Occupazione dei laureati: effetti limitati del Covid-19 per i lavoratori a 5 anni dal titolo

Alessio Mauro - Lavoro

Occupazione laureati, il XXIII Rapporto AlmaLaurea, sul Profilo e sulla Condizione Occupazionale dei laureati scatta una fotografia del 2020. I laureati con lavoro a 5 anni dal conseguimento del titolo hanno subito effetti limitati dell'emergenza coronavirus.

Occupazione dei laureati: effetti limitati del Covid-19 per i lavoratori a 5 anni dal titolo

Occupazione dei laureati, nonostante la crisi causata dal coronavirus, per chi ha lavoro a 5 anni dal conseguimento del titolo gli effetti sono limitati.

La fotografia della situazione è scattata dal XXIII Rapporto AlmaLaurea, sul Profilo e sulla Condizione Occupazionale dei laureati, presentato il 18 giugno 2021.

Rispetto allo scorso anno il tasso di occupazione è in calo di 0,6 punti percentuali tra i laureati di primo livello, mentre è in aumento di 0,9 punti tra i laureati di secondo livello.

Come ipotizzabile, le differenze più marcate sono tra chi è riuscito a trovare lavoro prima dell’inizio dell’emergenza coronavirus e chi si è trovato a cercare lavoro nel corso della pandemia.

Il tasso di occupazione a un anno è diminuito di 4,9 punti percentuali per i laureati di primo livello e di 3,6 punti per quelli di secondo livello.

Occupazione dei laureati: effetti limitati del Covid-19 per i lavoratori a 5 anni dal titolo

Il XXIII Rapporto AlmaLaurea fornisce i dati relativi all’occupazione dei laureati.

AlmaLaurea - XXIII Rapporto 2021
Rapporto 2021 sul profilo e sulla condizione occupazionale dei laureati.

Tra gli aspetti affrontati nello studio presentato il 18 giugno 2021 ci sono gli effetti sui lavoratori a distanza di 5 anni dall’ottenimento del titolo di studio.

I dati mostrano che tali effetti possono essere considerati marginali, nonostante l’emergenza coronavirus.

Nello specifico, confrontando le informazioni della rilevazione su 291 mila laureati del 2020 in 76 Università italiane con le stesse informazioni dell’anno precedente, si registra che tasso di occupazione è in calo di 0,6 punti percentuali tra i laureati di primo livello.

Di contro, però, è in aumento di 0,9 punti tra i laureati di secondo livello.

Le difficoltà a trovare un occupazione a causa della pandemia sono più visibili nei neolaureati a un anno dalla laurea.

Gli stessi faticano di più a trovare un lavoro, rispetto a quanto mostrato nella precedente rilevazione.

Il tasso di occupazione a un anno è diminuito di 4,9 punti percentuali per i laureati di primo livello e di 3,6 punti per quelli di secondo livello.

Soffermandosi sui laureati ad un anno dal titolo, infatti emerge una profonda frattura tra chi è riuscito a trovare lavoro in un periodo precedente alla pandemia, in un mercato tendenzialmente in crescita, e chi invece si è messo in cerca di lavoro nel periodo di emergenza.

Occupazione dei laureati: la retribuzione media

Tra i vari aspetti affrontati nello studio c’è quello della retribuzione dei laureati che hanno trovato occupazione.

La retribuzione netta mensile media, si differenzia a seconda del periodo preso in considerazione:

  • a un anno dal titolo è di 1.270 euro per i laureati di primo livello;
  • dopo un anno dal conseguimento del titolo è di 1.364 euro per i laureati di secondo livello.

Confrontando i dati del 2020 con quelli del periodo precedente, si evidenzia un aumento delle somme che sale, in termini percentuali, del 5,4 per cento per i laureati di primo livello e del 6,4 per cento per i laureati di secondo livello.

Analizzando i dati a cinque anni dal conseguimento del titolo, invece, la retribuzione mensile media si attesta a:

  • 1.469 euro per i laureati di primo livello;
  • 1.556 euro per i laureati di secondo livello.

Anche in questo caso si registra un aumento rispetto agli importi delle retribuzioni registrati lo scorso anno.

Tuttavia, in questo caso, sono le retribuzioni dei laureati di primo livello a crescere lievemente di più, rispetto a quelli di secondo livello. Nello specifico l’aumento è del 4,3 per centro contro il 4,0 per cento.

Tra le tendenze registrate c’è anche l’aumento dello smart working.

Anche in questo caso i dati del lavoro agile, maggiormente diffuso nella forma dell’home working, coinvolgono quasi il 20 per cento dei laureati di primo livello e il 37 per cento dei laureati di secondo livello, occupati ad un anno dal titolo.

Ovviamente i valori sono molto più elevati rispetto a quelli dell’anno 2019, per effetto dell’emergenza coronavirus.

Nell’anno precedente le relative percentuali erano, rispettivamente, del 3,1 per cento e del 4,3 per cento.

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