Rinnovo contratto del comparto sicurezza della PA: riparte la trattativa?

Stefano Paterna - Pubblica Amministrazione

Dal vertice interministeriale del 7 luglio sono venute proposte per i sindacati di categoria che verranno riconvocati entro il 17 luglio: un aumento delle retribuzioni del 4,25 per cento a fronte dell'incremento precedente fissato al 4,07; rinvio del rinnovo dell'area dirigenziale alla fine dell'anno per reperire le risorse attraverso la legge di bilancio 2022. Caute le reazioni sindacali.

Rinnovo contratto del comparto sicurezza della PA: riparte la trattativa?

Rinnovo del contratto del comparto sicurezza e soccorso pubblico, scaduto da ormai tre anni: a detta del Dipartimento della Funzione Pubblica vi sono tutte le condizioni per uno sblocco della trattativa con i sindacati, congelata da mesi per l’esiguità delle risorse messe in campo dal governo.

I fattori che inducono all’ottimismo il dicastero guidato dal Ministro Renato Brunetta consistono in un emendamento del Decreto Sostegni Bis e nel reperimento di ulteriori 50 milioni di euro dall’ultima legge di bilancio che consentirebbero un aumento delle retribuzioni pari al 4,25 per cento, inclusivo dei caratteri specifici di questo delicato comparto della pubblica amministrazione, tra i quali spicca ad esempio la questione della previdenza complementare.

Le novità annunciate dalla Funzione Pubblica sono emerse dal vertice in videocollegamento che si è tenuto il 7 luglio tra i ministri competenti, ovvero oltre il già citato Brunetta, Marta Cartabia della Giustizia, Daniele Franco dell’Economia, Lorenzo Guerini della Difesa e Luciana Lamorgese degli Interni.

Ma vediamo più da vicino le novità che hanno indotto i ministri ad annunciare la riconvocazione dei sindacati entro il 17 luglio.

Rinnovo contratto del comparto sicurezza: le nuove risorse

Data l’impasse che si registra nelle trattative per i rinnovi dei contratti della pubblica amministrazione tra i quali si può citare ad esempio il comparto delle Funzioni Centrali per il quale si era pur speso nei mesi scorsi lo stesso Ministro Brunetta, è evidente che per l’Esecutivo sarebbe importante cogliere un risultato positivo nel settore della sicurezza e del soccorso pubblico.

Le risorse indicate nel comunicato della Funzione Pubblica del 7 luglio consentirebbero un incremento retributivo pari al 4,25 per cento: pertanto superiore a quello ipotizzato dai ministri competenti nel maggio scorso che era del 4,07 per cento

L’aumento della parte economica sarebbe resa possibile da un emendamento al Decreto Sostegni bis che in questo momento è al vaglio della Camera (in ogni caso poi il pacchetto delle modifiche eventualmente approvate da Montecitorio dovrà passare all’esame del Senato) e allo storno di 50 milioni di euro che l’ultima legge di bilancio prevedeva di impiegare “per le indennità per i servizi esterni e per quelli operativi fuori sede del personale dei comparti”.

L’altra parte della proposta del vertice interministeriale rivolta ai sindacati di categoria, riguarda l’area dirigenziale del comparto sicurezza per la quale si ipotizza il reperimento delle risorse necessarie a finanziare il nuovo contratto 2021-23 attraverso il rinvio alla prossima legge di bilancio 2022.

Rinnovo contratto comparto sicurezza: le reazioni sindacali

Il tavolo con i sindacati per presentare le novità sarà riconvocato entro il prossimo 17 luglio, nel frattempo però c’è già qualche reazione da parte delle organizzazioni di categoria che pur con qualche apertura di credito non pare improntata all’entusiasmo.

In particolare, è proprio il rinvio del rinnovo contrattuale dell’area dirigenziale alla fine dell’anno, in sede discussione della nuova legge di bilancio, che suscita le perplessità ad esempio del Siulp che così commenta:

“Questo ritardo, che si somma a quello già maturato sul primo contratto che non è ancora stato concluso, fa aumentare la situazione di incertezze interpretative sulla disciplina giuridica applicabile ai dirigenti”.

Ma in realtà, è un po’ tutto il pacchetto di proposte ministeriali che necessita una approfondita discussione dato il fatto che dipende da poche certezze e da molte ipotesi: l’ipotesi di emendamento del Decreto Sostegni Bis, l’ipotesi di rinvio del rinnovo per i dirigenti alla fine del 2021 e in qualche modo anche l’assicurazione da parte del Ministro Brunetta sull’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto della carriera prefettizia.

Anche dalla Fp Cgil nei mesi scorsi, peraltro, era venuto l’invito ad aggiungere risorse economiche alla proposta di rinnovo del governo e ad avviare una approfondita discussione anche sulla parte normativa che non faceva propendere per una chiusura della trattativa in tempi brevi.

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