Riduzione del cuneo fiscale, priorità della Legge di Bilancio per il 69% dei lettori

Rosy D’Elia - Imposte

Una riduzione del cuneo fiscale è una necessità impellente e primaria: non c'è dubbio per il 69% dei lettori di Informazione Fiscale che hanno partecipato al sondaggio sulle priorità della Legge di Bilancio 2020. Mentre l'introduzione di un salario minimo convince solo l'8%, e la digitalizzazione dei pagamenti è il primo intervento da inserire per il 15%.

Riduzione del cuneo fiscale, priorità della Legge di Bilancio per il 69% dei lettori

In cima alla lista delle priorità per la Legge di Bilancio 2020 c’è la riduzione del cuneo fiscale: sulla necessità di ridurre il costo del lavoro è d’accordo il 69% dei lettori di Informazione Fiscale che hanno partecipato al sondaggio sulle misure da inserire nella prossima Manovra, a cui il governo sta lavorando.

Una riduzione del cuneo fiscale è un bisogno impellente e primario e darebbe una nuova linfa al sistema, incidendo sui consumi e arginando l’evasione fiscale. Si tratta di un’idea condivisa, ma c’è anche chi invita alla cautela: gli effetti dipendono da come e quanto il taglio sarà “profondo”.

Riduzione del cuneo fiscale, salario minimo o digitalizzazione dei pagamenti nella legge di Bilancio 2020?

Nella classifica delle esigenze che richiedono una risposta immediata, c’è un abisso tra il taglio del cuneo fiscale e le altre misure in gioco.

Il 15% dei partecipanti al sondaggio condotto dalla redazione di Informazione Fiscale mette in prima linea la digitalizzazione dei pagamenti:

“perché ridurre l’evasione fiscale significherebbe pagare meno tutti e non favorire con modalità surrettizie e fondamentalmente ingiuste categorie di cittadini che potrebbero continuare così ad essere evasori e in più godere di eventuali benefici fiscali”.

Spiega Patrizia G. sintetizzando la posizione di altri lettori.

Su questo punto si sta già lavorando, nel documento programmatico di Bilancio 2020, infatti, si legge:

“Nel quadro della strategia di lotta all’evasione fiscale il Piano per la rivoluzione Cashless avrà un ruolo fondamentale. I punti qualificanti di tale Piano sono nell’ambito della cd. lotteria degli scontrini, l’istituzione di estrazioni e premi premi stessi, l’introduzione di sanzioni per la mancata accettazione dei pagamenti con carte di debito e credito, l’implementazione di una piattaforma per emettere la fattura elettronica e lo scontrino digitale attraverso il pagamento cashless”.

Solo l’8% punta al salario minimo, ovvero all’introduzione di una soglia minima oraria per la retribuzione dei lavoratori. E in effetti l’attenzione anche da parte del governo su questo ultimo punto sta scemando.

Se nella nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2019 il salario minimo veniva citato tra le novità da inserire nel mercato del lavoro, non compaiono riferimenti espliciti nel Documento programmatico di Bilancio inviato a Bruxelles.

Riduzione del cuneo fiscale, la priorità della Legge di Bilancio per il 69% dei lettori

Le intenzioni del governo e i desideri dei lettori di Informazione Fiscale, almeno a uno sguardo macro, sembrano allineate.

E infatti, come si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo l’approvazione del Disegno di Legge di Bilancio, il taglio al costo del lavoro è il secondo tassello dopo la sterilizzazione delle clausole IVA:

“Si riduce già dal 2020 il cuneo fiscale a carico dei lavoratori, avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro e di riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti”.

A confermare che le priorità individuate dai lettori e i piani del governo sono frutto di una reale necessità gli ultimi dati OCSE:

“Il cuneo fiscale per il singolo lavoratore medio in Italia è aumentato di 0,2 punti percentuali da 47,7 nel 2017 a 47,9 nel 2018. Il cuneo fiscale medio OCSE nel 2018 era di 36,1 (2017, 36,2). Nel 2018 l’Italia ha registrato il 3 ° cuneo fiscale più elevato tra i 36 membri dell’OCSE paesi, occupando la stessa posizione nel 2017. In Italia, l’imposta sul reddito e i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro corrispondono all’85% del cuneo fiscale totale, rispetto a 77% del cuneo fiscale medio totale dell’OCSE”.

Stando alle prime previsioni inserite del Documento programmatico di Bilancio 2020 inviato a Bruxelles, per ridurre il costo del lavoro serviranno 3 miliardi nel 2020 e circa 5 nel 2021.

Il cuneo fiscale è il totale delle imposte che gravano sul costo del lavoro, e che riguardano sia le aziende che il lavoratore.

In questo momento si sta studiando una strategia per aumentare il netto in busta paga ai lavoratori. Come e di quanto? Troppo presto per stabilirlo con certezza ma c’è chi parla di un aumento molto lieve dai 20 ai 40 euro al mese.

Su cui i lettori sono scettici:

“Prioritaria mi sembra la riduzione del cuneo fiscale ma in misura decente e non certo nella misura di 40 euro al mese come si apprende dagli annunci. È il modo più veloce per far ripartire la domanda interna”.

Afferma Pasquale L., sottolineando l’importanza di un intervento netto su questo fronte. Si tratta dell’unico modo per ottenere i frutti sperati: il contrasto all’evasione fiscale, come sottolinea Annalisa A.

“È un giro vizioso; troppe tasse creano evasione che, a sua volta, è condizione di tasse elevate”.

E l’aumento dei consumi:

“Si otterrebbe così una maggiore propensione ai consumi e un sostegno fattivo alle famiglie più in difficoltà. Ne beneficerebbero, credo, anche le imprese che, a fronte di maggiori consumi, potrebbero incrementare la loro produzione. Il problema è quello delle risorse disponibili: tre miliardi da dedicare a questo scopo sono pochi, occorre reperire una somma più rilevante, almeno dieci miliardi e anche di più per creare un mini effetto shock all’economia nazionale. La copertura potrebbe essere trovata con l’abolizione di quota 100 che, fatti salvi i diritti dei pensionandi che hanno già firmato la loro uscita dal lavoro, è un provvedimento sbagliato e che danneggia le nuove generazioni”.

Fabio A. propone una sua ricetta radicale, e al di là della formula che immagina, si fa portavoce di un pensiero comune condiviso da diversi lettori: sulla riduzione del cuneo fiscale c’è bisogno di un intervento coraggioso e deciso.

Questo sito contribuisce all'audience di Logo money.it