Il matrimonio di scontrini e pagamenti elettronici funziona: il collegamento tra POS e cassa fa crescere l'imponibile. E l'IVA regista un incremento pari a 4,5 miliardi
Con l’introduzione del nuovo obbligo di collegamento tra POS e cassa dal 1° gennaio 2026, si emettono molti più scontrini. Da gennaio a fine settembre i documenti commerciali trasmessi sono aumentati, rispetto all’anno precedente, di circa 267,5 milioni.
A riportare i dati che arrivano dall’Agenzia delle Entrate è la Corte dei Conti durante le audizioni in Commissione Bilancio di Camera e Senato che si sono tenute ieri, 12 ottobre, sul Documento Programmatico di Finanza Pubblica.
Il primo bilancio più che positivo acende i riflettori sulle potenzialità che derivano dal processo di digitalizzazione del Fisco.
Collegamento tra POS e cassa: crescono gli scontrini e l’IVA
Da quest’anno l’Amministrazione finanziaria deve avere un quadro sempre chiaro e aggiornato degli strumenti utilizzati dalle attività per la gestione della cassa e i dati su pagamenti e scontrini elettronici devono viaggiare sempre insieme.
Questa nuova organizzazione dei flussi di dati permette un controllo più puntuale sulle somme incassate e scoraggia l’evasione. Nei primi nove mesi dell’anno la pioggia di scontrini ha portato a una crescita dei valori imponibili certificati pari a 13,5 miliardi di euro.
Nel frattempo gli incassi dello Stato per l’imposta sul valore aggiunto nel periogo gennaio-agosto sono aumentati di 4,5 miliardi di euro: il 73 per cento della crescita è dovuto agli scambi interni con un ruolo di primo piano assunto dal commercio.
Collegamento tra POS e cassa sotto osservazione: il Fisco digitale riduce il tax gap
Secondo la Corte dei Conti, potrebbe essere proprio l’effetto del nuovo obbligo di collegamento tra POS e cassa.
Questo bilancio positivo dei primi mesi, quindi, impone un ulteriore approfondimento: per la Corte dei Conti serve “un’analisi a consuntivo, anche alla luce dei dati delle liquidazioni periodiche IVA e delle dichiarazioni annuali, al fine di valutare l’efficacia dell’intervento, idoneo ad ampliare la base imponibile”.
I risultati legati al collegamento POS-RT lasciano intanto intravedere il patrimonio economico, in termini di riduzione del tax gap, che deriva dalla digitalizzazione del Fisco e dall’ottimizzazione dei controlli, con una mole di dati destinata a crescere in maniera esponenziale e una capacità di indagarli che diventa sempre più potente.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Pioggia di nuovi scontrini con il collegamento tra POS e cassa: l’IVA cresce di 4,5 miliardi