Verso un Decreto Aiuti quater? Tra bonus e agevolazioni, il caro energia ha già un prezzo di 55 miliardi di euro

Rosy D’Elia - Fisco

Mentre sta per formarsi un nuovo Governo, si parla della possibilità di un nuovo Decreto Aiuti. Tra bonus, tagli ai costi e altre agevolazioni, il caro energia per il 2022 ha già avuto un prezzo di 55 miliardi circa. Una panoramica delle risorse stanziate in attesa di conoscere le scelte future per fronteggiare la crisi energetica.

Verso un Decreto Aiuti quater? Tra bonus e agevolazioni, il caro energia ha già un prezzo di 55 miliardi di euro

Il nuovo Governo non si è ancora formato, ma le urgenze che dovrà affrontare sono già in attesa di risposte: uno dei primi atti del prossimo Esecutivo potrebbe, e dovrebbe, essere un quarto decreto Aiuti per far fronte alla crisi energetica, in linea di continuità con i precedenti.

Tra bonus 200 euro, tagli alle spese e crediti d’imposta, il caro energia per il 2022 è costato già 55 miliardi di euro e 6 provvedimenti emergenziali. Sono questi i dati che emergono dal Dossier redatto dalla Camera che analizza i primi 9 mesi dell’anno.

Una panoramica sulle misure approvate: il nuovo Governo le cambierà o le replicherà? Difficile stabilirlo ora, ma certamente dovrà usarle come punto di partenza.

Si parla di un Decreto Aiuti quater, il caro energia è costato già 55 miliardi tra bonus e tagli ai costi

Se il 2020 sarà ricordato come l’anno del Covid, il 2022 senza dubbio resterà impresso per il caro energia e la guerra delle Russia contro l’Ucraina.

La strategia di contrappeso all’aumento dei prezzi di elettricità, gas e carburante per il 2022 ha preso vita dalla Legge di Bilancio discussa negli ultimi mesi dello scorso anno.

Ma col passare dei mesi la necessità di intervenire con nuovi strumenti e agevolazioni è diventata sempre più forte tanto che anche l’UE a marzo ha approvato un nuovo Quadro Temporaneo di Aiuti di Stato legato alla crisi geopolitica ed energetica per permettere ai singoli Paesi di mettere in campo misure di sostegno.

“Con riferimento all’esercizio 2022, gli effetti finanziari delle misure adottate fino al 30 settembre 2022 ammontano, in termini di indebitamento netto sul 2022, a circa 55 miliardi di euro”.

Si legge nel Dossier Effetti finanziari delle misure adottate nel 2022 contro il “caro energia” pubblicato dalla Camera il 5 ottobre 2022.

È stato questo il prezzo da pagare per il caro energia nei primi mesi del 2022.

La fetta più grande è stata impiegata per tagliare la spesa per elettricità, gas e carburante: ben 40,97 miliardi sono stati stanziati per ridurre direttamente i costi.

Solo una piccola parte, circa 14,04 miliardi di euro, è stata spesa per erogare degli aiuti direttamente a lavoratori e lavoratrici, famiglie e imprese, anche per processi di conversione energetica e di miglioramento della loro efficienza energetica.

Verso un Decreto Aiuti quater? Tagli dei costi, bonus e agevolazioni: le misure approvate fino ad ora

Le misure di contrasto al caro energia hanno preso forma in sei diversi provvedimenti emergenziali che si sono aggiunti alla Legge di Bilancio 2022 e hanno accompagnato i tre quarti dell’anno che siamo lasciati alle spalle.

Di seguito una panoramica degli interventi.

Ambito di interventoTipologia di aiutiRisorse
Contenimento della spesa per elettricità annullamento degli oneri generali per il settore elettrico 9,02 miliardi di euro
crediti di imposta per le imprese energivore a parziale compensazione
dei maggiori costi della materia energia
4,91 miliardi di euro
crediti di imposta per le altre imprese a parziale compensazione dei
maggiori costi della materia energia
5,28 miliardi di euro
Contenimento della spesa per il gas riduzione degli oneri generali di sistema gas 3,08 miliardi di euro
riduzione dell’IVA sul gas metano 2,49 miliardi di euro
crediti di imposta per le imprese gasivore a parziale a compensazione
dei maggiori costi del gas
5,15 miliardi di euro
crediti di imposta per le altre imprese a parziale compensazione dei
maggiori costi del gas
1,88 miliardi di euro
povertà energetica Potenziamento dei bonus sociali 2,81 miliardi di euro
contenimento del costo di tutte le utenze detassazione benefit aziendali per il pagamento delle utenze 86 milioni di euro
fondi per compensare i maggiori costi delle utenze di enti religiosi, no
profit o luoghi di cultura
210 milioni di euro
contenimento dei costi di carburanti e trasporti riduzione temporanea delle accise e dell’IVA sui carburanti 4,51 miliardi di euro
crediti di imposta per l’acquisto di carburanti e altre misure di sostegno
all’autotrasporto
652 milioni
crediti di imposta per l’acquisto di carburante nei settori agricolo e della
pesca
541 milioni di euro
detassazione di buoni carburanti riconosciuti ai dipendenti 9,9 milioni
di euro
bonus per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico 190 milioni di euro
fondi per l’acquisto di carburante da parte di operatori che erogano servizi
di trasporto
155 milioni di euro

Accanto agli aiuti direttamente collegati al caro energia, è stato necessario prevedere fondi anche per sostenere le imprese in difficoltà con misure per garantire la liquidità e l’efficienza energetica e promuovere la conversione produttiva e sostenere l’offerta di servizi.

Tagli dei costi, bonus e agevolazioni: le misure approvate come punto di partenza per un nuovo decreto

La necessità di mettere in campo una mole di risorse così importante deriva dall’universalità della questione energetica: ancor più del Covid, l’aumento dei prezzi ha riguardato, anche se in maniera e in misura diversa, tutte le cittadine e tutti i cittadini.

L’introduzione del bonus 200 euro con il DL Aiuti nasce per “aiutare le famiglie” e limitare “i rischi di ulteriori aumenti di inflazione”. Sono queste le parole con cui Mario Draghi ha presentato la novità.

Insieme agli altri aiuti nati per tutelare il poter d’acquisto, l’indennità non trova la sua origine direttamente nel caro energia ma senza dubbio ne è una diretta conseguenza. E, come per i crediti d’imposta e le altre agevolazioni, un intervento non è bastato: con il Decreto Aiuti ter è stato messo in campo un nuovo bonus di 150 euro per lavoratrici e lavoratori, pensionati e pensionate e per chi percepisce prestazioni sociali.

In totale le risorse impiegate ammontano a 12,49 miliardi di euro.

Tipologia di aiutiRisorse
Bonus 150 e 200 euro a lavoratori, pensionati e percettori di prestazioni sociali (NASpI, DISS-COLL, RdC) 9,88 miliardi di euro
riduzione degli oneri contributivi per i lavoratori subordinati 1,17 miliardi
di euro
anticipazione del conguaglio e la parziale anticipazione della rivalutazione delle
pensioni
1,45 miliardi di euro

Qualsiasi siano le scelte particolari del prossimo Governo, per la definizione di un nuovo Decreto Aiuti si partirà necessariamente dai dati riepilogati dal dossier della Camera che riporta il costo sostenuto nel 2022 per far fronte al caro vita e le voci di spesa con cui si è provato a contrastarlo.

Gli effetti dei 55 miliardi di euro sono ancora in corso: una buona parte delle risorse stanziate per i bonus 150 e 200 euro devono ancora essere erogati e molte delle agevolazioni riducono i costi per tutto il quarto trimestre.

Ma la crisi energetica non è finita, tutt’altro. Alle porte c’è un altro inverno che si potrà affrontare solo con altrettanti bonus, tagli e agevolazioni e con ulteriori risorse. E questa è una delle priorità massime di cui il prossimo Governo dovrà tenere conto.

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