I titolari di partita IVA in difficoltà possono richiedere l'ISCRO ma devono fare attenzione al termine per la domanda. Restano ancora pochi giorni a disposizione
Ultimi giorni a disposizione di lavoratori e le lavoratrici autonome per richiedere e ottenere l’ISCRO.
Le partite IVA in difficoltà possono fare domanda per il trattamento di Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa entro il 31 ottobre 2026.
I beneficiari dell’indennità dovranno essere iscritti alla piattaforma SIISL, per la sottoscrizione del patto di attivazione digitale. Il nuovo decreto del Ministero del Lavoro disciplina l’attività di formazione.
Partite IVA: in scadenza il termine per la domanda di ISCRO
Le indicazioni operative per la fruizione dell’ISCRO, l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa per i lavoratori autonomi nel 2026 sono state fornite dall’INPS con il messaggio n. 1987 dello scorso giugno.
Lavoratori e lavoratrici autonome hanno ancora pochi giorni di tempo a disposizione per presentare la domanda e accedere al trattamento per l’anno in corso: il termine è infatti fissato al 31 ottobre.
La misura di sostegno al reddito per le partite IVA, ricordiamo, è stata resa strutturale dalla Legge di Bilancio 2024, dopo il periodo sperimentale del triennio 2021/2023. La stessa Manovra ha introdotto una serie di novità, a partire dal limite di reddito dell’anno precedente, 12.749,18 euro, e dall’importo del trattamento che, sempre per il 2026, non può essere inferiore a 255,53 euro o superiore a 817,69 euro.
L’ISCRO, ricordiamo, è riconosciuta ai liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplice con reddito da lavoro autonomo iscritti alla Gestione separata e in possesso dei seguenti requisiti:
- non essere titolari di trattamento pensionistico diretto e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie;
- non beneficiare dell’assegno di inclusione;
- aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 70 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei due anni precedenti all’anno precedente alla presentazione della domanda;
- aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore alla soglia annualmente rivalutata sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati rispetto all’anno precedente (12.749,18 per il 2026);
- essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
- essere titolari di partita IVA attiva da almeno tre anni, alla data di presentazione della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla gestione previdenziale in corso.
Come previsto dalla normativa, per poter fruire dell’indennità, i potenziali beneficiari devono inviare l’apposita domanda all’INPS, esclusivamente in modalità telematica, tra il 15 giugno ed entro il 31 ottobre di ogni anno. Manca poco, quindi, al termine di scadenza per l’invio della domanda riferita al 2026.
Gli interessati possono utilizzare i consueti canali messi a disposizione sul portale web dell’Istituto previo accesso con credenziali SPID, CIE o CNS.
È sufficiente accedere alla sezione “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, raggiungibile digitando il titolo della sezione nel motore di ricerca o seguendo il percorso:
“Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità” > selezionare la voce “Vedi tutti” nella sezione “Strumenti” > “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”; dopo l’autenticazione, è necessario selezionare la voce “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)”
In alternativa è possibile fare domanda tramite il contact center dell’Istituto, telefonando al numero verde 803 164 da rete fissa (gratuito) o al numero 06 164164 da rete mobile (a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori).
ISCRO 2026: le novità sull’aggiornamento professionale
Come previsto dal decreto Coesione del 2024, l’erogazione dell’ISCRO deve essere accompagnata dalla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale da parte dei beneficiari.
L’individuazione dei criteri e delle modalità di definizione di tali percorsi è affidata a un apposito decreto del Ministero del Lavoro con scadenza 1° marzo 2024 che però è ancora stato adottato solo a inizio settembre di quest’anno. Dopo più di 2 anni d’attesa sono quindi finalmente pronte le regole che disciplinano l’attività di formazione.
Dopo la firma del patto di attivazione digitale, le partite IVA interessate possono avviare un corso di aggiornamento professionale, scegliendo tra quelli certificati.
L’obiettivo è quello di:
- mantenere e aggiornare le conoscenze, abilità e competenze possedute così da adeguarsi ai mutamenti della domanda del settore di mercato di riferimento;
- acquisire un livello di conoscenze, abilità e competenze aggiuntive, spendibili nel contesto lavorativo di riferimento e in coerenza con il fabbisogno formativo del lavoratore.
Il tutto avverrà all’interno della piattaforma SIISL, il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa.
In fase di domanda per l’ISCRO, i beneficiari devono acconsentire alla trasmissione dei propri dati di contatto nell’ambito della piattaforma, anche ai fini della sottoscrizione del patto di attivazione digitale (PAD).
Dopo la firma del PAD, i lavoratori possono ricevere o individuare autonomamente offerte di lavoro oppure specifici percorsi di aggiornamento professionale.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Partite IVA: in scadenza il termine per la domanda di ISCRO 2026