Via libera al Documento Programmatico di Finanza Pubblica: il Consiglio dei Ministri approva il testo. Previsto uno scostamento da 29 miliardi che porta il deficit al 3,4% per il 2027 e al 3,3% nel 2028
Dalla flat tax per i giovani al bollo auto, passando per la detassazione delle tredicesime: la Manovra 2027 rappresenta il banco di prova di molte promesse fatte negli anni.
Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica approvato venerdì dal Governo è chiamato a fissare i primi punti fermi sul pacchetto di novità da inserire nella prossima Legge di Bilancio ma la strada è ancora lunga e tortuosa.
All’approvazione dei dati tendenziali e di previsione sugli obiettivi di finanza pubblica si affianca la decisione di attivare la clausola di salvaguardia, per chiedere fino a 29 miliardi di euro di maggiori spese in deficit.
Ora come ora, ha detto in conferenza stampa il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, serve “un approccio più prudente rispetto alle cose annunciate”.
Che cos’è il DPFP che anticipa le novità della Manovra 2027 e cosa contiene
Il DPFP sostituisce la vecchia Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, che per anni ha inaugurato i lavori di costruzione della Manovra.
La nuova traccia che il Governo deve seguire viene stabilita dal Parlamento perché la normativa che detta tempi e regole per la documentazione alla base del ciclo di bilancio non è ancora stata adeguata alla nuova governance economica europea, entrata in vigore nel 2024.
Con le risoluzioni presentate, tutti i principali gruppi parlamentari concordano sull’esigenza di aggiornare le previsioni economiche, ma anche di tracciare il quadro programmatico macroeconomico e di finanza pubblica, di anticipare le misure da inserire nella prossima Manovra e di fare un bilancio delle riforme e degli impegni presi con il Piano strutturale di bilancio di medio termine.
Le Commissioni Bilancio di Camera e Senato, inoltre, hanno considerato in maniera unanime la possibile attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal regolamento UE, chiedendo però al Governo di presentare una relazione al Parlamento sulla linea della procedura ora prevista per la richiesta di scostamento.
Relazione che è arrivata ieri. Il Consiglio dei Ministri del 2 ottobre ha dato il via libera al DPFP con l’approvazione dei dati tendenziali e di previsione sugli obiettivi di finanza pubblica e ha deciso di attivare la NEC, la clausola di salvaguardia sulle spese per energia e difesa, per uno scostamento da 29 miliardi che spinge il deficit al 3,4 per cento per il 2027 e al 3,3 per cento nel 2028.
Lo scenario è meno positivo di quanto previsto inizialmente, tanto che lo stesso Ministro Giorgetti ha invitato alla prudenza.
Per quanto riguarda lo scenario programmatico si prevede:
- indebitamento netto incluso l’utilizzo della Nec: 3,4% per il 2027; 3,2% per il 2028 e 2,3% nel 2029;
- indebitamento netto escluso l’utilizzo della Nec: 2,8% per il 2027; 2,6% per il 2028 e 2,3% nel 2029.
Negli anni successivi il tasso di crescita programmatico del Pil si attesta allo 0,8% nel 2027, allo 0,9% nel 2028, allo 0,8% nel 2029. Il debito pubblico programmatico è previsto al 138,1% a fine 2026, al 138,5% nel 2027, scende al 137,9% nel 2028 e al 136,6% nel 2029.
Solo il Pil fa meglio dello 0,6 e quest’anno chiude a +1 per cento, mentre il rapporto deficit/Pil si attesta al 2,9 per cento.
Insomma, nella conferenza stampa dopo la riunione di Governo l’invito del Ministro è quello alla prudenza. Il DPFP è stato approvato “in un contesto particolarmente complesso, in cui fare previsioni diventa sempre più complicato, cosi come i percorsi di finanza pubblica”, ha detto. Servirà “un approccio più prudente rispetto alle cose annunciate” ha precisato Giorgetti, riferendosi alla moltitudine di richieste che si sono susseguite elle ultime settimane e che sono entrate nella lista dei desideri e promesse per la prossima Manovra.
| Cosa contiene il DPFP 2027 |
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L’aggiornamento delle previsioni contenute nel Dfp (Documento di finanza pubblica):
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Perché il DPFP 2027 è così importante per la Manovra 2027
La questione può apparire puramente tecnica, ma così non è. Il DPFP 2027 rappresenta una ufficiale dichiarazione di intenti da parte del Governo sulle novità da mettere in cantiere. E l’attivazione della clausola di salvaguardia incide direttamente sul margine di Manovra che il Governo avrà a disposizione per mettere in pratica tutte le misure che stanno animando la discussione.
Se ci si sofferma solo sul capitolo fiscale, il conto è già salato e si aggira intorno ai 7 miliardi di euro.
In cima alla lista dei desideri del Governo c’è un nuovo taglio IRPEF per il ceto medio che richiede circa 2,7 miliardi di euro, parola del viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo. Poi c’è l’esigenza di non lasciare grosse lacune nei lavori di riforma fiscale mettendo in cantiere la detassazione delle tredicesime (circa 500 milioni di euro), prevedendo una flat tax per i giovani (almeno 200 milioni di euro), riportando in campo la cedolare secca per i negozi.
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Ma le priorità fiscali non finiscono qui: sulla prossima Legge di Bilancio pesano anche le scelte fatte lo scorso anno. Senza nuovi stanziamenti e conferme, dal 1° gennaio 2027 vengono meno una serie di flat tax sulle buste paga di lavoratrici e lavoratori dipendenti e per lasciare intatte le agevolazioni serve circa un miliardo di euro.
A questi costi, poi, nelle ultime settimane si sono aggiunti i 2,3 miliardi di euro all’anno necessari per confermare l’abolizione del bollo auto.
Questa prima stima forfettaria vale già un terzo della scorsa Manovra, ma il Fisco non è l’unico capitolo da scrivere: c’è il lavoro, le pensioni, la sanità, la scuola, le spese che derivano dalle crisi internazionali.
I circa 14,4 miliardi di risorse nel biennio 2027-2028 che derivano dall’uso della clausola di salvaguardia per l’energia saranno destinati “a misure in favore di famiglie, studenti, imprese, pubbliche amministrazioni e al settore delle infrastrutture”, si legge nella relazione al Parlamento come anticipa l’agenzia di stampa Radiocor. Fra gli interventi anche “l’utilizzo del trasporto pubblico da parte degli studenti”, mentre per le imprese, “l’azione sarà rivolta a sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili, a contenere i costi energetici per quelle maggiormente esposte e a favorire la decarbonizzazione”, incluso “un nuovo energy release”.
Con l’approvazione del DPFB e l’invito alla prudenza del Ministro, l’ipotesi che si debba restringere il campo di azione è concreta. Il documento approvato ieri delinea un primo orientamento del Governo sulle priorità per poi arrivare nella seconda metà di ottobre al Documento Programmatico di Bilancio e al Disegno di Legge con il pacchetto di misure, che dovrà essere discusso in Parlamento.
La prossima Legge di Bilancio dovrà essere espansiva, hanno chiarito più volte esponenti di Governo, anche in vista delle prossime elezioni. La lista delle proposte e delle richieste di partiti e ministeri è già lunga e potrebbe crescere ancora. Andranno fatti dei tagli e qualcosa resterà fuori. La partita si preannuncia ancora più difficile di quanto preventivato.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Manovra 2027, deficit per 29 miliardi. Giorgetti: “Serve prudenza”