Credito di imposta mancata partecipazione a fiere ed eventi, non solo per le PMI

Rosy D’Elia - Imposte

Credito di imposta mancata partecipazione a fiere ed eventi, non solo per le PMI: con la legge di conversione del Decreto Rilancio, a un passo dall'ok definitivo, si amplia ulteriormente la potenziale platea dell'agevolazione pari al 30% delle spese sostenute. Tra i soggetti destinatari anche gli operatori del settore fieristico. Ma manca ancora il decreto attuativo originario.

Credito di imposta mancata partecipazione a fiere ed eventi, non solo per le PMI

Credito di imposta mancata partecipazione a fiere ed eventi, non solo per le PMI: l’agevolazione nata lo scorso anno con il Decreto Crescita continua ad evolversi a causa dell’emergenza coronavirus.

Grazie alle ultime modifiche introdotte con la legge di conversione del Decreto Rilancio, a un passo dall’ok definitivo, diventa accessibile anche per le imprese diverse dalle PMI e per gli operatori del settore fieristico.

La platea di potenziali beneficiari si amplia con un paradosso: manca ancora il decreto attuativo originario, atteso circa un anno fa.

L’articolo 49 del DL numero 34 del 2019 ha introdotto un tax credit pari al 30% delle spese sostenute per la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore svolte all’estero fino a un massimo di 60.000 euro con l’obiettivo di dare uno slancio all’internazionalizzazione delle PMI italiane.

Con la crisi epidemiologica che ha colpito tutto il mondo, gli eventi internazionali hanno subito uno stop totale che ha imposto la necessità di una revisione dell’agevolazione per il 2020.

Credito di imposta mancata partecipazione a fiere ed eventi, non solo per le PMI

Il Decreto Liquidità è intervenuto sul tema per adeguare all’attualità il bonus introdotto nel 2019: con l’articolo 12 bis, il credito d’imposta per la partecipazione di PMI a fiere internazionali, infatti, si è trasformato in un credito di imposta per la mancata partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali internazionali.

Nel testo si legge:

“Il credito d’imposta di cui all’articolo 49 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58, spetta, per l’anno 2020, anche per le spese sostenute dalle imprese per la partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali all’estero che siano state disdette in ragione dell’emergenza legata alla situazione epidemiologica in atto”.

Con la conversione in legge del Decreto Rilancio, il cui iter sta per concludersi al Senato, si fa un ulteriore passo avanti:

  • le risorse a disposizione vengono incrementate di 30 milioni di euro;
  • i nuovi fondi a disposizione sono destinati a imprese diverse dalle piccole e medie imprese e agli operatori del settore fieristico per i danni prodotti dall’annullamento o dalla mancata partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali in Italia.

A stabilirlo è l’articolo 46 bis del testo che dovrà ottenere l’ok definitivo entro la scadenza del 18 luglio.

Una novità, quindi, che amplia la platea di potenziali beneficiari del credito di imposta per mancata partecipazione a fiere ed eventi internazionali annullati a causa del coronavirus.

Credito di imposta mancata partecipazione a fiere ed eventi: manca ancora il decreto attuativo originario

Regole, importi e tipologie di spese che danno diritto all’agevolazione restano quelle indicate dal Decreto Crescita all’articolo 49. Oltre alle modifiche sui potenziali beneficiari, la novità per il 2020 è che l’agevolazione è applicabile anche in caso di eventi annullati.

Le PMI, le imprese diverse dalle PMI e gli operatori del settore fieristico hanno diritto a un credito di imposta pari al 30% per le seguenti spese fino a un massimo di 60.000 euro:

  • spese per l’affitto degli spazi espositivi e per il loro allestimento;
  • spese per le attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione connesse alla partecipazione.

Resta, in ogni caso, un paradosso: mentre la normativa sul bonus fiere ed eventi internazionali si evolve e tiene il passo con i tempi, l’agevolazione è ancora inaccessibile perché il primo decreto attuativo del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, che avrebbe dovuto stabilire tipologie di spese nel dettaglio e procedure da seguire, non è stato ancora emanato.

La scadenza era prevista per il 30 giugno 2019: l’attuazione della misura resta ferma, ma la platea di potenziali beneficiari si amplia.

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