Fattura elettronica ai forfettari, la richiesta dei tributaristi: un semestre senza sanzioni

Tommaso Gavi - Imposte

Fattura elettronica ai forfettari, l'INT chiede 6 mesi senza sanzioni per portare l’obbligatorietà a regime dal 1° gennaio 2023. Lo spiega il comunicato stampa del 15 aprile 2022: si attende la pubblicazione del testo definitivo per eventuali proposte di modifica.

Fattura elettronica ai forfettari, la richiesta dei tributaristi: un semestre senza sanzioni

Fattura elettronica ai forfettari, l’Istituto nazionale tributaristi chiede di evitare di introdurre modifiche a un regime fiscale nel corso dell’anno.

Le richieste dell’INT sono sintetizzate nel comunicato stampa del 15 aprile 2022.

Tra queste, l’introduzione di un semestre senza sanzioni per i nuovi soggetti obbligati all’adozione della fatturazione elettronica.

Si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo del decreto PNRR 2 prima di avanzare proposte di modifica.

Fattura elettronica ai forfettari, la richiesta dei tributaristi: un semestre senza sanzioni

Il decreto PNRR 2, il cui testo è atteso in Gazzetta Ufficiale, introduce diverse misure sul panorama del fisco e del lavoro.

Tra queste le sanzioni POS per chi rifiuta i pagamenti con carte e bancomat a partire dal prossimo 30 giugno.

Ci sono poi in programma la creazione di un portale per il contrasto al lavoro nero, con un’unica banca dati con le informazioni delle attività di vigilanza di INL, INPS, INAIL e di GdF e Carabinieri.

In tema di fattura elettronica viene esteso l’obbligo ai contribuenti in regime forfettario con ricavi o compensi superiori a 25.000 euro a partire dal prossimo 1° luglio.

Proprio su questo tema l’INT diffonde le proprie richieste, attraverso il comunicato stampa del 15 aprile 2022.

Prima di avanzare proposte l’INT chiarisce di attendere il testo che verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Tuttavia lo stesso istituto mette in evidenza la possibilità di un intervento discriminatorio per soggetti che non sono strutturati, a prescindere dall’ammontare dei ricavi dichiarati.

Sul tema, il presidente dell’INT Riccardo Alemanno ha spiegato quanto segue:

“Attendiamo di vedere il testo definitivo del decreto che introduce l’obbligo di fatturazione elettronica anche per i contribuenti in regime forfettario, che abbiamo sostenuto e che condividiamo, ma le bozze visionate contengono differenziazioni che comportano complicazioni e confusione nonché una discriminazione tra soggetti che se applicano il regime forfettario non sono certo strutturati, indipendentemente dai ricavi dichiarati. Allora perché 25 mila euro e non 26 o 30 mila? Ritengo che, in ambito fiscale, si debba evitare di porre paletti la cui rigidità comporta inevitabilmente discriminazioni. Bisogna inoltre evitare di introdurre modifiche a un regime fiscale in corso d’anno, per questo nei prossimi giorni chiederemo al Governo e al Parlamento la non applicazione delle sanzioni per tutto il secondo semestre 2022 e non come attualmente sembrerebbe normato solo su base mensile per il primo trimestre di applicazione, portando quindi l’obbligatorietà a regime dal 1° gennaio 2023.”

La prima richiesta è quindi quella di prevedere un semestre senza sanzioni, portando di fatto l’obbligatorietà al 1° gennaio 2023.

La richiesta, che neutralizzerebbe le novità del decreto PNRR 2, è motivata dalla necessità di non cambiare le regole relative al regime fiscale nel corso dell’anno.

Fattura elettronica ai forfettari: necessaria la semplificazione

L’Istituto nazionale tributaristi ribadisce, inoltre, l’esigenza di modificare il quadro della normativa nell’ottica della semplificazione fiscale.

A riguardo il Presidente Alemanno sottolinea quanto di seguito riportato:

“Purtroppo quello che si deve registrare è che di semplificazione pare che se ne parli soltanto, perché spesso i provvedimenti di carattere fiscale contengono una serie di complicazioni assolutamente evitabili, come si potrebbe fare nel caso in oggetto per l’obbligo di fatturazione elettrica per i forfettari.”

Prima di avanzare proposte su specifici argomenti per correggere il tiro, l’INT attende la pubblicazione del testo del decreto in Gazzetta Ufficiale.

Se le prime indicazioni venissero confermate dal testo definitivo, potrebbero essere suggerite modifiche.

In merito, nel comunicato si sottolinea quanto segue:

“tutto ciò si potrebbe evitare se le rappresentanze degli intermediari fiscali abilitati, quelli che effettivamente nella quotidianità vivono le problematiche dei contribuenti, fossero interpellate prima di emanare norme in ambito fiscale.”

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