Le novità della Manovra sui controlli che riguardano le fatture dei professionisti alla PA sono da abrogare: a ribadire la richiesta il presidente del Consiglio Nazionale dei Commercialisti de Nuccio
Continuano a far discutere le novità sui controlli da parte della Pubblica Amministrazione sulle fatture dei professionisti che sono state inserite nella Manovra, nonostante la revisione del meccanismo previsto in principio e l’applicazione a partire da giugno 2026.
A tornare sul tema per ribadire la necessità di eliminare la norma è il presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Elbano de Nuccio, durante l’evento Telefisco 2026 organizzato dal quotidiano Il Sole 24Ore il 5 febbraio.
Secondo il numero uno del CNDCEC, le motivazioni alla base della richiesta sono tre:
- è discriminatoria nei confronti dei professionisti: l’esigenza di accelerare la riscossione non può riguardare soltanto una determinata categoria di cittadini;
- non prevede soglie minime per l’applicazione: anche pochi euro di debito bloccano gli accrediti;
- prevede una procedura diretta: “la nuova norma salta il passaggio del pignoramento da parte dell’Agente della riscossione, consentendo all’ente pubblico di eseguire il pagamento direttamente all’Agente”.
Controlli sulle fatture dei professionisti, de Nuccio: norma da abrogare
Stando alla normativa in vigore, così come modificata dalla Legge di Bilancio 2026, dal 15 giugno 2026 la presenza di una o più cartelle di qualsiasi importo, anche di un euro, farà scattare una procedura di compensazione tra quello che il professionista deve dare e quello che deve ricevere.
Se l’importo della fattura è superiore al debito, la Pubblica Amministrazione è chiamata a corrispondere una parte del compenso alla Riscossione “fino a concorrenza del debito risultante dalla verifica” e la cifra restante al professionista.
In caso di debiti di importi più alti, si blocca l’intero pagamento da parte della PA.
Il controllo serrato e lo stop sugli accrediti, quindi, non riguarderà più solo gli importi superiori a 5.000 euro, come previsto attualmente, ma sarà a tappeto, toccando anche i rimborsi per il gratuito patrocinio.
“Già in sede di audizione parlamentare ne abbiamo chiesto l’abrogazione sia perché discriminatoria, in quanto impone una stretta sui pagamenti della PA unicamente nei confronti dei professionisti, sia perché non prevede una soglia minima dei pagamenti dovuti e dei debiti fiscali e contributivi scaduti, oltre la quale doverla applicare. Dal prossimo 15 giugno, quindi, anche un debito scaduto di pochi euro permetterà alle amministrazioni pubbliche di bloccare il pagamento anche di poche centinaia di euro nei confronti dei soli professionisti”.
Ha sottolineato de Nuccio, riportando il tema sotto i riflettori: per ora, però, resta in campo la data spartiacque di metà giugno che determina il passaggio al nuovo regime.
| Pagamento dalle fatture alla PA | Verifica della situazione del professionista |
|---|---|
| Fino a 5.000 euro (regola valida per i redditi di lavoro autonomo) | In presenza di cartelle, versamento degli importi dovuti alla Riscossione e pagamento dell’eventuale importo residuo al professionista |
| Oltre i 5.000 euro | Blocco del pagamento in presenza di cartelle pari o superiori a 5.000 euro |
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Controlli sulle fatture dei professionisti, de Nuccio: norma da abrogare