Contributi a fondo perduto: pagamenti entro il mese di giugno

Salvatore Cuomo - Dichiarazioni e adempimenti

Contributi a fondo perduto per le aziende: l'Agenzia delle Entrate si propone di far presentare le domande ed erogare i relativi importi entro il prossimo mese di giugno tramite una procedura semplificata.

Contributi a fondo perduto: pagamenti entro il mese di giugno

Contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Rilancio: da quando si potrà fare domanda?

È questa la domanda più ricorrente che la redazione di Informazione Fiscale ha ricevuto in questi ultimi giorni.

A questo proposito, ieri l’Agenzia delle Entrate ha promosso un incontro operativo che si è tenuto online ed al quale sono state invitate le rappresentanze di industria, commercio, artigianato e professioni ed a cui ho avuto modo di partecipare quale neo componente della Commissione Fiscalità dell’Istituto Nazionale Tributaristi.

Erano presenti tra gli altri i rappresentanti di Confindustria, Confprofessioni, Confartigianato, Confagricoltura e delle diverse sigle rappresentative professioni della materia tributaria ivi compresa l’ANTI.

È stato un peccato che non abbiano voluto partecipare le rappresentanze del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dei Consulenti del Lavoro, in protesta per l’esclusione dei professionisti che svolgono l’attività in forma individuale da questo istituto.

Ritengo, pur comprendendo il dissenso, che queste manifestazioni di protesta si sarebbero dovute esprimere in un’altra sede e che abbiano perso l’opportunità di fornire un fattivo contributo per la riuscita di un provvedimento molto atteso dai contribuenti.

Contributi a fondo perduto previsti dall’articolo 25 del Decreto Rilancio: come e da quando si potrà fare domanda? Ecco la posizione dell’Agenzia delle Entrate

Per l’Agenzia delle Entrate hanno introdotto la riunione il Direttore Ernesto Maria Ruffini, oltre al Dottor Paolo Savini ed altri referenti, tutti molto disponibili ed attenti a recepire e prendere nota dellle osservazioni e dei suggerimenti proposti dagli intervenuti.

Dall’incontro è emerso l’impegno e la volontà dell’Agenzia delle Entrate medesima di condurre questa “campagna” dei contributi a Fondo Perduto in maniera spedita e pragmatica, chiaramente nel rispetto del dettato normativo.

L’obiettivo dichiarato è consentire l’erogazione dei contributi entro il prossimo mese di giugno.

L’orientamento è quello di consentire la presentazione dell’istanza attraverso la seguente modalità:

  • una applicazione web a compilazione manuale;
  • ed anche un software che consentirà di inviare un file tramite desktop telematico, anche al fine di rendere più facile l’espletamento del servizio da parte degli studi e delle imprese

Infatti studi professionali ed imprese - grazie al coordinamento tra Agenzia delle Entrate ed AssoSoftware - avranno a disposizione una implementazione, probabilmente in forma gratuita, dei propri gestionali tale da consentire il prelievo dei dati necessari in modalità pressoché automatica.

È stata presentata in bozza una prima versione del modello che verrà messo a disposizione una volta che l’Agenzia avrà pronto il provvedimento di cui al comma 10 dell’articolo 25 del Decreto Rilancio nel quale saranno indicate modalità e termini ed ogni altra informazione necessaria.

Questa bozza in effetti prevede l’indicazione dell’entità dei compensi e ricavi 2019 contenuti nella dichiarazione che dovrà essere presentata quest’anno.

A proposito di questo aspetto sono intervenuto nella discussione osservando che questo obbligherebbe di fatto il dover necessariamente predisporre il modello Redditi il prima possibile, e ciò al fine della puntuale indicazione di un dato non strettamente essenziale ai fini del calcolo del dovuto.

In questo senso ci si attende una modifica del modello con la sola indicazione della fascia di appartenenza.

E ciò - per evitare di dover essere esposti ad una potenziale sanzione formale per non aver emerso il dato preciso pur non cambiando la fascia di riferimento.

Domanda contributi a fondo perduto Decreto Rilancio: un consiglio di carattere pratico

Consiglio comunque a coloro che sanno di aver conseguito ricavi e compensi di importi a ridosso degli scaglioni previsti che ricordo essere :

  • 20% fino a 400.000 euro di fatturato e/o corrispettivi conseguiti nel 2019
  • 15 % fino ad 1 milione di euro di fatturato e/o corrispettivi conseguiti nel 2019
  • 10% fino a 5 milioni di euro di fatturato e/o corrispettivi conseguiti nel 2019

di predisporre comunque il proprio bilancio 2019 in forma definitiva per tempo, cosi da non trovarsi nella condizione di incappare nelle pesanti sanzioni previste dallo stesso articolo 25 del Decreto Rilancio.

Nei casi di percezione del contributo in tutto o in parte non spettante si applicherebbe infatto l’articolo 316-ter del codice penale ovvero:

  • la reclusione da sei mesi a tre anni;
  • quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a euro 3.999,96 si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da euro 5.164 a euro 25.822. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito.

La base di calcolo è sempre la stessa per tutti e tre gli scaglioni ovvero la differenza tra tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, con il presupposto essenziale che vi sia stato un calo di almeno il 33%.

Domanda contributi a fondo perduto Decreto Rilancio: la volontà di semplificazione espressa dall’Agenzia delle Entrate nell’incontro di oggi

Alla Agenzia delle Entrate è stato anche chiesto di indicare espressamente nel modello i luoghi nei quali vi era già in atto antecedentemente alla dichiarazione di stato di emergenza da Covid-19, si pensi a località terremotate, soggette ad alluvioni frane ecc… per i cui soggetti ivi domiciliati non si deve far riferimento alla perdita di fatturato, e ciò a prescindere dalla data di inizio attività.

Sempre in ordine al comma 4 sono state, inoltre, espresse altre perplessità dagli interventi, soprattutto in relazione alla corretta valutazione alcuni valori contabili ai fini del calcolo della riduzione di fatturato:

  • quelli relativi alla cessione di cespiti;
  • quelli relativi alle note di credito;
  • quelli relativi ai ricavi agrari;
  • quelli relativi alla ventilazione dei corrispettivi.

L’impressione da me avuta è che vi sia anche in questo caso la volontà dell’Agenzia delle Entrate di rendere più semplice possibile la procedura, anche nello scegliere opzioni meno eque prendendo come base di riferimento i crudi dati mensili prelevabili ai fini della LiPe dai propri gestionali e riducendo quanto più possibile le correzioni.

Vedremo nei prossimi giorni quale posizione prenderà l’Agenzia delle Entrate in ordine ai punti evidenziati e se verranno trattati all’interno del provvedimento di attuazione stesso, che verrà emanato non oltre la prima settimana di giugno se non già nella prossima, in una circolare ad hoc oppure nell’ambito di una prossima pubblicazione di una raccolta di Faq.

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