato.

La scadenza del 31 luglio 2018 non riguarda i soggetti che hanno presentato domanda di rottamazione per i carichi affidati dal 2000 al 2016 e, in tal caso, il termine per il versamento è fissato al 31 ottobre 2018.

Oltre alle scadenze, cambiano anche il numero delle rate massime previste per effettuare il pagamento:

  • da una ad un massimo di 5 rate nel caso di cartelle relative a carichi affidati in riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017;
  • da una ad un massimo di 3 rate nel caso di cartelle contenenti carichi affidati dal 2000 al 2016.

Per consultare le modalità di pagamento si rimanda al sito dell’AdER.

No a “sconti” in caso di mancato pagamento

Così come ribadito anche durante la precedente edizione della rottamazione, il mancato pagamento di una soltanto delle rate comporta la revoca del beneficio. In pratica, chi salta la scadenza del 31 luglio 2018 o le successive decade in via definitiva dalla definizione agevolata dei ruoli.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione ricorda, a tal proposito, che in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento della prima/unica rata - in scadenza al 31 luglio 2018 per i carichi affidati in riscossione nel 2017 e al 31 ottobre 2018 per quelli affidati in riscossione nel periodo dal 2000 al 2016 - della Definizione agevolata, anche limitatamente a quei carichi contenuti nella Comunicazione che si è scelto di non pagare, la stessa non produce effetti e non è possibile ottenere nuovi provvedimenti di rateizzazione salvo che per le cartelle e gli avvisi notificati da meno di 60 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di adesione.

Potranno, invece, essere ripresi i pagamenti delle rateizzazioni in essere alla data di presentazione della domanda di Definizione agevolata e in regola con i precedenti pagamenti.

In caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate successive alla prima non sarà, invece, più possibile proseguire eventuali precedenti rateizzazioni in quanto già revocata al pagamento della prima rata.

950 mila domande di rottamazione bis

Sono ben 950 mila le domande di adesione alla rottamazione bis delle cartelle inviate entro la scadenza del 15 maggio 2018.

I dati sono stati forniti dal Direttore delle Entrate, Ruffini, nel corso dell’audizione del 4 luglio 2018 alla IV Commissione Finanze della Camera.

Sono oltre 4 milioni le cartelle per le quali è stata richiesta la rottamazione, con un valore complessivo di circa 14 miliardi di euro, al netto dello sconto su sanzioni e interessi che è invece pari a circa 9 miliardi.

Le richieste hanno interessato debiti iscritti a ruolo per il 67% dall’Agenzia delle Entrate, per il 23% dai principali enti previdenziali (INPS e INAIL), per il 4% dai Comuni ed enti a partecipazione comunale, per il 2% da altri Enti Erariali (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Ministeri, ecc.) e per il restante 4% da altri enti (Camere di Commercio, Regioni, Province, Ordini professionali ecc.).

Si spera, tuttavia, che il saldo finale della rottamazione bis sia più positivo di quello relativo alla prima stagione della definizione agevolata dei ruoli, durante la quale è emerso che la metà dei contribuenti con debiti superiori a 100.000 euro che hanno aderito non ha effettuato i pagamenti dovuti.