Modello 770 sostituito da 12 nuove comunicazioni mensili

Anna Maria D’Andrea - Modello 770

Modello 770 verso l'abolizione - o meglio sarebbe dire sostituzione - per effetto delle novità contenute nel DdL Semplificazioni fiscali. Al suo posto nuove comunicazioni mensili a carico di datori di lavoro ed intermediari.

Modello 770 sostituito da 12 nuove comunicazioni mensili

Si prepara all’addio il modello 770 che, per effetto delle novità contenute nel DdL Semplificazioni fiscali, potrebbe essere abolito a partire dal 2020.

Se in linea di principio l’idea viene accolta con favore da datori di lavoro ed intermediari, non è così per quel che riguarda l’avvio di una sorta di adempimento sostitutivo che porterebbe a ben 12 comunicazioni con scadenza mensile da inviare all’Agenzia delle Entrate.

I datori di lavoro sarebbero obbligati ad inserire, all’interno del modello F24, il codice fiscale di ciascun contribuente nei confronti dei quali sono state operate le ritenute d’acconto mensili.

Una complicazione più che una semplificazione fiscale: l’abolizione presunta del modello 770 potrebbe portare all’obbligo di compilazione di un rigo del modello F24 per ciascun dipendente.

Modello 770 abolito, al suo posto 12 nuove comunicazioni mensili

È già all’interno del testo originario del DdL Semplificazioni fiscali che ha come primi firmatari l’On. Carla Ruocco per il M5S e l’On. Alberto Gusmeroli per la Lega che è contenuta la novità relativa all’abolizione del modello 770.

All’interno della proposta di legge, all’articolo 6 relativo alle “Semplificazioni in materia di modelli dichiarativi” è prevista la soppressione del modello dichiarativo 770 mediante l’integrazione del modello F24 con l’indicazione del codice fiscale del contribuente che subisce la ritenuta d’acconto.

Una misura che ha fatto subito parlare di un nuovo adempimento quasi più gravoso - e sicuramente più complesso - dell’invio del modello 770, ovvero di 12 nuove comunicazioni mensili obbligatorie a carico di datori di lavoro e loro intermediari.

In pratica, se la novità venisse approvata così come previsto dall’attuale disegno di legge - atteso in Aula alla Camera nei prossimi giorni - all’interno del modello F24 relativo al pagamento delle ritenute d’acconto, il sostituto d’imposta sarà tenuto ad indicare il codice fiscale di ciascun percipiente.

Per ciascuno di essi dovrà essere compilato un rigo apposito del modello di pagamento, mentre ad oggi all’interno del modello F24 viene riportato esclusivamente il valore complessivo delle ritenute operate distinte per categoria di reddito.

Un vero e proprio nuovo adempimento che, tuttavia, entrerebbe in vigore soltanto per alcuni in via sperimentale. È un emendamento presentato dalla stessa Carla Ruocco a prevedere un avvio graduale, a partire dal 2020, della misura, secondo le regole che dovranno essere predisposte dall’Agenzia delle Entrate.

Un modello 770 mensile che non piace nemmeno all’Agenzia delle Entrate

A scagliarsi contro l’appesantimento di comunicazioni per i sostituti d’imposta non sono solo imprese ed intermediari, che leggono come una vera e propria beffa l’abolizione del modello 770 prevista dal DdL sulle semplificazioni fiscali.

La novità non piace neppure all’Agenzia delle Entrate che, in merito, si era espressa nel corso dell’Audizione tenutasi il 7 novembre scorso.

Eliminare il modello 770 e sostituirlo con l’indicazione nel modello F24 del codice fiscale del percipiente è una soluzione che creerebbe non poche criticità.

La nuova comunicazione da effettuare mediante il modello F24 comporterebbe tra l’altro il rischio, per le aziende con molti dipendenti, di dover compilare centinaia o migliaia di righe, con l’aumento della possibilità di errori.

L’abolizione del modello 770, inoltre, comporterebbe il venir meno di molti dei dati che ad oggi sono trasmessi all’Agenzia delle Entrate, non solo le ritenute operate in favore dei lavoratori dipendenti.

Il modello 770 deve essere utilizzato, dagli intermediari e dagli altri soggetti che intervengono nelle operazioni fiscalmente rilevanti,

“anche per comunicare i dati relativi alle ritenute operate su dividendi, proventi da partecipazione, redditi da capitali erogati nell’anno precedente, operazioni di natura finanziaria effettuate nello stesso periodo, i relativi versamenti e le eventuali compensazioni operate e i crediti d’imposta utilizzati.

Il contenuto del modello 770, in sintesi, oltre ai dati delle ritenute dovute alle scadenze mensili da parte dei sostituti d’imposta, contiene una serie di quadri dichiarativi relativi ai redditi di capitale e ai redditi diversi di natura finanziaria. L’inserimento del codice fiscale del contribuente che ha subìto la ritenuta nel Modello F24 non consentirebbe l’acquisizione di tutte le informazioni che sono riportate sul Modello 770.”

Modello 770, no abolizione ma semplificazione

Appare interessante quindi riportare quella che è la proposta alternativa dell’Agenzia delle Entrate per ovviare alle problematiche riscontrate.

Al posto della totale abolizione del modello 770, le Entrate propongono una semplificazione degli adempimenti per il sostituto d’imposta mediante la revisione delle modalità attuali di versamento delle ritenute mensili e di dichiarazione:

“Una semplificazione parziale, ma significativa, degli adempimenti del sostituto d’imposta si potrebbe realizzare eliminando dal Modello 770 le tipologie di reddito più ricorrenti, cioè quelle riguardanti il lavoro dipendente e autonomo e quelle sui pagamenti effettuati dall’amministrazione di condominio, sostituendole con il versamento mensile delle ritenute attraverso un apposito servizio telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate, che preveda l’invio di un elenco contenente le informazioni salienti sul percipiente, nonché le ritenute operate e versate per ciascuna tipologia di reddito.”

L’abolizione del modello 770 sarebbe quindi parziale, con versamento delle ritenute ed indicazione dei dati del percipiente non più all’interno del modello F24 ma tramite un nuovo servizio predisposto dall’Agenzia delle Entrate.

Cambia la forma ma non la sostanza: in ambedue i casi, le ricette di semplificazione passano da nuovi elenchi da compilare e trasmettere mensilmente all’Agenzia delle Entrate.

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