Fattura elettronica europea, la proposta INT alla Commissione UE sull’IVA nell’era digitale

Tommaso Gavi - IVA

Fattura elettronica europea, la proposta dell'INT in occasione della consultazione pubblica sull'IVA nell'era digitale della Commissione europea. Oltre alla lotta all'evasione fiscale servono la semplificazione degli adempimenti per imprese e contribuenti e un'armonizzazione normativa.

Fattura elettronica europea, la proposta INT alla Commissione UE sull'IVA nell'era digitale

Fattura elettronica europea, l’Istituto nazionale tributaristi invia un contributo alla Commissione UE sull’IVA nell’era digitale.

Le proposte dell’INT sono sintetizzate nel comunicato stampa del 7 febbraio 2022.

Oltre alla lotta all’evasione fiscale, l’associazione di rappresentanza professionale sottolinea l’importanza di agire nell’ottica della semplificazione degli adempimenti per imprese e contribuenti.

L’INT auspica, inoltre, l’omogeneità normativa all’interno dell’Unione europea in materia di IVA e di fatturazione elettronica.

Fattura elettronica europea, la proposta dei tributaristi alla Commissione UE

La fattura elettronica europea è una delle proposte avanzate dall’Istituto nazionale tributaristi nell’ambito della consultazione pubblica sull’IVA nell’era digitale.

A raccogliere i suggerimenti dell’INT è il comunicato stampa del 7 febbraio 2022.

L’associazione di rappresentanza professionale esprime apprezzamento per il piano d’azione della Commissione europea e suggerisce implementazioni.

Oltre alla necessità di utilizzare la tecnologia digitale nell’ottica della lotta all’evasione, non si deve tralasciare la semplificazione degli adempimenti per imprese e contribuenti.

L’Istituto sottolinea, infatti, che il digitale deve “semplificare i rapporti commerciali intracomunitari riducendo gli adempimenti burocratici.”

Gli obiettivi della Commissione sono necessari per armonizzare l’imposta sul valore aggiunto e gli adempimenti tra i paesi dell’Unione europea.

Tra i principali obblighi ci sono:

  • gli obblighi di dichiarazione IVA e la fatturazione elettronica;
  • il trattamento dell’IVA per l’economia delle piattaforme;
  • la partita IVA unica nell’UE.

Fattura elettronica europea: le dichiarazioni del presidente INT Riccardo Alemanno

In tema di IVA e di fatturazione elettronica all’interno dell’Unione europea, l’INT mette in evidenza la necessità di un quadro normativo uniforme.

Sul tema, il presidente dell’INT, Riccardo Almenno, sottolinea quanto riportato di seguito:

“I sistemi digitali applicati alla fiscalità possono sicuramente avere grande efficacia sia in termini di lotta all’evasione sia di semplificazione. Occorre però che a monte dell’utilizzo di tali strumenti informatici si attui una politica di omogeneità delle norme all’interno dell’Unione europea, in particolare su aliquote IVA e fatturazione elettronica. Pertanto si è assolutamente d’accordo sull’introduzione di una partita IVA europea e si auspica che quanto prima si possa avere anche un’unica piattaforma digitale per la gestione degli scambi intracomunitari.”

L’uniformità a livello normativo faciliterebbe anche le operazioni commerciali all’interno dell’Unione europea.

Una modifica in tal senso avrebbe quindi effetti positivi anche sui contribuenti e sui consumatori, come sottolinea Riccardo Alemanno:

“È evidente che l’introduzione di sistemi digitali in ambito fiscale possa produrre il massimo beneficio e apportare una semplificazione effettiva degli adempimenti, solo se le attuali normative saranno riformate e adattate all’era digitale. È necessario in ambito IVA arrivare gradualmente ad aliquote armonizzate per evitare difformità negli scambi commerciali dei Paesi membri e semplificarne gli aspetti burocratici ed amministrativi. Nell’immediato si potrebbe già attuare l’obbligo di fatturazione elettronica b2b e b2c che, oltre a contribuire alla riduzione dell’evasione dell’IVA, semplificherebbero lo scambio di documentazione evitando una serie di adempimenti che attualmente gravano sulle attività produttive e conseguentemente sui consumatori.”

Un ultimo aspetto, che viene messo in risalto nel contributo dell’INT è la sicurezza nella gestione dei dati.

Nella parte finale del contributo viene infatti messo in evidenza quanto segue:

“quando il dato è richiesto per adempimenti obbligatori è necessaria, ferma restando la massima applicazione di strumenti anti intrusione delle piattaforme digitali, una revisione specifica nell’ambito delle norme sulla privacy, a partire dai Paesi membri per poi arrivare ad indicazioni univoche a livello comunitario (cybersecurity dell’Unione). L’auspicio è che quanto proposto dalla Commissione europea al Parlamento comunitario, circa la sottoscrizione di una dichiarazione di diritti e principi che guidino in modo condiviso la trasformazione digitale all’interno dell’Unione europea, si inserisca nel contesto degli scambi commerciali di beni e servizi per salvaguardare i dati e la privacy, ma senza creare ulteriori aggravi di adempimenti burocratici.”

In parallelo, l’INT sottolinea la necessità per il legislatore italiano di rendere operative le misure previste nella Legge Delega della riforma fiscale.

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