I controlli fiscali saranno sempre più veloci, frequenti, mirati, anche grazie alla sensibilità dei nuovi algoritmi. Sotto la lente fatture, scontrini, pagamenti elettronici. Ma non solo. Le prospettive tracciate dal Documento Programmatico di Finanza Pubblica
Con la compliance si punta a recuperare nuove entrare fino a 5 miliardi nel 2029: è questo l’obiettivo del Piano Strutturale di Bilancio di medio termine ribadito nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica approvato il 2 ottobre scorso.
Per arrivare a questo traguardo cambiano progressivamente anche i controlli fiscali che Agenzia delle Entrate, Dogane e Guardia di Finanza sono chiamati a mettere in atto in stretta collaborazione.
Le verifiche su dichiarazioni e dati trasmessi dovranno diventare sempre più veloci, frequenti e mirati con la prospettiva di limitare al massimo anche i falsi positivi.
La digitalizzazione spinge i controlli fiscali: cambia la compliance
È questo il tempo di raccogliere i frutti del processo di digitalizzazione del Fisco avviato negli anni scorsi: proprio nella nuova dimensione digitale del rapporto tra contribuenti e Amministrazione finanziaria si nasconde il tesoretto della compliance che rispetto alle entrate del 2024 (4,5 miliardi di euro) dovrà crescere fino al 10 per cento nel 2029.
La strategia di potenziamento dei controlli fiscali, anticipata anche nel PIAO dell’Agenzia delle Entrate 2026-2028 e nella convenzione triennale tra Ministero dell’Economia e delle Finanze e le Agenzia fiscali, trova un posto di primo piano nella Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva che è arrivata insieme al Documento Programmatico di Finanza Pubblica.
La direzione è chiara: spingere sempre più spesso i contribuenti a mettersi in regola, ottimizzando al massimo la materia prima a disposizione. Da un lato c’è una mole crescente di dati di cui l’Amministrazione finanziaria dispone, dall’altra c’è l’intenzioni di analizzarli sempre più spesso e sempre meglio grazie a una stretta collaborazione tra sistemi di intelligenza artificiale e controllo umano.
Saranno ulteriormente migliorati gli algoritmi di selezione delle posizioni da verificare in modo da circoscrivere esattamente la platea di contribuenti verso i quali indirizzare le azioni di stimolo alla compliance e contenere i casi di “falsa positività”
Si legge nella relazione.
Controlli sempre più veloci e mirati su dichiarazioni, fatture, immobili
Particolare attenzione sarà dedicata ai flussi che ruotano attorno all’IVA. Con la transizione digitale degli ultimi anni, si è creato un vasto panorama informativo continuamente alimentato dai dati delle fatture elettroniche, dei corrispettivi telematici, dei pagamenti elettronici, che risultano ulteriormente ottimizzati dal nuovo collegamento tra POS e cassa in vigore da quest’anno.
Gli stessi flussi serviranno anche per potenziare le verifiche nel settore doganale, delle accise e dei giochi: la lente di ingrandimento si poserà, ad esempio, anche sull’e-commerce che per natura genera tracce e dati da sfruttare per riscontrare anomalie.
La relazione, inoltre, anticipa una accelerata anche sul fronte catastale con l’intenzione di individuare gli immobili sconosciuti al catasto o diversi da quelli che risultano censiti e di indagare l’effettivo aggiornamento dei valori catastali di chia ha beneficiato del superbonus e degli altri incentivi, il cui costo complessivo continua a pesare nell’economia statale. Il processo è già in atto: solo nel secondo trimestre del 2026 ben 21.600 lettere di compliance, si legge nel DPFP.
L’obiettivo è quello di far venire a galla il sommerso con richieste dirette e puntuali a mettersi in regola: dalle basi imponibili ai fini dell’IVA e delle imposte dirette alla tassazione immobiliare su base catastale, il Fisco italiano si doterà di radar sempre più precisi e sensibili per individuare le eventuali irregolarità.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Controlli fiscali sempre più veloci, frequenti, mirati: come cambia la compliance