Reddito di cittadinanza, i casi di esonero dagli obblighi della ricerca del lavoro

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Reddito di cittadinanza, chi rientra nei casi di esonero dagli obblighi collegati alla ricerca del lavoro? Oltre ai pensionati e ai disabili, anche le persone impegnate in percorsi di formazione, le donne in gravidanza, i malati possono essere esclusi dai doveri.

Reddito di cittadinanza, i casi di esonero dagli obblighi della ricerca del lavoro

Reddito di cittadinanza, chi rientra nei casi di esonero dagli obblighi collegati alla ricerca del lavoro? Il diritto di ottenere l’assegno mensile per i cittadini che ne hanno i requisiti si traduce nel dovere di intraprendere un percorso di reinserimento nel mondo professionale e nella società. Ma non per tutti: alcune categorie di beneficiari ne restano esclusi.

In primis i pensionati e i disabili, ma anche chi li accudisce, chi aspetta un bambino o chi si prende cura dei figli fino a 3 anni può chiedere di non stipulare il Patto per il Lavoro.

Nell’accordo numero 88 del 2019, raggiunto dalla Conferenza Stato Regioni il 1° agosto e pubblicato da ANPAL l’11 settembre 2019, i chiarimenti operativi su tutti i casi di esonero possibili, le regole da rispettare per il nucleo familiare e le modalità di comunicazione da seguire.

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Conferenza Stato Regioni - Accordo numero 88 del 2019
Scarica l’accordo raggiunto il 1 agosto in sede di Conferenza unificata tra Governo, Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali, e pubblicato da ANPAL l’11 settembre 2019.

Il reddito di cittadinanza e gli obblighi della ricerca del lavoro: i casi di esonero

Da inizio settembre la fase 2 del reddito di cittadinanza ha preso il via ufficialmente: i Centri per l’Impiego, con il supporto dei navigator, stanno contattando tramite posta elettronica o sms i beneficiari del reddito di cittadinanza. Il momento degli obblighi connessi alla ricerca del lavoro, a partire dalla stipula del patto, è arrivato. Ma non per tutti.

Secondo quanto stabilito dall’articolo 4 del decreto legge numero 4 del 2019, oltre ai disabili e ai pensionati, ci sono alcune categorie di cittadini che possono essere esonerate dalla ricerca di un’occupazione:

  • i componenti del nucleo familiare che si prendono cura dei bambini fino a 3 anni e dei disabili gravi o non autosufficienti;
  • i lavoratori che conservano lo stato di disoccupazione in caso di svolgimento di attività di lavoro dipendente o autonomo da cui ricavino un reddito inferiore a 8.145 euro per il lavoro dipendente e 4.800 euro per quello autonomo;
  • coloro che frequentano corsi di formazione finalizzati a ottenere una qualifica o un diploma professionale.

E ancora, con l’accordo numero 88 del 2019, la Conferenza unificata tra Governo, Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e gli enti locali ha aggiunto ulteriori possibili casi di esonero:

  • persone che si trovano in condizioni di salute, certificate da un medico competente, che non permettono di intraprendere un percorso di inserimento lavorativo;
  • donne in gravidanza;
  • persone impegnate in percorsi di tirocinio.

Il reddito di cittadinanza e l’esonero dagli obblighi della ricerca del lavoro: le regole per il nucleo familiare

In primis, è necessario ricordare che l’assegno è concesso al nucleo familiare, di conseguenza i componenti rispondono tutti e in solido anche ai doveri.

Chi, invece, non viene considerato nella scala di equivalenza non rientra in alcun modo nel sistema e non ha nessun vincolo. Un esempio? Il lavoratore che ha consegnato le dimissioni volontarie.

Il testo, pubblicato dall’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro l’11 settembre 2019, non solo passa a rassegna tutti i casi in cui impegnarsi nella ricerca del lavoro non rientra tra gli obblighi da rispettare per ottenere il reddito di cittadinanza, ma chiarisce anche le regole operative a cui attenersi.

Si specifica che in caso di obblighi di cura di un figlio minore non può essere esonerato più di un membro della famiglia. La stessa regola vale per l’accudimento dei disabili.

In entrambe le situazioni sono i componenti del nucleo a stabilire chi sarà esonerato dal Patto per il Lavoro.

Anche nel caso dei lavoratori che conservano lo stato di disoccupazione, è necessario rispettare specifici requisiti per essere esonerati: il tempo impiegato nel lavoro deve essere superiore a 20 ore settimanali, in alternativa il tempo di lavoro e quello per raggiunge il luogo di lavoro deve essere superiore a 25 ore settimanali.

Chiunque rientri tra i casi di esonero menzionati nell’accordo è tenuto a comunicarlo nel corso del primo appuntamento con il Centro per l’Impiego, tenuto a verificare i requisiti che danno diritto all’esclusione.

Se le condizioni di partenza cambiano, anche chi ha già firmato il Patto per il Lavoro può chiedere l’esonero dalle attività, ma è tenuto a comunicarne la causa entro 30 giorni dal momento in cui si verifica.

Allo stesso modo se la causa di esclusione viene meno, il beneficiario è tenuto a comunicarlo entro 30 giorni e a intraprendere le attività di reinserimento professionale.

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