Nel DL fiscale il piano per salvare le domande di accesso al bonus Transizione 5.0: un credito d'imposta per le imprese che hanno richiesto l'agevolazione e un tavolo di confronto
Con il decreto fiscale arriva un credito d’imposta per le imprese che hanno richiesto il bonus Transizione 5.0, ma non l’hanno ottenuto per mancanza di risorse disponibili.
Nel giro di un mese il GSE, Gestore dei Servizi Energetici, dovrà comunicare alle aziende interessate e all’Agenzia delle Entrate l’importo disponibile.
Nel frattempo il Governo annuncia anche l’avvio di un tavolo di confronto con le categorie interessate.
Decreto fiscale: a chi spetta il credito d’imposta per salvare Transizione 5.0
Per ora in campo ci sono 537 milioni di euro per erogare il nuovo credito d’imposta introdotto e salvare il bonus Transizione 5.0. Entro questo limite di spesa saranno concesse le agevolazioni alle imprese interessate.
I fondi arrivano dal fondo di 1,3 miliardi di euro istituito dalla Legge di Bilancio per rifinanziare Industria 4.0.
Questa misura di compensazione spetterà alle imprese che hanno presentato le comunicazioni previste dal meccanismo agevolativo di Transizione 5.0 con esito positivo dal GSE sui requisiti di ammissibilità degli investimenti effettuati.
L’agevolazione prevista dal piano, finalizzato alla transizione dei processi di produzione verso un modello più efficiente e sostenibile, si calcola in base al valore degli investimenti e alla riduzione dei consumi energetici che derivano dalle innovazioni introdotte.
| Quote di investimento | Riduzione dei consumi energetici | Credito d’imposta |
|---|---|---|
| Fino a 10 milioni di euro | Struttura produttiva: 3-6% - Processo: 5-10% | 35% |
| Struttura produttiva: 6-10% - Processo: 10-15% | 40% | |
| Struttura produttiva: oltre 10% - Processo: oltre 15% | 45% | |
| Oltre 10 milioni e fino al limite max di 50 milioni | Struttura produttiva: 3-6% - Processo: 5-10% | 5% |
| Struttura produttiva: 6-10% - Processo: 10-15% | 10% | |
| Struttura produttiva: oltre 10% - Processo: oltre 15% | 15% |
Decreto fiscale, come funziona il credito d’imposta per le imprese che hanno chiesto Transizione 5.0
Come stabilito dall’articolo 8 del DL n. 38 del 2026, il credito d’imposta sarà pari al 35 per cento dell’importo richiesto nella comunicazione inviata per accedere all’agevolazione sugli investimenti relativi agli allegati A e B annessi alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, aumentato delle spese sostenute per adempiere agli obblighi di certificazione.
Stando alla previsione normativa, la novità dovrebbe diventare concreta in tempi brevi: entro il 30 aprile 2026 il GSE dovrà comunicare alle imprese interessate il valore effettivo del credito d’imposta che si può utilizzare in compensazione, informando poi anche l’Agenzia delle Entrate.
Trascorsi cinque giorni dalla comunicazione, le imprese potranno utilizzare il bonus legato agli investimenti Transizione 5.0 tramite il modello F24 entro la scadenza del 31 dicembre 2026.
Al più tardi, quindi, a partire dai primi di maggio le aziende potranno beneficiare della novità prevista dal decreto fiscale. Nel frattempo non si escludono ulteriori soluzioni nel corso dell’iter di conversione in legge del provvedimento.
Insieme alla notizia del credito d’imposta, il Governo ha anche anticipato la volontà di aprire un confronto con le categorie interessate con l’obiettivo di “valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive che si rendano disponibili, anche alla stregua delle osservazioni che saranno ricevute sull’ordine di priorità per il loro utilizzo”.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Arriva il credito d’imposta per “salvare” il bonus Transizione 5.0: novità nel DL fiscale