Dividendi: stop al regime transitorio dal 2023

Emiliano Marvulli - Imposte

Tassazione del 26 per cento per i dividendi relativi a partecipazioni qualificate distribuiti dal 1° gennaio 2023, anche in caso di delibera assembleare precedente a tale data. Questo l'orientamento dell'Agenzia delle Entrate contenuto nella risposta all'interpello n. 454/2022.

Dividendi: stop al regime transitorio dal 2023

Ai dividendi relativi a partecipazioni qualificate, detenute da persone fisiche fuori dal regime di impresa, distribuiti a partire dal 1° gennaio 2023 si applica la ritenuta a titolo imposta o l’imposta sostitutiva nella misura del 26 per cento, anche se la relativa delibera assembleare è intervenuta prima di tale data.

Questa la conclusione assunta dall’Amministrazione finanziaria con la Risposta a Interpello n. 454 del 16 settembre 2022, sul regime “transitorio” di tassazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria derivanti da partecipazioni qualificate.

Tassazione dei dividendi degli anni precedenti: è necessario verificare l’anno di formazione degli utili e la data della delibera

L’istante è una società di capitali il cui capitale è detenuto in parti uguali da tre soci persone fisiche.

La società ha espresso la volontà di convocare un’assemblea dei soci entro il 31 dicembre 2022, per deliberare la distribuzione degli utili formatisi precedentemente al 2007 e accantonati a riserva.

La ratio di tale scelta è di consentire ai soci di fruire del regime transitorio per le distribuzioni di utili, formati precedentemente al 31 dicembre 2017, deliberate entro il 31 dicembre 2022, previsto dai commi da 999 a 1006 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che ha modificato il regime di tassazione dei redditi derivanti dalle partecipazioni “qualificate”.

Trattandosi di somme elevate, la società istante ha rappresentato che la distribuzione avverrà in diverse tranche da ripartire in più anni, anche dopo il 2022.

La soluzione prospettata dal contribuente è nel senso di ritenere che la distribuzione ai soci delle riserve di utili presenti in bilancio possa rientrare in toto nel regime transitorio introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, in quanto la delibera di distribuzione avverrebbe entro la data del 31 dicembre 2022, e ciò quand’anche la distribuzione sia successiva.

Di conseguenza i dividendi concorrerebbero alla formazione della base imponibile ai fini IRPEF dei soci non imprenditori, nella misura del 40 per cento dell’importo deliberato ai sensi del regime vigente ratione temporis, e non sarebbero invece assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta nella misura del 26 per cento da parte della stessa società.

Agenzia delle Entrate - risposta all’interpello n. 454 del 16 settembre 2022
Distribuzioni di utili - regime transitorio

Il regime di tassazione dei dividendi - Il regime di tassazione dei dividendi, relativi a partecipazioni qualificate, percepiti dalle persone fisiche fuori dal regime di impresa di cui all’art. 67, co. 1 lett. c) del TUIR è stato modificato dalla Legge di bilancio 2018.

Prima della modifica normativa, quindi fino al 31.12.2017, gli utili da partecipazioni qualificate non percepiti nell’esercizio di impresa commerciale, concorrevano alla formazione del reddito complessivo del socio persona fisica con una imponibilità parziale, legata alle variazioni delle aliquote IRES, nella misura del:

  • 40 per cento per gli utili prodotti sino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007;
  • 49,72 per cento per gli utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 e sino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016;
  • 58,14 per cento per gli utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 e sino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017.

Con le modifiche della Legge di bilancio 2018, tali utili devono essere tassati alla fonte nella misura del 26 per cento, con applicazione della ritenuta a titolo d’imposta o dell’imposta sostitutiva.

Il parere dell’Agenzia delle entrate - Il tema al centro del quesito proposto dalla società istante riguarda, in particolare, la decorrenza delle nuove disposizioni.

A riguardo il comma 1005 dell’art. 1 della legge n. 205/2017, stabilisce che le stesse:

“si applicano ai redditi di capitali percepiti a partire dal 1° gennaio 2018 ed ai redditi diversi realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2019”.

Il successivo comma 1006 prevede l’applicazione di un regime transitorio che, in deroga a tale principio generale, statuisce che,

“alle distribuzioni di utili derivanti da partecipazioni qualificate in società ed enti soggetti all’imposta sul reddito delle società formatesi con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, deliberati dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022”,

continua ad applicarsi il regime di tassazione preesistente, per cui i dividendi concorrono alla formazione del reddito del percettore.

In buona sostanza le società di capitali dispongono del periodo dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022 per applicare le disposizioni previgenti alle distribuzioni di riserve di utili, maturati fino al 31 dicembre 2017.

La ratio del regime transitorio è di salvaguardare, per un periodo di tempo limitato, il regime fiscale degli utili formati in periodi d’imposta precedenti rispetto all’introduzione del nuovo regime fiscale, alla duplice condizione che si tratti di utili formatisi fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, la cui delibera sia intervenuta prima del 31 dicembre 2022.

Con la risposta in commento l’Agenzia delle entrate ha espresso la propria posizione riguardo al regime applicabile nel caso in cui gli utili, formatisi prima del 2017 e la cui delibera di distribuzione a favore del socio-persona fisica sia effettuata entro il 31 dicembre 2022, siano distribuiti successivamente a tale data.

A parere dell’Amministrazione finanziaria, che sul punto richiama quanto chiarito nella Ris. n. 56/E del 2019, l’individuazione normativa dell’arco temporale di vigenza del regime transitorio e l’applicazione del principio di cassa, previsto per la tassazione del dividendo in capo al socio,

“porta a ritenere che per i dividendi percepiti a partire dal 1° gennaio 2023 relativi a partecipazioni qualificate si applica la ritenuta a titolo imposta o l’imposta sostitutiva nella misura del 26 per cento.”

Ne deriva che le riserve di utili distribuite successivamente al 31 dicembre 2022 devono essere assoggettate dalla società a ritenuta a titolo d’imposta nella misura del 26 per cento ai sensi dell’art. 27, co. 1 del D.P.R. 600/1973.

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