IMU e TASI 2018, comodato d’uso gratuito: chi ha diritto allo sconto?

Redazione - TASI

Comodato d'uso gratuito ai fini IMU e TASI 2018 con sconto del 50% sull'importo da pagare: ecco i requisiti per beneficiare dell'agevolazione.

IMU e TASI 2018, comodato d'uso gratuito: chi ha diritto allo sconto?

Il 16 giugno 2018 è fissata la scadenza per il versamento dell’acconto Imu e Tasi. Tra i soggetti obbligati al pagamento rientrano senza dubbio i possessori di seconde case, ai quali tuttavia la normativa rivolge specifiche tipologie di agevolazioni.

Una delle più note riguarda sicuramente le case concesse in comodato d’uso gratuito e che ai fini dell’Imu e della Tasi beneficiano di una riduzione pari al 50% dell’importo dovuto.

Regole e requisiti per beneficiare dello sconto sulle due imposte sulla casa sono state introdotte con la Legge di Stabilità 2016 che, oltre a confermare l’esenzione Imu e Tasi sulla prima casa, ha introdotto la possibilità di riduzione della base imponibile per la casa concessa in comodato d’uso gratuito.

Vediamo di seguito chi ha diritto alla riduzione e allo sconto del 50% Imu e Tasi 2018 sulla casa concessa in comodato d’uso gratuito.

IMU e TASI 2018, comodato d’uso gratuito: chi ha diritto allo sconto?

Ai fini Imu e Tasi, la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto uno sconto pari al 50% sulle seconde case concesse in comodato d’uso gratuito.

L’agevolazione è tuttavia prevista soltanto nel caso in cui il contratto di comodato gratuito sia stipulato tra genitori o figli, ovvero tra parenti in linea retta entro il primo grado.

L’agevolazione, quindi, spetta esclusivamente nel caso in cui sia stato stipulato e registrato un contratto di comodato d’uso, che ai sensi dell’art. 1803 del Codice Civile è definito come:

“il contratto con il quale una parte consegna all’altra una cosa mobile e immobile affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituire la cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito.”

Riduzione Imu e Tasi 2018 solo con comodato d’uso registrato

La riduzione alla metà dell’importo di Imu e Tasi dovuto per il 2018 è riconosciuta qualora il contratto di comodato d’uso gratuito sia stipulato tra parenti in linea retta di primo grado (genitori-figli) ed, inoltre, in caso di regolare registrazione dello stesso.

Lo sconto del 50 si applica dunque qualora il contratto sia stato regolarmente registrato entro 20 giorni in caso di contratto scritto o presentando richiesta all’Agenzia delle Entrate in caso di contratto verbale.

Si tratta di una delle regole fondamentali per determinare quando si ha diritto alla riduzione della base imponibile ai fini del calcolo Imu e Tasi 2018.

Comodato d’uso gratuito: requisiti per la riduzione Imu e Tasi 2018

Per beneficiare della riduzione di Imu e Tasi al 50% dell’importo dovuto sarà necessario, inoltre, rispettare ulteriori requisiti:

  • l’immobile deve essere utilizzato dal comodatario come abitazione principale;
  • l’immobile concesso in comodato d’uso gratuito non deve rientrare tra le categorie catastali di lusso (A/1, A/8 e A/9);
  • il comodante deve possedere un solo immobile in Italia oltre alla casa principale;
  • il comodante deve avere residenza e dimora abituale nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato d’uso;
  • il comodante deve presentare la dichiarazione Imu per attestare il possesso dei requisiti sopra indicati.

Chi paga Imu e Tasi 2018 sulla seconda casa in comodato

Come anticipato, le regole per beneficiare dell’agevolazioni su Imu e Tasi 2018 in caso di contratto di comodato d’uso sono particolarmente stringenti e limitative.

Inoltre, seppur nel rispetto dei requisiti sopra elencati, è previsto l’obbligo di pagamento in misura intera delle due imposte nei seguenti casi:

  • comodati per le abitazioni di lusso (Categorie catastali A1, A8 e A9);
  • proprietari di 3 o più immobili ad uso abitativo;
  • prima e seconda casa situate in due comuni differenti;
  • residenza in un comune e seconda casa ubicata in un comune diverso;
  • proprietari di immobili residenti all’estero;
  • immobile concesso in comodato d’uso gratuito non adibito ad abitazione principale dal comodatario;
  • contratto di comodato d’uso stipulato tra nonni e nipoti.

Lo sconto applicabile all’Imu si applica, come specificato dal MEF, anche ai fini Tasi: il proprietario della casa verserà l’importo con riduzione del 50 per cento in base alla quota di ripartizione stabilita dal Comune. Il comodatario al contrario non dovrà versare la sua quota di Tasi in quanto l’immobile oggetto di comodato d’uso è per lui abitazione principale e, pertanto, esente dal versamento di acconto e saldo d’imposta.

Per tutte le regole sul calcolo delle due imposte, i lettori possono far riferimento agli articoli dedicati rispettivamente a come calcolare l’IMU e come calcolare la TASI 2018.