Proroga imposte e scadenze fiscali 2020: intervista a Giovanni Currò (M5S)

Tommaso Gavi - Scadenze fiscali

Proroga imposte e scadenze fiscali 2020, questo sono alcuni dei temi dell'intervista di Informazione Fiscale del 27 luglio 2020 al deputato del M5S, Giovanni Currò. Per il parlamentare è necessaria quantomeno una rimessione in termini al 30 settembre, con l'annullamento degli interessi e delle sanzioni.

Proroga imposte e scadenze fiscali 2020: intervista a Giovanni Currò (M5S)

Proroga imposte e scadenze fiscali 2020, con questi temi si apre l’intervista del 27 luglio 2020 di Informazione Fiscale al deputato del M5S, Giovanni Currò.

Alla richiesta di una rimessione in termini delle imposte entro il 30 settembre 2020, Currò fa sapere di essere stato uno dei promotori prima dello stop del MEF.

Il deputato si dice convinto almeno della necessità di annullamento degli interessi e delle sanzioni, oltre alla possibilità di versare le imposte a rate.

La misura potrebbe essere ospitata nel decreto di agosto ma è tutto fuorché certo: deve infatti essere votato prima lo scostamento di 25 miliardi di euro, la cui votazione è prevista per domani.

Inoltre non è scontato che siano presenti misure di natura fiscale in tale decreto.

Proroga imposte e scadenze fiscali 2020: l’intervista di Currò ad Informazione Fiscale

La proroga delle imposte e le scadenze fiscali 2020 sono i principali temi dell’intervista del 27 luglio 2020 al deputato del M5S, Giovanni Currò, per Informazione Fiscale.

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Il parlamentare, membro della VI Commissione della Camera dei Deputati ovvero la Commissione Finanze, si esprime sulla mancata proroga delle imposte sui redditi, con scadenza al 20 luglio 2020.

La mancata proroga, infatti, è il principale motivo dell’annunciato sciopero dei commercialisti.

Le associazioni sindacali e il CNDCEC chiedono di eliminare sanzioni ed interessi per coloro che pagheranno entro il 30 settembre 2020.

Currò sottolinea di essere stato un sostenitore di tale proroga, avendo anche presentato un emendamento alla legge di conversione del decreto Rilancio.

L’Onorevole ha evidenziato, inoltre, di essere stato tra i primi ad aver chiesto lo spostamento dei termini al 20 di luglio, dal momento che le scadenze cadevano nello stesso periodo dell’iter di conversione:

“Siamo stati ascoltati per una prima parte, fino al 20 di luglio, mentre per la seconda parte non abbiamo avuto un riscontro positivo da parte del Ministero, con la motivazione che poi, purtroppo, è la stessa che ha fornito per quanto riguarda il Mes.”

Currò inoltre mette in evidenza che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto il ritiro dell’emendamento e, di conseguenza, la proroga al 30 settembre è rimasta un nulla di fatto.

“Sono d’accordo con i commercialisti, come potrei non esserlo.

So benissimo come i collaboratori e gli stessi commercialisti stanno impazzendo dietro le scadenze fiscali ed è assolutamente un periodo di cui si può dir tutto tranne che ferie.”

Il deputato prende poi un impegno importante:

“Mi farò portavoce anch’io di questa richiesta, tant’è che l’ha fatta anche lo stesso sottosegretario Villarosa.

Ha richiesto l’annullamento degli interessi e delle sanzioni così da consentire almeno la rateizzazione in comode rate, o addirittura prolungare la rateizzazione oltre il 30 di settembre.”

Proroga imposte e scadenze fiscali 2020: ecobonus e riforma dell’Irpef

Oltre alla proroga delle imposte e alle scadenze fiscali 2020, l’intervista del 27 luglio 2020 si è soffermata su diversi temi: il super bonus 110 per cento, la riforma fiscale dell’Irpef, il bonus e i contributi a fondo perduto.

A rendere più complesso il rapporto tra professionisti e Governo c’è il decreto sul bonus da 1.000 euro riconosciuto per il mese di maggio.

A ridosso del mese di agosto le Casse private ancora non hanno ancora ricevuto indicazioni da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze e da parte del Ministero del Lavoro.

Il ritardo è aggravato dall’esclusione dei professionisti dalla platea dei beneficiari del contributo a fondo perduto.

Sui tempi del decreto Currò non si sbilancia, dal momento che i principali attori interessati sono proprio le casse di previdenza private.

Alla mancata proroga lunga dei versamenti per le partite IVA, il Ministro Gualtieri e la Sottosegretaria Castelli hanno risposto annunciando una maxi riforma della tassazione per le partite IVA: cesserebbe il meccanismo di saldo ed acconto e verrebbe sostituito da versamenti mensili e trimestrali.

Il sistema però è a rischio per un possibile ingorgo di adempimenti, considerate le attuali regole di determinazione dei redditi delle partite IVA.

Si potrebbe prospettare la possibilità di dover predisporre di fatto 12 dichiarazioni dei redditi all’anno.

Sul tema il deputato chiarisce:

“Possiamo iniziare dalla proposta di Ruffini per chiudere una riforma dell’Irpef.”

Currò sottolinea che le risorse sono comunque esigue. Si cercherà di ottimizzare quelle disponibili:

“Le risorse saranno poche ma cercheremo di fare il massimo per andare incontro ad imprese, professionisti e partite IVA.”

La riforma Irpef può essere fatta solo con una tranquillità di bilancio.

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