Enti locali e sanità, firmati i nuovi contratti: novità su aumenti e arretrati

Anna Maria D’Andrea - Pubblica Amministrazione

Sono stati firmati i rinnovi del contratto enti locali e sanità: aumenti in arrivo con erogazione degli arretrati in busta paga già dal mese di giugno. Ecco le principali novità dei CCNL 2016-2018.

Enti locali e sanità, firmati i nuovi contratti: novità su aumenti e arretrati

Rinnovo contratto enti locali e sanità: i CCNL 2016-2018 sono stati sottoscritti il 21 maggio 2018 da sindacati e Aran.

Per oltre 1 milione di dipendenti pubblici sono in arrivo aumenti e arretrati in busta paga.

Con il rinnovo dei CCNL Funzioni Locali e nel CCNL Sanità, approvati dalla Corte dei Conti, vengono confermate le novità previste dalle intese stipulate rispettivamente il 21 e il 23 febbraio 2018. Prima tra tutte l’aumento degli stipendi, con l’erogazione dei primi arretrati già a partire dal mese di giugno.

Una busta paga pesante che, secondo quanto stabilito dal rinnovo dei contratti, per i dipendenti degli enti locali porterà all’erogazione di un minimo di 592 euro ad un massimo di 883 euro di arretrati per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2016 e il 31 maggio 2018.

Aumenti che, in misura lievemente inferiore (da un minimo di 522 euro fino ad un massimo di 840 euro circa) verranno erogati anche a medici, infermieri e dipendenti del comparto sanità.

Protestano gli infermieri: i sindacati di categoria Nursind e Nursing Up non hanno firmato il rinnovo del CCNL sanità 2018: l’aumento per i dipendenti delle Professioni Sanitarie (categoria D) è inferiore a quanto promesso, sarà pari a 67 euro lordi e gli arretrati supereranno di poco i 600 euro: per i sindacati si tratta di un insulto alla categoria.

Di seguito le principali novità e gli aumenti previsti con il rinnovo dei due contratti per i dipendenti degli enti locali e sanità.

CCNL Enti locali 2018: novità, aumenti e stipendi arretrati

I dipendenti pubblici di regioni ed enti locali avranno diritto, per effetto del nuovo CCNL relativo al periodo 2016-2018, ad aumenti medi in busta paga di 85 euro al mese. L’incremento retributivo sarà affiancato da una parte di elemento perequativo, stabilito in base alla qualifica e all’inquadramento contrattuale.

Quindi, le categorie più basse potranno contare su un elemento perequativo di misura maggiore mentre, per le categorie più elevate, l’importo riconosciuto sarà inferiore.

Nel testo del CCNL Funzioni Locali approvato in via definitiva il 21 maggio 2018 vengono confermate le novità già annunciate dopo la firma dell’Intesa e, per i 467 mila dipendenti degli Enti locali il mese di giugno sarà quello dell’erogazione degli arretrati del 2016, del 2017 e fino a maggio 2018.

Con il rinnovo del contratto viene inoltre stabilito che a partire dal 1° aprile 2018, l’indennità di vacanza contrattuale non sarà più riconosciuta come specifica voce retributiva, ma verrà conglobata allo stipendio tabellare.

L’aumento degli stipendi è sicuramente l’argomento di maggior appeal in merito al rinnovo contrattuale, ma le novità contenute nel CCNL Enti Locali 2016-2018 vanno ben oltre: aumentano i diritti di lavoratrici e lavoratori in merito alla fruizione di ferie, congedi, malattia e permessi. Le ferie potranno essere sospese in caso di lutto e fruite, in via sperimentale, ad ore.

Per tutte le novità si allega di seguito il testo definitivo del CCNL Funzioni Locali per il triennio 2016 - 2018 approvato il 21 maggio 2018:

PDF - 824.1 Kb
CCNL Funzioni Locali - versione definitiva rinnovo 21 maggio 2018
Scarica il testo definitivo del contratto per i dipendenti degli Enti locali rinnovato il 21 maggio 2018

CCNL Sanità 2018: novità e critiche dei sindacati

Arriva all’approvazione definitiva, dopo l’ok della Corte dei Conti, anche il CCNL Sanità 2018 che interesserà tutte le lavoratrici e i lavoratori della sanità pubblica. Anche in questo caso nella busta paga di giugno saranno erogati gli arretrati sugli stipendi maturati dal 2016 e fino al mese di maggio.

Successivamente, scatteranno gli aumenti in busta paga previsti dal testo definitivo del contratto, compresi gli elementi perequativi decrescenti per le qualifiche maggiori.

Tra le novità che i sindacati chiedono di avviare subito vi è l’insediamento e l’inizio dei lavori della Commissione Paritetica che dovrà occuparsi anche della nuova classificazione del personale, in vista del CCNL che dovrà esser approvato per il prossimo triennio.

Per medici, infermieri, OSS e tutto il personale sanitario gli arretrati che verranno erogati in busta paga a giugno andranno dai 522,52 euro fino ad un massimo di 840,86 euro. Gli importi sono differenziati in base all’inquadramento professionale e agli infermieri il nuovo CCNL riconosce un’indennità pari a 660,40 euro.

Una cifra che, secondo i sindacati di categoria lede la dignità della professione e non riconosce l’importanza degli infermieri nella tenuta del sistema della sanità pubblica. È stato questo il motivo per il quale i sindacati Nursing Up e Nursind non hanno firmato il rinnovo del contratto, nonostante le modifiche apportate dall’ARAN:

Un sindacato come il nostro, che si muove a testa alta per essere una organizzazione “autoreferenziale e libera" , che non intende rispondere ad altri principi se non quelli della ragionevolezza, del buon senso e dell’ onestà interiore non poteva sottoscrivere un testo che:

  • consente il perdurare di fatto del blocco del trattamento economico del personale del SSN , perché non saranno certo quei pochi euro previsti che colmeranno il vuoto lasciato da 9 anni di congelamento contrattuale;
  • non riconosce la progressione economica (passaggio di fascia) e di quella verticale (passaggio di categoria) per infermieri, caposala e altri professionisti sanitari del comparto;
  • non valorizza l’anzianità di servizio delle professioni sanitarie non mediche tramite scatti di carriera;
  • non riconosce le ore necessarie all’aggiornamento professionale;
  • nulla prevede riguardo alla possibilità di svolgere attività libero professionale;
  • riconosce agli infermieri solo pochi minuti per indossare la divisa e per il passaggio delle consegne;
  • non risolve il problema della crisi occupazionale infermieristica, perché ci sono oltre 25 mila infermieri disoccupati;
  • sovraccarica di lavoro il personale infermieristico per via del mancato ricambio generazionale dovuto al blocco del turnover e alle esasperanti condizioni lavorative, logica conseguenza delle ristrettezze economiche e del drastico contenimento dei costi messi in campo dalle aziende sanitarie.

Sono queste alcune delle critiche al CCNL Sanità mosse dagli infermieri, scontenti anche delle nuove condizioni economiche previste dal rinnovo del contratto: un infermiere di categoria D0 percepirà un arretrato di 26 centesimi al giorni per il 2016, di 80 centesimi per il 2018. Importi irrisori per i quali sono attese proteste e manifestazioni.

Intanto, per i lettori interessati ad approfondire, si allega di seguito il testo definitivo del CCNL Sanita 2018 approvato il 21 maggio 2018 con tutte le novità introdotte:

PDF - 1.2 Mb
CCNL Sanità 2018 - rinnovo del 21 maggio 2018
Scarica il testo del contratto della sanità per il triennio 2016-2018 firmato in via definitiva il 21 maggio 2018