Errori comunicazione cessione del credito, cosa fare se si scoprono dopo il termine per la correzione?

Tommaso Gavi - Dichiarazioni e adempimenti

Errori comunicazione cessione del credito, se vengono scoperti dopo il termine per l'annullamento della comunicazione e l'invio di una nuova comunicazione corretta, si dovrà seguire le istruzioni di una circolare ad hoc, che verrà pubblicata dall'Agenzia delle Entrate. Le anticipazioni arrivano nel corso di Telefisco 2022 del 15 giugno.

Errori comunicazione cessione del credito, cosa fare se si scoprono dopo il termine per la correzione?

Errori comunicazione cessione del credito, cosa deve fare chi scopre che la comunicazione è sbagliata dopo il termine per la correzione?

A rispondere è l’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2022 del 15 giugno 2022, l’appuntamento organizzato da Il Sole 24 Ore.

Nelle risposte ai quesiti degli esperti, l’Amministrazione finanziaria fa sapere che verrà pubblicata una specifica circolare a riguardo.

Nel caso di errori formali, che non incidono sull’importo della detrazione, non si perde il diritto alla stessa.

Nel caso di errori sostanziali, si dovrà seguire le specifiche indicazioni che saranno fornite nel futuro documento di prassi.

Errori comunicazione cessione del credito, cosa fare se si scoprono dopo il termine per la correzione?

Tra i chiarimenti arrivati nel corso di Telefisco 2022 del 15 giugno, il convegno organizzato da Il Sole 24 Ore, alcuni riguardano la cessione del credito e lo sconto in fattura del superbonus e degli altri bonus edilizi.

Nello specifico, le delucidazioni si riferiscono ad errori nella comunicazione relativa alla scelta delle opzioni previste dall’articolo 121 del Decreto Rilancio.

Cosa succede se chi intende cedere l’importo spettante si accorge di errori dopo il termine per la correzione o dopo che il soggetto che deve acquisire il credito ha già confermato l’opzione attraverso la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate?

A fornire le istruzioni sul termine di rettifica per la comunicazione relativa alla cessione del credito e allo sconto in fattura è il provvedimento dell’Amministrazione finanziaria dello scorso 3 febbraio 2022.

Il documento di prassi, in relazione alla modalità di esercizio dell’opzione, al punto 4.7 prevede quanto di seguito riportato:

“La Comunicazione può essere annullata entro il quinto giorno del mese successivo a quello di invio, pena il rifiuto della richiesta. Entro lo stesso termine, può essere inviata una Comunicazione interamente sostitutiva della precedente; altrimenti, ogni Comunicazione successiva si aggiunge alle precedenti.”

Il provvedimento, tuttavia, non chiarisce cosa fare nel caso in cui ci si renda conto dell’errore successivamente, ossia quando la scadenza per l’annullamento della comunicazione e l’invio di una nuova comunicazione è scaduta.

A fornire la risposta sarà, come anticipato dall’Agenzia delle Entrate nel corso di Telefisco 2022, una nuova circolare che sarà pubblicata in futuro.

Errori formali e sostanziali nella comunicazione della cessione del credito o dello sconto in fattura

Nel caso di errori nella comunicazione delle opzioni della cessione del credito o dello sconto in fattura, scoperte dopo il termine del giorno 5 del mese successivo a tale comunicazione, si dovrà seguire le istruzioni che saranno fornite da una successiva circolare dell’Agenzia delle Entrate.

Tale documento di prassi prenderà in considerazione i casi di errori più frequenti.

Verranno fornite indicazioni in due casi:

  • nell’ipotesi di errori formali;
  • nell’ipotesi di errori sostanziali.

Il primo caso riguarda quegli errori che non incidono sull’importo del credito, ad esempio errori relativi a dati catastali, SAL e tipologia di cessionari.

In questo caso il contribuente non vedrà precluso l’accesso all’agevolazione ma le correzioni devono in ogni caso essere segnalate all’Agenzia delle Entrate.

Diverso è invece il caso di errori sostanziali, ovvero quelli che incidono sulla determinazione dell’importo.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate, in prossima pubblicazione, fornirà le istruzioni da seguire per i più frequenti casi di errori sostanziali.

I contribuenti in questione dovranno quindi attendere il successivo documento di prassi, che conterrà le indicazioni da seguire per la regolarizzazione degli errori.

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