L’incentivo “Staff House” è ai nastri di partenza: dal 2 aprile via libera alla domanda da parte delle imprese turistiche. Previsti contributi a fondo perduto per la riqualificazione di alloggi per i dipendenti
Le imprese turistiche possono fare domanda per i nuovi contributi a fondo perduto a partire dal 2 aprile.
Si tratta dell’incentivo “Staff house” promosso dal Ministero del Turismo e destinato alle attività del settore turistico-ricettivo che decidono di investire nella riqualificazione degli alloggi da destinare ai propri dipendenti.
Per le spese sostenute viene riconosciuto un contributo a fondo perduto in conto capitale.
C’è tempo fino alla scadenza del 5 maggio per presentare la domanda. I moduli si possono già precompilate sul portale di Invitalia.
Staff house: domande dal 2 aprile per i contributi a fondo perduto
Si sblocca la procedura di domanda per il nuovo incentivo “Staff house”, l’agevolazione del Ministero del Turismo che riconosce un contributo a fondo perduto alle imprese del settore turistico-ricettivo che investono per l’ammodernamento degli alloggi da destinare ai propri dipendenti, le cosiddette staff house.
Dopo la pubblicazione del decreto attuativo lo scorso ottobre, la misura prevista dal DL Economia (n. 95/2025) sta per diventare operativa.
L’agevolazione, ricordiamo in sintesi, prevede incentivi per il completamento, la riqualificazione o l’ammodernamento delle staff house destinati ai lavoratori del settore turistico, di bar e ristoranti. È prevista anche un’agevolazione rivolta agli stessi dipendenti, per cui tali immobili dovranno essere affittati con canoni ridotti rispetto al valore medio di mercato.
Ebbene, dal 2 aprile le imprese interessate potranno inviare la domanda per ottenere il contributo spettante sulla base dei 54 milioni di euro stanziati.
La domanda può essere presentata online, attraverso il portale di Invitalia, a partire dalle ore 12.00 del 2 aprile e fino alle 17.00 del 5 maggio 2026. Lo sportello sarà aperto tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle 10.00 alle 17.00.
Il modulo di domanda può già essere precompilato, in relazione alla sezione “Anagrafica e deleghe”, così da essere già pronti all’apertura della finestra di presentazione. Sul sito di Invitalia, nella sezione dedicata all’agevolazione, è disponibile anche un’apposita guida alla compilazione.
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo in conto capitale, calcolato sulle spese ammissibili. L’intensità dell’aiuto varia in base alla tipologia di intervento, alle caratteristiche dell’impresa e del progetto, secondo quanto specificato nel decreto attuativo (DM 18 settembre 2025).
Contributi per la riqualificazione degli alloggi: beneficiari e interventi ammessi al finanziamento
Come anticipato, il contributo spetta alle imprese del settore turistico-ricettivo che intendono ammodernare gli alloggi da destinare ai propri lavoratori.
Non sono previsti limiti dimensionali. Possono richiederlo tutte le imprese del settore, incluse le attività di somministrazione di alimenti e bevande, che al momento della presentazione della domanda:
- dispongono della/e unità immobiliare/i oggetto dell’investimento (anche in affitto, con consenso del proprietario all’esecuzione dei lavori);
- svolgono come primaria o secondaria, in ciascuna delle unità interessate, almeno una delle attività classificate dai codici ATECO elencati nel decreto attuativo;
- sono attive o inattive, sempre possesso di almeno uno dei codici ATECO di cui sopra, a condizione che abbiano avviato i lavori necessari all’inizio dell’attività dopo la presentazione e prima della concessione dell’agevolazione.
Come detto, gli incentivi finanziano progetti di investimento volti alla riqualificazione, all’ammodernamento o al completamento di immobili destinati all’alloggio dei lavoratori del settore turistico‑ricettivo. I progetti, che devono prestare particolare attenzione all’efficientamento energetico e alla sostenibilità ambientale, devono:
- riguardare una o più unità immobiliari, purché afferenti a una o più unità locali situate nelle zone ammissibili;
- prevedere spese comprese tra 500.000 euro e 5.000.000 di euro (IVA esclusa);,
- garantire almeno 10 posti letto destinati ai lavoratori impiegati;
- assicurare un miglioramento della prestazione energetica conforme ai requisiti del Regolamento GBER;
- essere avviati dopo la presentazione della domanda e conclusi entro 24 mesi dalla concessione del contributo;
- prevedere, se necessario, l’iscrizione dell’immobile nel registro delle imprese;
- rispettare la normativa ambientale europea e nazionale, incluso il principio DNSH.
Le tipologie di spesa ammesse al contributo sono dettagliate nel decreto attuativo, il cui testo integrale è disponibile di seguito.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Imprese turistiche: domanda dal 2 aprile per i contributi a fondo perduto