Legge di Bilancio 2018, commercialisti: ignorato lo Statuto del Contribuente

Redazione - Commercialisti ed esperti contabili

Legge di Bilancio 2018, comunicato stampa congiunto ANC, ADC e UNGDCEC pubblicato il 4 gennaio 2018: ancora una volta è stato ignorato lo Statuto del Contribuente e mancano misure di vitale importanza per le per le imprese.

Legge di Bilancio 2018, commercialisti: ignorato lo Statuto del Contribuente

Legge di Bilancio 2018: comunicato stampa congiunto pubblicato oggi, 4 gennaio, dalle associazioni di commercialisti ANC, ADC e UNGDCEC.

Nel testo del comunicato stampa vengono sottolineate alcune delle più evidenti criticità della nuova Legge di Bilancio 2018: un testo confuso e poco chiaro, che non rispetta quanto previsto dallo Statuto del Contribuente. Ancora una volta, inoltre, mancano misure necessarie per gli operatori economici.

Il testo della Legge di Bilancio 2018, la n. 205/2017, è composta da un solo articolo contenente ben 1181 commi. Al suo interno vengono affrontate materie tutt’altro che semplici e che vanno ad incidere direttamente sulla vita di contribuenti e imprese.

Per le associazioni dei commercialisti si tratta di una delle criticità della Manovra, ma siamo soltanto alle prime battute. Il comunicato stampa pubblicato il 4 gennaio 2018 segnala alcune delle promesse mancate della Legge di Bilancio 2018 e le misure che ancora una volta penalizzeranno le imprese.

Legge di Bilancio 2018, comunicato congiunto ADC ANC UNGDCEC

Si riporta di seguito il testo del comunicato stampa congiunto di ANC, ADC e UNGDCEC pubblicato il 4 gennaio 2018:

“Ci risiamo, ancora una volta nel nostro Paese è totalmente ignorato lo Statuto del Contribuente e, purtroppo, questa prassi ricorre con il peggiore degli strumenti possibili: la legge di stabilità 2018 (L. 205/2017).

Approvare una legge formata – per ciò che riguarda la Parte I (Misure quantitative per la realizzazione degli obiettivi programmatici) – da un solo articolo con 1181 commi contenente variazioni normative su molteplici argomenti, a scapito di un’uniformità legislativa, non è propriamente rispettoso dei principi di chiarezza e di trasparenza disposti dallo Statuto del Contribuente in materia tributaria. Così come la retroattività di alcune delle disposizioni contenute nella nuova legge di stabilità costituisce un’ulteriore e palese violazione dei più basilari diritti del Contribuente.

In ragione di questo, come già sostenuto in altre numerose occasioni, si ribadisce l’opportunità che lo Statuto del Contribuente venga elevato a legge di rango Costituzionale.

Sul piano dei contenuti la nuova legge di stabilità contempla diverse criticità. La più evidente è rappresentata dall’obbligo della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019, misura che, in considerazione dei costi che graveranno principalmente sulle imprese più piccole e meno strutturate, andrebbe introdotta con gradualità e coniugata con la previsione di istituti premiali per i soggetti che decidono di adottarla sin da subito.

Altra indubbia criticità è l’assenza di alcune misure, più volte richieste, che sarebbe stato importante introdurre per incoraggiare gli operatori economici. Sorprende siano ignorati, in particolare, tre temi profondamente dibattuti e anche oggetto di emendamenti, ma poi “dimenticati” nella fase finale del provvedimento:

  • Introduzione di nuove regole sulle detrazioni Iva;
  • Introduzione di disposizione sulla gestione delle perdite relativamente alle contabilità semplificate con nuovi criteri di cassa;
  • Assegnazione dei beni ai soci ed estromissione dei beni immobili da parte dell’imprenditore individuale.

Ritenendole misure di notevole importanza, auspichiamo ci sia la volontà, da parte di tutte le forze politiche che si candidano al governo del Paese, di introdurle con successivi provvedimenti.

Per le Associazioni di categoria, che da sempre insistono sull’esigenza di una riformulazione del calendario fiscale, le nuove scadenze fissate dalla legge di stabilità per alcuni adempimenti (modello 730 al 23 luglio – modello 770 al 31 ottobre – spesometro al 30 settembre) sono positive soltanto se considerate come un primo importante passo verso un percorso sistemico di riforma.

Le Associazioni, infatti, ribadiscono l’urgenza di una riforma generale e complessiva delle politiche fiscali con particolare attenzione al calendario delle scadenze, tale da non causare sovrapposizioni che creino insostenibili danni ai contribuenti, professionisti e alla stessa Amministrazione.

Vincenzo De Maggio

Presidente ADC – Associazione Dottori Commercialisti

Marco Cuchel

Presidente ANC – Associazione Nazionale Commercialisti

Daniele Virgillito

Presidente UNGDCEC – Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili”

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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 04.01.2018 – LEGGE DI BILANCIO 2018
Comunicato stampa ANC, ADC, UNGDCEC 4 gennaio 2018

Legge di Bilancio 2018: nuovo calendario scadenze fiscali solo primo passo

Nel comunicato stampa pubblicato dalle associazioni dei commercialisti viene sottolineato uno dei punti positivi della Legge di Bilancio 2018: la modifica al calendario delle scadenze fiscali voluto per evitare sovrapposizioni e proroghe.

Si intende, così, evitare che il 2018 si riveli l’ennesimo anno del caos sul fronte fiscale, ma la strada sembra tutt’altro che spianata.

Sebbene le modifiche introdotte in Legge di Bilancio 2018 siano un primo importante passo per la semplificazione fiscale, anche per il prossimo anno contribuenti e imprese dovranno confrontarsi con una giungla di scadenze e adempimenti.

A culmine di ciò vi è l’obbligo di adeguarsi al nuovo meccanismo di fatturazione elettronica, che a partire dal 2019 sarà esteso a tutte le operazioni B2B. Nuovi costi e adempimenti, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale.

In linea con quanto riportato nel comunicato stampa ANC, ADC e UNGDCEC, non resta che auspicare che l’anno nuovo porti ad una vera riforma fiscale e che quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018 sia soltanto un primo, seppur timido, passo.