Controlli Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza su evasione internazionale

Tommaso Gavi - Fisco

Controlli Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, con il provvedimento congiunto del 21 luglio 2020 continua il contrasto all'evasione fiscale internazionale. Intermediari e altri operatori finanziari dovranno fornire i dati richiesti relativi alle operazioni da e verso l'estero di somme pari o superiori a 15.000 euro.

Controlli Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza su evasione internazionale

Controlli Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, il 21 luglio 2020 il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, firma il provvedimento per il contrasto all’evasione fiscale internazionale.

L’obiettivo è quello di continuare la collaborazione nella lotta ai fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero.

Con il nuovo documento, il Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate e i Reparti Speciali della Guardia di Finanza hanno la possibilità di richiedere agli intermediari e agli altri operatori finanziari le informazioni relative alle operazioni da e verso l’estero di importo pari o superiore a 15.000 euro.

Tra le altre informazioni può essere richiesta l’identità dei titolari effettivi delle specifiche operazioni con l’estero, anche per contribuenti ed operatori obbligati agli adempimenti antiriciclaggio.

Tra gli altri aspetti presi in considerazione dal provvedimento ci sono le modalità tecniche di trasmissione e ricezione delle richieste e delle relative risposte.

Controlli Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza sull’evasione internazionale: Ruffini firma il provvedimento

I controlli dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza per il contrasto all’evasione fiscale internazionale si fanno più serrati grazie al provvedimento firmato il 21 luglio 2020 dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini.

Agenzia delle Entrate - Provvedimento del 21 luglio 2020
Disposizioni di attuazione dell’articolo 2 del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, modificato dall’art. 8 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, riguardanti le modalità e i termini relativi alle richieste di informazioni sulle operazioni intercorse con l’estero, sui rapporti ad esse collegate e sull’identità dei relativi titolari.

La collaborazione nella lotta all’evasione tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza continua.

Con il recente provvedimento viene data la possibilità di richiedere, agli intermediari e agli altri operatori finanziari, le informazioni relative alle operazioni da e verso l’estero di importo pari o superiore a 15.000 euro.

Il Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate e i Reparti Speciali della Guardia di Finanza potranno anche chiedere l’identità dei titolari effettivi delle operazioni con l’estero, anche per contribuenti ed operatori con l’obbligo degli adempimenti antiriciclaggio.

Il provvedimento attua l’articolo 2 del decreto legge 28 giugno 1990, n. 167, relativo al monitoraggio fiscale.

Il documento congiunto sostituisce quello precedente del 2014 e regolamenta anche le modalità tecniche di trasmissione e ricezione delle richieste e delle relative risposte.

Controlli Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza sull’evasione internazionale: i dati da fornire

I controlli dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza hanno l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale a livello internazionale.

Il documento firmato dal direttore Ernesto Maria Ruffini e dal comandante generale della Guardia di Finanza intende coordinare i le attività di controllo, come spiegato nelle motivazioni:

“Con il presente provvedimento congiunto del Direttore dell’Agenzia delle entrate e del Comandante generale della Guardia di finanza sono stabiliti le modalità e i termini relativi alle predette richieste al fine di assicurare il necessario coordinamento e di evitare duplicazioni.”

Gli scambi di informazioni devono avvenire per via telematica: i soggetti interessati sono, infatti, obbligati a comunicare all’Anagrafe tributaria l’indirizzo di posta elettronica certificata, PEC, su cui intendono ricevere la notifica delle richieste.

Le informazioni relative alle operazioni finanziarie con l’estero che saranno richieste sono le seguenti:

  • il periodo temporale di riferimento, di durata massima non superiore a 12 mesi, con l’indicazione delle date di inizio e fine periodo;
  • il codice della causale analitica dell’operazione, individuata tra le causali di cui all’allegato al provvedimento;
  • l’ambito territoriale di riferimento della richiesta, ovvero il Paese estero di riferimento.

Nel caso di richieste nominative dovranno essere forniti anche i dati anagrafici, compreso il codice fiscale del soggetto al quale viene effettuata la richiesta.

Le operazioni di riferimento sono quelle di importo superiore a 15.000 euro, anche nei casi in cui operazioni di importo inferiore appaiono tra loro collegate per realizzare un’operazione frazionata.

Ulteriori elementi informativi richiesti sono i seguenti:

  • la data, la causale, l’importo e la tipologia dell’operazione;
  • l’eventuale rapporto continuativo movimentato ovvero, in caso di operazione fuori conto, l’eventuale presenza di denaro contante;
  • i dati identificativi dei soggetti che dispongono l’ordine di pagamento, in relazione ai clienti dell’intermediario obbligato alla comunicazione;
  • i dati identificativi dei soggetti destinatari dell’ordine di accreditamento, compreso l’eventuale Stato estero di residenza anagrafica;
  • qualora presenti in relazione alle tipologie di operazioni identificate dalle causali di cui all’allegato, i dati identificativi dell’intermediario finanziario e degli altri soggetti esercenti attività finanziaria esteri, compreso lo stato estero di provenienza dei fondi;
  • codice fiscale dell’intermediario finanziario tenuto alla risposta;
  • codice interno della dipendenza (CAB);
  • natura in conto ovvero extraconto dell’operazione;
  • divisa oppure il codice divisa dell’operazione;
  • importo totale dell’operazione espresso in euro;
  • data di registrazione dell’operazione;
  • tipologia della registrazione;
  • identificativo della registrazione;
  • eventuale connessione tra registrazioni.

Il nuovo provvedimento stabilisce i termini per le risposte alle comunicazioni e le modalità di invio dei dati, che devono essere inoltrati secondo l’apposito schema XML.

Dal 1° ottobre 2020 le richieste e le risposte indicate nel provvedimento, nei confronti dei soggetti interessati, sono effettuate esclusivamente in via telematica secondo le regole tecniche specificate.

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