Bonus nido 2026, dopo la domanda parte l’attesa per i pagamenti

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Quando arrivano i pagamenti per il bonus nido 2026? Le domande si possono inviare sul sito INPS. I passaggi per ottenere il rimborso

Bonus nido 2026, dopo la domanda parte l'attesa per i pagamenti

Con l’apertura della piattaforma di domanda per il bonus nido 2026 le famiglie si chiedono quando arriverà il rimborso delle rette pagate.

La domanda si può trasmettere fino al 31 dicembre ma le somme, fino a un massimo di 3.600 euro annui, possono essere pagate anche molto prima.

Attenzione però perché non è sufficiente l’invio della domanda per ricevere il pagamento. Le famiglie, infatti, devono inviare all’INPS anche tutta la documentazione che attesti la spesa sostenuta e il riscontro dell’avvenuto pagamento effettuato con mezzi tracciabili.

Bonus nido 2026, dopo la domanda parte l’attesa per i pagamenti

Il 31 marzo è finita la lunga attesa per il bonus nido 2026: le famiglie possono cominciare ad inviare all’INPS la domanda per ottenere il rimborso delle rette pagate nei primi mesi dell’anno.

L’agevolazione, ricordiamo infatti, riconosce alle famiglie con figli un contributo a ristoro delle spese sostenute per l’iscrizione dei figli all’asilo.

Quest’anno è possibile ottenere un rimborso fino a un massimo di 3.600 euro annui, determinato in base al valore ISEE del nucleo, da calcolare secondo le nuove regole in vigore da gennaio.

Gli importi che è possibile ottenere sono riepilogati di seguito.

Bambini nati prima del 1° gennaio 2024

Valore del bonus asilo nido 2026ISEE minorenniImporto mensile
3.000 euro Fino a 25.000 euro 272,73 euro per 11 mensilità
2.500 euro Da 25.001 a 40.000 euro 227,27 per 11 mensilità
1.500 euro Da 40.001 o senza ISEE 136,37 euro per 11 mensilità

Bambini nati dal 1° gennaio 2024 in poi

Valore del bonus asilo nido 2026ISEE minorenniImporto mensile
3.600 euro Non superiore a 40.000 euro 327,27 euro per 11 mensilità
1.500 euro Da 40.001 o senza ISEE 136,30 euro per 11 mensilità

La domanda, come detto, si può inviare dal 31 marzo, sia direttamente online dal sito dell’INPS sia per il tramite dei patronati.

Con l’apertura delle richieste si pensa già al pagamento delle somme spettanti. A differenza dello scorso anno, nel messaggio che annuncia l’attivazione del servizio l’Istituto non ha fornito la data a partire dalla quale comincerà l’elaborazione delle domande ricevute. Considerati i lunghi tempi di attesa per il via libera alle domande, però, appare probabile che verranno lavorate il prima possibile, con conseguente erogazione del pagamento spettante.

Va precisato, però, che la sola domanda inviata all’INPS non è sufficiente per ottenere il rimborso. Per poter ricevere il pagamento dopo la presentazione della domanda, infatti, è necessario allegare i documenti relativi alle rette effettivamente pagate.

Senza la documentazione che dimostra le spese effettivamente sostenute e i relativi pagamenti (effettuati con modalità tracciabili), l’INPS non erogherà il contributo.

Per l’invio della documentazione relativa al 2026, ha precisato l’INPS nella circolare con le istruzioni operative, c’è tempo fino al 30 aprile 2027. Va da sé però che il pagamento non potrà partire se prima non è stata trasmessa all’INPS.

La documentazione deve essere inviata esclusivamente tramite la procedura web “Bonus asilo nido e forme di supporto presso la propria abitazione” (funzione “Allega documenti di spesa”), disponibile sul sito dell’INPS o tramite l’app INPS Mobile utilizzando il servizio “Bonus nido”. L’Istituto non prende in considerazione allegati pervenuti con altre modalità.

Dove viene pagato il bonus nido?

Se tutta la documentazione trasmessa all’INPS supera i controlli e viene ritenuta idonea, l’Istituto avvia le procedure di pagamento delle somme spettanti.

Il contributo sarà erogato secondo la modalità indicata dal richiedente in fase di domanda e quindi tramite:

  • bonifico domiciliato;
  • accredito su conto corrente bancario o postale;
  • libretto postale o carta prepagata con IBAN;
  • conto corrente estero Area SEPA.

Il mezzo prescelto deve essere intestato al richiedente.

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