Debiti contributivi: dall’INPS le nuove istruzioni per il pagamento a rate

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Entrano in vigore le nuove regole per il pagamento a rate dei debiti contributivi. Le istruzioni INPS su requisiti e domanda

Debiti contributivi: dall'INPS le nuove istruzioni per il pagamento a rate

Al via le domande per il pagamento a rate dei debiti contributivi con l’INPS.

Con l’entrata in vigore della nuova disciplina dall’INPS arrivano le istruzioni operative per richiedere la dilazione del pagamento dei debiti.

Cittadini e cittadine possono pagare a rate, con un massimo di 60 versamenti mensili, eventuali debiti per contributi, premi e accessori non affidati per il recupero agli agenti della riscossione.

Vediamo quali sono i requisiti richiesti e come fare domanda per ottenere la dilazione del pagamento.

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Debiti contributivi: dall’INPS le nuove istruzioni per il pagamento a rate

Entra ufficialmente in vigore la nuova disciplina che prevede la possibilità di pagare a rate i debiti contributivi con l’INPS.

Ad introdurre la riforma è stato l’articolo 23 della legge n. 203/2024, attuata poi dal decreto MEF del 24 ottobre 2025. L’obiettivo è quello di favorire il buon esito dei processi di regolarizzazione e assicurare, al contempo, una riscossione dei relativi importi più efficace e tempestiva.

In sintesi, INPS e INAIL possono consentire il pagamento a rate dei debiti per contributi, premi e accessori di legge a essi dovuti, non affidati per il recupero agli agenti della riscossione e in presenza di dichiarata temporanea situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria.

La dilazione può essere concessa per regolarizzare i debiti per contributi dovuti a titolo di omissione o evasione, e accessori di legge, per i quali alla data di presentazione della domanda di rateazione non è stato ancora formato l’avviso di addebito così come per quelli in gestione presso gli uffici legali. Per poter ottenere la rateazione del debito, il contribuente deve dichiarare che la propria situazione di obiettiva difficoltà economico-finanziaria sia di carattere temporaneo.

Nello specifico, i debiti possono essere pagati in massimo 36 o 60 rate mensili, a seconda dell’importo dovuto:

  • massimo 36 rate mensili per importi fino a 500.000 euro;
  • massimo 60 rate mensili per importi da 500.000,01 euro.

La nuova disciplina supera il precedente sistema basato sull’autorizzazione ministeriale per le dilazioni oltre le 24 rate.

Il nuovo Regolamento INPS, dettagliato nella circolare n. 60/2026 disponibile di seguito, definisce criteri uniformi per l’accesso alla dilazione e rafforza il ruolo delle strutture territoriali.

INPS - Circolare n. 60 del 21 maggio 2026
Scarica il documento

Quali debiti possono essere rateizzati

La dilazione può essere concessa ai contribuenti per regolarizzare l’intera tutti gli eventuali debiti per contributi e sanzioni civili, nei confronti di tutte le Gestioni amministrate dall’INPS.

La situazione debitoria deve risultare al momento della domanda e deve derivare:

  • dal mancato o ritardato pagamento di contributi, dovuti mensilmente o periodicamente, il cui ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie presentate entro la scadenza di legge;
  • dal mancato pagamento dei contributi connesso a registrazioni, denunce o dichiarazioni obbligatorie non presentate o non conformi al vero o rilevati con atti notificati d’ufficio o a seguito di verifiche ispettive;
  • da comunicazioni di compliance notificate al contribuente;
  • comunicazioni di addebito dei contributi previdenziali notificate al contribuente a seguito di attività di controllo eseguite d’ufficio dall’INPS.

Tra le situazioni contingenti ed eccezionali, specifica l’INPS, rientrano gli adempimenti annuali o infrannuali previsti dai CCNL, i casi di crisi, riconversione o ristrutturazione di aziende destinatarie di provvedimenti di concessione di integrazione salariale straordinaria, così come i casi di crisi che presentano particolare rilevanza sociale ed economica in relazione alla situazione occupazionale locale e alla situazione produttiva del settore.

Nella dilazione, per le specifiche fattispecie, sono incluse anche le somme dovute a titolo di ritenute previdenziali e assistenziali operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori.

Come fare domanda per il pagamento a rate

Come si ottiene la rateazione del debito? I contribuenti interessati devono presentare un’apposita domanda all’INPS. Questa deve essere trasmessa, anche per il tramite di un intermediario abilitato, esclusivamente in via telematica sul sito INPS.

Nello specifico, è necessario utilizzare i servizi presenti nel “Cassetto previdenziale del contribuente”. Un apposito messaggio dell’Istituto definirà in dettaglio gli specifici profili operativi per ogni Gestione contributiva.

La domanda deve essere inoltrata alla Struttura territorialmente competente dell’INPS alla gestione del credito o a quella competente a gestire l’importo maggiore.

Il contribuente sarà identificato attraverso il codice fiscale. Per ottenere la rateazione dovrà presentare un’unica domanda. Questa dovrà comprendere tutti i debiti contributivi in fase amministrativa, maturati nei confronti di tutte le Gestioni amministrate dall’INPS, e riportare in dettaglio i relativi importi.

Al momento della presentazione della domanda, il debitore deve rendere una serie di dichiarazioni e assumere alcuni impegni, come previsto all’articolo 7 del Regolamento. Una volta definita la domanda, non è possibile modificare l’estratto debitorio. I contribuenti devono, quindi, impegnarsi a versare, in unica soluzione, le eventuali differenze di importo che dovessero emergere in sede di quadratura delle denunce comprese nella rateazione accordata, entro 30 giorni dalla comunicazione.

La conclusione del procedimento, compreso il termine assegnato per il pagamento della prima delle rate accordate, deve avvenire entro 20 giorni di calendario dalla data di presentazione della domanda.

Il procedimento di definizione della domanda si conclude con l’adozione di un provvedimento motivato, nella forma di determinazione, che può essere di approvazione o di rifiuto.

La dilazione si attiva solamente con il pagamento nei termini della prima delle rate previste e assegnate. Il mancato o parziale pagamento della prima rata comporta l’annullamento della procedura e i relativi debiti non possono essere oggetto di una nuova domanda di dilazione. Inoltre, il pagamento in ritardo delle rate successive alla prima comporta l’applicazione delle ulteriori somme maturate a titolo di sanzioni civili.

L’INPS sottolinea infine che il contribuente, per tutta la durata della rateazione, deve provvedere anche al regolare versamento, oltre che delle rate accordate, anche della contribuzione dovuta mensilmente o periodicamente per ciascuna Gestione, alle rispettive scadenze di legge.