Nuove assunzioni 2022-2026, le previsioni dell’occupazione nel rapporto di Unioncamere e Anpal

Tommaso Gavi - Lavoro

Nuove assunzioni 2022-2026, nel report del sistema Excelsior diffuso l'11 febbraio 2022 vengono delineati due diversi scenari. Tra le figure più richieste nel medio periodo ci sono professioni specialistiche e tecniche, professioni impiegatizie e dei servizi, operai specializzati e artigiani. Stimati oltre 750 mila occupati in più, anche grazie al PNRR.

Nuove assunzioni 2022-2026, le previsioni dell'occupazione nel rapporto di Unioncamere e Anpal

Nuove assunzioni 2022-2026, competenze digitali e nell’ambito del green saranno la base dei lavori futuri.

A tracciare una panoramica sulle previsioni dell’occupazione per il medio termine è il report del sistema Excelsior diffuso l’11 febbraio scorso.

I profili più richiesti saranno legati a professioni specializzate e tecniche, oltre a professioni commerciali e dei servizi.

A guidare la crescita dell’occupazione saranno i progetti che rientrano nelle azioni strategiche del PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza.

Nuove assunzioni 2022-2026, le previsioni dell’occupazione nel rapporto di Unioncamere e Anpal

Nel report “Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio-termine (2022-2026). Scenari per l’orientamento e la programmazione della formazione” del sistema Excelsior, disponibile online dallo scorso 11 febbraio, viene tracciata una panoramica delle nuove assunzioni previste nel periodo compreso tra il 2022 e il 2026.

Unioncamere, Anpal - Report diffuso l’11 febbraio 2022
Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio-termine (2022-2026). Scenari per l’orientamento e la programmazione della formazione.

A guidare una crescita dell’occupazione dovrebbero essere i progetti finanziati con i fondi del PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza.

Per l’ultimo triennio dell’orizzonte temporale, 2024-2026, è prevista un’occupazione più alta di 3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base.

Nel complesso ci sarebbero circa 750 mila occupati in più, metà delle quali sarebbero composte da donne.

Nel report viene messo in evidenza quanto segue:

“Come sottolineato dalla letteratura scientifica, diverranno sempre più importanti le cosiddette competenze trasversali (skill cognitive, sociali, ecc.) che affiancano le competenze tecniche.”

Nel complesso, nel periodo compreso tra il 2022 e il 2026 è prevista una crescita dell’occupazione compresa tra 1,3 e 1,7 milioni a seconda di uno dei due scenari che sono stati prospettati all’interno del documento.

Per quanto riguarda le professioni, una stima dell’incremento occupazionale in due differenti scenari è riportata nella tabella riassuntiva.

Settore Fabbisogno (scenario A) Fabbisogno (scenario B) Percentuale (scenario A) Percentuale (scenario B)
Dirigenti 66.800 71.600 1,7 1,6
Professioni specializzate 736.000 792.500 18,5 18,0
Professioni tecniche 778.500 849.900 19,5 19,3
Professioni impiegatizie 524.900 571.600 13,2 13,0
Professioni commerciali e dei servizi 746.800 826.200 18,7 18,8
Operai specializzati e artigiani 493.100 557.000 12,4 12,7
Conduttori di impianti 231.800 270.700 5,8 6,2
Professioni non qualificate 403.800 449.300 10,1 10,2
Forze Armate 3.500 3.500 0,1 0,1

All’interno del report vengono inoltre fornite stime sulle principali categorie di professioni:

  • professioni specialistiche e tecniche;
  • professioni impiegatizie e dei servizi;
  • operai specializzati e artigiani.

In merito alle professioni specialistiche e tecniche, tali stime sono riportate nella seguente tabella.

Professioni specialistiche e tecniche Fabbisogno 2022-2026 scenario A Fabbisogno 2022-2026 scenario B Percentuale scenario A Percentuale scenario B
Totale 1.514.500 1.642.400 3,7 4,0
Tecnici dei rapporti con i mercati 103.000 118.000 5,8 6,6
Tecnici della salute e nelle scienze della vita 225.600 227.000 5,6 5,7
Ingegneri e professioni assimilate 63.100 71.700 4,5 5,1
Specialisti della formazione e della ricerca 297.000 317.800 4,5 4,8
Specialisti nelle scienze della vita e medici 100.300 102.400 4,1 4,2
Specialisti in discipline artistico-espressive 18.000 19.900 4,0 4,4
Tecnici della distribuzione commerciale 78.900 91.100 3,8 4,3
Tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni 61.600 68.600 3,8 4,2
Specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali 55.900 60.600 3,8 4,1
Specialisti delle scienze gestionali, commerciali e bancarie 110.900 121.700 3,6 3,9
Specialisti in discipline linguistiche, letterarie e documentali 16.400 17.800 3,4 3,7
Tecnici in campo ingegneristico 69.800 79.200 3,0 3,4
Tecnici delle attività finanziarie e assicurative 52.800 57.500 3,0 3,3
Specialisti in scienze sociali 20.800 22.400 3,0 3,3
Professioni tecniche in campo scientifico e della produzione 66.200 75.500 2,4 2,8
Architetti, urbanisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio 17.900 19.600 2,4 2,6
Professioni tecniche nei servizi pubblici e alle persone 54.200 57.900 2,3 2,5
Specialisti in scienze giuridiche 35.600 38.700 2,1 2,3
Tecnici dell’organizzazione e dell’amministrazione delle attività produttive 66.300 75.000 2,1 2,2

Tra le professioni specialistiche che saranno maggiormente richieste ci sono gli ingegneri e gli specialisti della formazione e della ricerca (professori, esperti dei pro-getti formativi, insegnanti, ricercatori).

A seguire le seguenti figure professionali:

  • specialisti nelle scienze della vita, farmacisti e ricercatori farmaceutici;
  • medici;
  • specialisti in discipline artistico-espressive;
  • specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali

In futuro saranno richiesti anche gli specialisti delle scienze gestionali, commerciali e bancarie: responsabili commerciali, esperti di marketing e specialisti della gestione dell’impresa e del personale.

Crescerà inoltre la richiesta di tecnici commerciali, venditori tecnici e addetti al marketing.

Nella classifica seguono infermieri e fisioterapisti e i tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni.

Nuove assunzioni 2022-2026, le future richieste di impiegati, professionisti dei servizi, operai specializzati e artigiani

Tra le stime fornite all’interno del report di Unioncamere e Anpal, ci sono anche quelle relative alle professioni impiegatizie.

Insieme a quelle degli operai specializzati e degli artigiani completano il quadro delle figure che saranno richieste dal futuro scenario dell’occupazione.

Anche in questo caso le stime dipendono degli scenari di riferimento e sono riportate all’interno della tabella riassuntiva.

Professioni impiegatizie e dei servizi Fabbisogno 2022-2026 scenario A Fabbisogno 2022-2026 scenario B Percentuale scenario A Percentuale scenario B
Totale 1.271.700 1.397.900 3,5 3,9
Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali 115.500 115.600 8,4 8,5
Impiegati addetti a raccolta, controllo e recapito documentazione 55.100 56.500 5,5 5,6
Impiegati addetti all’accoglienza e all’informazione della clientela 74.000 81.000 4,9 5,3
Impiegati addetti alle funzioni di segreteria e di ufficio 268.000 291.200 3,8 4,1
Professioni qualificate nei servizi personali 40.700 41.400 4,0 4,1
Esercenti delle vendite 111.700 129.600 3,5 4,0
Impiegati addetti agli sportelli e ai movimenti di denaro 29.000 32.000 3,4 3,7
Professioni qualificate nelle attività ricettive e della ristorazione 202.400 233.600 3,1 3,5
Addetti alle vendite 179.700 203.900 3,1 3,4
Impiegati addetti alla gestione economica, contabile e finanziaria 45.500 49.600 3,1 3,4
Altre professioni qualificate nelle attività commerciali 11.200 12.600 3,0 3,4
Professioni qualificate nei servizi ricreativi e culturali 4.900 5.300 2,9 3,1
Professioni qualificate in altri servizi alla persona 7.300 7.800 2,9 3,1
Impiegati addetti alla gestione amministrativa della logistica 53.300 61.400 2,7 3,1
Operatori della cura estetica 42.000 43.400 2,7 2,7
Professioni qualificate nei servizi di sicurezza, vigilanza e custodia 31.400 33.300 2,0 2,1

Nel settore indicato, le professioni che vedranno una maggiore richiesta sono quelle legate a servizi sanitari e sociali, oltre agli operatori socio-assistenziali in ragione della pandemia ma anche dell’invecchiamento della popolazione.

A seguire, si trovano gli impiegati addetta a raccolta, controllo e recapito della documentazione e poi quelli con impieghi legati all’accoglienza e all’informazione della clientela.

Il fabbisogno più ampio del gruppo analizzato comprende:

  • gli addetti alle funzioni di segreteria e di ufficio;
  • le professioni legate alle attività ricettive e di ristorazione;
  • gli addetti alle vendite;
  • il personale qualificato nei servizi sociali e sanitari.
Artigiani, operai specializzati e conduttori di impianti e di veicoli Fabbisogno 2022-2026 scenario A scenario B percentuale scenario A percentuale scenario B
Totale 725.000 - 827.700 2,9 3,3
Conduttori di macchine movimento terra, sollevamento e maneggio dei materiali 25.700 29.700 4,7 5,4
Artigiani ed operai specializzati dell’artigianato artistico e dello spettacolo 6.800 7.500 4,3 5,0
Artigiani e operai specializzati delle costruzioni e nel mantenimento di strutture edili 104.400 113.400 4,2 4,6
Artigiani e operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni 93.000 100.000 3,9 4,2
Artigiani e operai specializzati dell’industria estrattiva e nella manutenzione degli edifici 28.500 29.900 3,6 3,8
Operai addetti all’assemblaggio di prodotti industriali 38.700 46.100 3,2 3,8
Artigiani e operai specializzati di installazione e manutenzione attrezzature elettriche e elettroniche 33.700 38.600 3,2 3,7
Attrezzisti, operai e artigiani del trattamento del legno e assimilati 19.800 22.200 3,2 3,6
Meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di macchine fisse e mobili 68.600 78.400 3,1 3,5
Conduttori di veicoli a motore e su rotaie e di macchine agricole 94.600 106.500 2,9 3,3
Operai agricoli specializzati 12.100 13.500 2,9 3,2
Fabbri ferrai, costruttori di utensili e assimilati 23.100 28.200 2,8 3,4
Operai dei metalli, dei rivestimenti metallici e delle materie plastiche 33.000 39.100 2,6 3,0
Artigiani e operai specializzati del tessile e dell’abbigliamento 23.500 30.200 2,3 3,0
Artigiani e operai specializzati nella lavorazione del cuoio, delle pelli e delle calzature 11.000 14.600 2,3 3,0
Fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori carpenteria metall. e pro-fess.simili 30.400 37.100 2,1 2,6
Operai di macchinari fissi in agricoltura e nella prima trasformazione dei prodotti agricoli 8.300 9.000 2,2 2,4
Artigiani e operai specializzati delle lavorazioni alimentari 26.400 29.100 2,2 2,4
Artigiani e operai specializzati della stampa e della meccanica di precisione su metalli 10.100 12.000 1,9 2,2
Operai del legno, della carta e del tessile 14.400 20.600 1,6 2,3
Conduttori di impianti industriali 17.100 19.800 1,1 1,3

Tra gli operati specializzati, quelli che saranno richiesti maggiormente sono i conduttori di macchine per movimento a terra, sollevamento e maneggio dei materiali.

In questo caso la richiesta proverrà principalmente dalla filiera delle costruzioni e delle infrastrutture.

Altre figure per cui sarà presente una domanda sono:

  • gli artigiani e gli operai specializzati delle costruzioni;
  • gli operati specializzati nel mantenimento di strutture edili;
  • gli addetti alle rifiniture delle costruzioni;
  • gli addetti dell’industria estrattiva;
  • gli addetti alla manutenzione degli edifici.

In questo caso a incidere sarà la ripresa stimata del settore della logistica e distribuzione.

Grazie alla ripresa del made in Italy e della cultura, saranno richiesti anche artigiani e operai specializzati dell’artigianato artistico e dello spettacolo.

Nuove assunzioni 2022-2026, le previsioni dell’occupazione nel rapporto di Unioncamere e Anpal

L’aumento dell’occupazione sarà trainato principalmente dalle risorse messe a disposizione dal PNRR.

Nell’ambito del piano Next Generation EU, l’Italia beneficerà di due misure di particolare rilevanza:

  • il dispositivo per la Ripresa e Resilienza, RRF;
  • il Pacchetto di assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori di Europa (REACT-EU).

I progetti che beneficeranno dei 191,5 miliardi di euro messi a disposizione dell’Italia riguardano le sei missioni indicate per il PNRR:

  • missione 1, digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura;
  • missione 2, rivoluzione verde e transizione ecologica;
  • missione 3, infrastrutture per una mobilità sostenibile;
  • missione 4, istruzione e ricerca;
  • missione 5, inclusione e coesione;
  • missione 6, salute.

Come evidenziato nel report del sistema Excelsior:

“A livello macroeconomico il Governo stima che l’impatto diretto del PNRR sia quantificabile nel complesso in una crescita del PIL nel 2026 - anno di conclusione del Piano – superiore del +3,6% rispetto ad uno scenario base che si verificherebbe in assenza delle misure1 e prevede per l’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026) un’occupazione più alta di 3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base, che si quantificherebbe in circa 750 mila occupati in più, di cui la metà donne.”

Le valutazioni dipendono in sicuramente dagli scenari futuri che verranno a crearsi ma anche dalla capacità della macchina amministrativa di concretizzare i progetti che sono stati inseriti all’interno del recovery plan italiano.

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