Chi riceve la Naspi e ha avviato un’attività deve presentare la dichiarazione dei redditi all’INPS entro il 31 marzo. Senza bisogna restituire le somme ricevute
In scadenza a fine mese il termine per presentare all’INPS la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2025.
L’adempimento è richiesto a tutti i percettori di Naspi, l’indennità di disoccupazione, che hanno avviato un’attività autonoma o imprenditoriale e risultano esenti dall’invio del 730.
Va trasmessa direttamente dal sito INPS utilizzando il modello Naspi-Com.
Chi non provvede all’invio dovrà restituire tutte le somme ricevute a titolo di Naspi dall’avvio dell’attività.
Naspi: dichiarazione dei redditi entro il 31 marzo
I cittadini e le cittadine che ricevono l’indennità di disoccupazione Naspi hanno tempo fino al 31 marzo 2026 per inviare all’INPS la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2025.
Questi sono, dunque, gli ultimi giorni a disposizione per provvedere all’adempimento ed evitare di dover restituire le somme ricevute.
Va precisato che l’obbligo non riguarda tutti i percettori di Naspi ma solamente chi ha avviato un’attività di lavoro autonomo oppure imprenditoriale e allo stesso tempo risulta esentato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.
A prevederlo è l’articolo 10,comma 1, del decreto legislativo n. 15/2022, che disciplina il trattamento per la disoccupazione.
Qui, infatti, viene specificato che i lavoratori e le lavoratrici che, durante il periodo in cui ricevono la Naspi, intraprendono un’attività di lavoro autonomo o d’impresa dalla quale ricavano un reddito (che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’articolo 13 del TUIR) sono tenuti ad informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevedono di guadagnare.
In questi casi, l’assegno di Naspi è ridotto di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di fruizione dell’indennità (oppure, se antecedente, la fine dell’anno).
Tale riduzione viene ricalcolata d’ufficio dall’INPS al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.
Ebbene, i lavoratori e le lavoratrici in questa situazione che risultano anche essere esentati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi sono tenuti a presentare all’INPS un’apposita autodichiarazione per comunicare il reddito ricavato dall’attività lavorativa avviata.
Questa comunicazione deve appunto essere trasmessa entro il 31 marzo dell’anno successivo. Per i ricavi relativi al 2025, pertanto, il termine da segnare in calendario è quello del 31 marzo 2026.
Come fare per inviare la dichiarazione dei redditi e cosa succede se non si trasmette
Lavoratori e lavoratrici in Naspi che hanno avviato un’attività di lavoro autonomo o imprenditoriale e risultano esenti dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi devono, dunque, comunicare all’INPS i redditi ricavati nel 2025 da tale attività entro il 31 marzo 2026.
Per farlo è necessario collegarsi al portale dell’Istituto, in particolare nella sezione dedicata all’indennità di disoccupazione, e utilizzare l’apposito modello Naspi-Com.
Chi non provvede all’invio dell’autodichiarazione nei termini previsti dovrà restituire tutte le somme ricevute a titolo di Naspi a partire dalla data di avviamento dell’attività.
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