Nuova tornata di rimborsi 730 con le pensioni di settembre 2026, ma anche trattenute in caso di IRPEF a debito. Le novità nel cedolino disponibile online sul portale INPS in vista della data di pagamento
In arrivo la data di pagamento delle pensioni di settembre 2026.
Il primo giorno del mese i pensionati e le pensionate riceveranno l’assegno mensile spettante, sia in caso di accredito tramite il canale bancario che tramite le Poste, con una nuova tornata di rimborsi IRPEF.
Per chi ha inviato il modello 730 dopo il 31 maggio e fino al 20 giugno prende il via la fase dei conguagli, che potranno essere a credito oppure a debito.
A determinare l’importo della pensione di settembre sarà anche la trattenuta del 5 per cento applicata ai titolari di prestazioni collegate al reddito che non hanno comunicato i dati reddituali del 2022. Entro il 15 settembre sarà possibile porvi rimedio.
Cedolino pensione settembre 2026: come accedere ai dati
La prossima mensilità relativa a trattamenti pensionistici, assegni, pensioni e indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili sarà erogata martedì 1° settembre.
Dal 20 agosto è disponibile online il cedolino pensione INPS, che consente di verificare l’importo spettante così come tutte le informazioni relative alle trattenute applicate.
Al cedolino di settembre si può accedere secondo le modalità canoniche, autenticandosi sul portale INPS con le credenziali:
- SPID di livello 2 o superiore;
- Carta di identità elettronica 3.0 (CIE);
- Carta nazionale dei servizi (CNS);
- PIN rilasciato dall’INPS.
Possono ancora utilizzare il PIN INPS per usufruire dei servizi online, compreso il cedolino, solo le cittadine e i cittadini italiani che risiedono all’estero e che non hanno un documento di riconoscimento italiano.
Cedolino pensione settembre 2026, rimborso IRPEF per chi ha inviato il 730 entro il 20 giugno
Per molti pensionati e molte pensionate l’importo della pensione di settembre 2026 potrebbe risultare più alto.
Eventuali aumenti sono legati alle operazioni di conguaglio relative alla presentazione del modello 730/2026 che proseguono anche nel mese di settembre.
Quando dalla dichiarazione dei redditi, infatti, emerge un credito per il contribuente, l’INPS in qualità di sostituto d’imposta procede con il rimborso IRPEF.
Si tratta delle somme che emergono dalla dichiarazione in relazione, ad esempio, alle spese mediche sostenute ammesse in detrazione fiscale o in presenza di altri oneri detraibili.
I tempi per il pagamento sono, come noto, scanditi per fasi.
Ad agosto ha preso il via il conguaglio sulle pensioni in relazione ai modelli 730 inviati entro il 31 maggio. Ora si passa alle dichiarazioni trasmesse nel secondo slot utile, dal 1° al 20 giugno, per le quali si procederà pertanto con la pensione di settembre.
Le trattenute del 730 (e non solo) riducono la pensione di settembre 2026
Il 730 può far emergere però non solo un rimborso ma anche un debito d’imposta e l’importo dovuto è addebitato direttamente sulla pensione.
È il caso di pensionati e pensionate che risultano aver versato nell’anno un’imposta più bassa rispetto a quanto effettivamente dovuto e pertanto sono chiamati a regolarizzare la propria posizione.
Sul fronte delle tempistiche si segue lo stesso calendario degli accrediti, il che significa che a settembre l’operazione interesserà chi ha trasmesso il 730 entro il 20 giugno.
Per chi si trova con una dichiarazione a debito, quindi, l’importo della pensione del mese sarà più basso del solito.
Oltre alle eventuali trattenute per il debito IRPEF, bisogna considerare le canoniche detrazioni, che si applicano a tutti a prescindere dall’esito della dichiarazione dei redditi.
L’importo della pensione, come di consueto, è determinato anche in base alle trattenute IRPEF e da quelle relative alle addizionali regionali e comunali relative al 2025. Queste vengono effettuate in 11 rate nell’anno successivo a quello cui si riferiscono.
In aggiunta, si ricorda che a settembre proseguirà l’applicazione della trattenuta del 5 per cento sulle pensioni per i titolari di prestazioni collegate al reddito (come integrazioni al minimo o maggiorazioni) che non hanno comunicato i dati reddituali all’INPS.
Su questo fronte si ricorda che c’è tempo fino al 15 settembre per trasmettere all’Istituto le informazioni richieste ed evitare la revoca integrale della prestazione.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Pensioni, cedolino di settembre 2026 con rimborsi e trattenute: novità e date di pagamento