Indennità di maternità lavoratici autonome e professioniste: possibili novità in arrivo

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Indennità di maternità per le lavoratici autonome e professioniste: possibili novità in arrivo con la riforma degli ammortizzatori sociali. Stabilire una misura minima inderogabile e ampliare il periodo di copertura in caso di gravidanze a rischio. Ad anticiparlo è Accoto, sottosegretaria al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, durante l'interrogazione a risposta immediata dell'8 settembre 2021.

Indennità di maternità lavoratici autonome e professioniste: possibili novità in arrivo

In arrivo correttivi sull’indennità di maternità per le lavoratici autonome e professioniste. Quella riservata alle donne, madri o in attesa di esserlo, è una tutela ancora troppo debole, per questa ragione il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sta valutando un pacchetto di novità da inserire nella riforma degli ammortizzatori sociali.

Ad annunciarlo è la sottosegretaria Rossella Accoto durante un’interrogazione parlamentare sulla penalizzazione nell’accesso ai contributi a fondo perduto del DL Sostegni per coloro che hanno ricevuto le indennità di maternità nel 2019.

Indennità di maternità lavoratici autonome e professioniste: possibili novità in arrivo

La riforma degli ammortizzatori sociali, su cui il Ministro del Lavoro è all’opera fin dai primi giorni del suo mandato ma che ancora non ha preso forma, sarà l’occasione per potenziare e adeguare alle esigenze attuali gli strumenti a disposizione.

Non c’è dubbio sul fatto che l’indennità di maternità per le lavoratrici autonome e professioniste debba rientrare in questo programma di revisione perché non adeguato a tutelare le donne che stanno per diventare o sono diventate madri.

La conferma, infatti, arriva dalla sottosegretaria Rossella Accoto che, durante l’interrogazione a risposta immediata dell’8 settembre 2021, annuncia:

“Segnalo che la riforma sugli ammortizzatori sociali, in via di elaborazione definitiva, in un’ottica di generale sostegno al lavoro autonomo, conterrà misure di rafforzamento specificamente dirette alla tutela in caso di maternità delle lavoratrici autonome e professioniste”.

Stando alle anticipazioni fornite, le novità potrebbero consistere nell’estensione del periodo di copertura in caso di gravidanza a rischio e nell’introduzione di una misura minima inderogabile.

A regolare l’indennità di maternità per le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS è l’articolo 64 del decreto legislativo n. 151 del 2001.

Per poter richiedere e ottenere le prestazioni è necessario aver versato almeno tre mensilità della contribuzione dovuta per legge nei dodici mesi precedenti i due mesi anteriori alla data del parto.

L’importo a cui si ha diritto è commisurato al reddito prodotto negli stessi dodici mesi di riferimento.

Indennità di maternità lavoratici autonome e professioniste: rivedere il calcolo dell’importo

Stando all’impostazione attuale spesso, però, vengono riconosciuti importi troppo bassi e non viene garantita una reale salvaguardia economica per le donne.

E inoltre non si tiene conto del fatto che lo strumento è destinato perlopiù a “lavoratrici giovani, spesso con redditi non del tutto consolidati, tali da non consentire loro di beneficiare di un’indennità adeguata”, sottolinea la stessa sottosegretaria.

Mettere in pausa il lavoro per le lavoratrici autonome e professioniste durante il periodo di maternità non è una scelta, ma un’esigenza reale, oltreché un diritto, che il sistema attuale non riconosce pienamente penalizzando le donne nelle loro scelte di vita e di lavoro.

D’altronde la questione è ben più ampia: e infatti lo spunto per parlare delle possibili modifiche in arrivo è emerso proprio in relazione all’analisi di un caso di penalizzazione delle lavoratrici madri che riguarda l’accesso ai contributi a fondo perduto del Decreto Sostegni.

Coloro che hanno ricevuto l’indennità di maternità nel 2019 non hanno potuto includere gli importi nel calcolo del fatturato e dei corrispettivi da prendere come base di confronto per verificare eventuali perdite subite.

“Certamente l’esclusione del periodo di maternità dal computo del fatturato può aver avuto effetti penalizzanti per l’accesso alle misure di ristoro”.

Ha sottolineato Rossella Accoto. Ma c’è di più:

“Non vi è dubbio che la contrazione delle attività economiche, derivata dalla crisi pandemica, ha potuto determinare non solo una sensibile riduzione del quantum dell’indennità di maternità, ma compromettere il diritto alla stessa”.

Sul primo punto non c’è più tempo per rimediare l’errore, ma sul secondo è ancora possibile aggiustare il tiro e alzare il livello di tutela.

Camera dei Deputati - Bollettino delle giunte e delle commissioni parlamentari dell’8 settembre 2021
Il testo integrale del bollettino delle giunte e delle commissioni parlamentari dell’8 settembre 2021.

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