Minimi e forfettari con zero ricavi: dichiarazione dei redditi obbligatoria?

Francesco Oliva - Dichiarazione dei redditi

È obbligatorio inviare la dichiarazione dei redditi a zero nel caso dei contribuenti minimi e forfettari che chiudono l'anno senza ricavi?

Minimi e forfettari con zero ricavi: dichiarazione dei redditi obbligatoria?

Può capitare che un contribuente apra partita IVA verso la parte finale dell’anno, senza fare in tempo a porre in essere alcuna operazione attiva; o ancora, può capitare che per un certo periodo un contribuente abbia una partita IVA attiva in un regime agevolato - regime dei minimi oppure dei forfettari - e per un anno non fatturi perché titolare di altri redditi (per esempio da dipendente o altro).

Molti lettori hanno scritto alla redazione di Informazionefiscale.it per chiedere se in questi casi sia obbligatorio o meno inviare la dichiarazione dei redditi a zero, ovvero compilando soltanto il frontespizio, lasciando a zero il quadro LM.

Dichiarazione dei redditi a zero obbligatoria per minimi e forfettari?

È obbligatorio inviare la dichiarazione dei redditi a zero per i contribuenti minimi e forfettari che non hanno alcun ricavo nell’anno considerato? In questi casi è possibile inviare la dichiarazione dei redditi con il solo frontespizio, lasciando completamente a zero il quadro LM?

Le istruzioni ministeriali al modello Redditi persone fisiche 2018 prevedono come condizione generale di esonero quella dei contribuenti non obbligati alla tenuta delle scritture contabili che si trovano ad avere un’imposta netta da versare non superiore ad euro 10,33.

Secondo alcune interpretazioni, tale disposizione esonererebbe i contribuenti minimi e forfettari dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, ovviamente nel momento in cui tali soggetti non abbiano effettivamente fatturato nulla.

A nostro avviso tale impostazione non è corretta per effetto di quanto prevede l’articolo 1 del d.p.r. 600/1973:

Ogni soggetto passivo deve dichiarare annualmente i redditi posseduti anche se non ne consegue alcun debito d’imposta. I soggetti obbligati alla tenuta di scritture contabili, di cui al successivo art. 13, devono presentare la dichiarazione anche in mancanza di redditi”.

In altre parole, dal momento in cui il contribuente apre partita IVA diventa un soggetto obbligato a tenere le scritture contabili, quindi obbligato in ogni caso alla predisposizione e all’invio telematico della dichiarazione dei redditi. In questo senso, non rileva che il contribuente appartenga ad un regime agevolato - regime dei minimi o regime forfettario - che prevede molte agevolazioni in termini di contabilità e registri (in effetti l’unico obbligo che hanno in questo senso i contribuenti minimi e forfettari è quello di numerare e conservare le fatture emesse e ricevute).

Ricapitolando: i contribuenti titolari di partita IVA nel regime forfettario o nel vecchio regime dei minimi sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi a zero, quindi ad inviare telematicamente il modello Redditi persone fisiche 2018, anche qualora non abbiano conseguito alcun ricavo nel periodo d’imposta oggetto di dichiarazione.

Sanzioni omessa dichiarazione dei redditi

Si ricorda ai lettori che in caso di contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, la dichiarazione dei redditi omessa comporta l’irrogazione di sanzioni comprese tra un minimo di 250 ed un massimo di 1.000 euro.

La sanzione è raddoppiabile per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili; inoltre, nel caso di redditi prodotti all’estero tali sanzioni sono aumentate di un terzo (articolo 1 comma 8 D. Lgs. 471/1997).

Nel caso di dichiarazione dei redditi omessa con imposte non versate le sanzioni sono fissate tra il 120% ed il 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro.