Congedo di paternità, dal 2022 diventa strutturale: la novità in arrivo con la Legge di Bilancio

Rosy D’Elia - Leggi e prassi

Congedo di paternità di 10 giorni, dal 2022 diventa strutturale: la novità è in arrivo con la Legge di bilancio. La notizia arriva dal Governo al termine del Consiglio dei Ministri del 19 ottobre che ha posto le basi per la prossima Manovra. Ma la durata arriverà gradualmente a tre mesi con la riforma prevista dal Family Act.

Congedo di paternità, dal 2022 diventa strutturale: la novità in arrivo con la Legge di Bilancio

Il congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni per i lavoratori dipendenti diventerà strutturale dal 2022: la novità è in arrivo con la prossima Legge di Bilancio. E non è l’unica: la riforma del Family Act estenderà gradualmente la sua durata fino a tre mesi.

È quanto emerge dalle dichiarazioni della Ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti rilasciate durante Women’s Forum G20 Italy il 18 ottobre e dal Documento Programmatico di Bilancio che pone le basi per la prossima Manvora approvato il giorno successivo.

Le due notizie, in effetti, hanno lo stesso obiettivo: potenziare il congedo di paternità, strumento utile per favorire la parità di genere.

Congedo di paternità, dal 2022 diventa strutturale: la novità in arrivo con la Legge di Bilancio

Dal 2022 il congedo di paternità non avrà più bisogno di conferme perché diventa strutturale.

La legge di Bilancio è ancora tutta da scrivere, per ora il governo ha definito solo un primo scheletro iniziale. Sulla prossima Manovra ci sono pochi punti fermi, ma la novità che riguarda i neo papà è uno di questi.

Introdotto a partire dal 2013, il periodo di astensione dal lavoro per coloro che diventano padri, adottano oppure ottengono in affidamento un bambino o una bambina è stato confermato e, via via esteso, di anno in anno.

Dal 2017 ad oggi, i neo papà sono passati da due a 10 giorni di congedo di paternità retribuito. Con la prossima Legge di Bilancio non ci sarà più bisogno di un via libera annuale: la misura entra a fare parte a tutti gli effetti degli strumenti previdenziali che spettano ai lavoratori dipendenti.

È un primo passo che prepara il terreno alle novità più radicali che arriveranno con la riforma dei congedi parentali del Family Act, attualmente alla Camera per l’ultimo voto e poi al Senato per concludere il suo iter di approvazione.

“Si prevede fino a tre mesi di congedo di paternità con un aumento graduale.

Ha affermato la Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti durante il Women’s Forum G20 Italy.

Nel futuro di medio periodo le novità avranno una portata ben più ampia per avere un impatto reale sulla parità di genere.

Un’astensione dal lavoro per i padri, che arriva a coprire un periodo ben più lungo, crea i presupposti per una nuova distribuzione dei carichi di cura all’interno delle famiglie, la via per favorire la parità di genere e la presenza delle donne nel mercato del lavoro.

Congedo di paternità, strutturale dal 2022 con le novità della Legge d Bilancio: a chi spettano i 10 giorni

Nel frattempo il congedo di paternità di 10 giorni, che dal 2022 diventa strutturale, spetta ai padri lavoratori dipendenti, anche adottivi e affidatari.

Se non ci saranno ulteriori novità, verranno quindi confermate le regole e le modalità di utilizzo attualmente in vigore.

Si tratta di un diritto autonomo ed è aggiuntivo a quello che spetta alla madre. Diverso è il caso del congedo facoltativo, che prevede la rinuncia di un giorno da parte della mamma e la fruizione della stessa giornata da parte del papà.

Attualmente i lavoratori dipendenti che diventano padri, adottano o ottengono in affido una bambina o un bambino hanno diritto a un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100 per cento della retribuzione per il periodo di congedo. Dal 2021 spetta anche in caso di morte perinatale del figlio.

Per i neo papà è possibile astenersi dal lavoro entro e non oltre il quinto mese dalla nascita o dall’ingresso in famiglia o in Italia in caso di adozione nazionale o internazionale, oppure dall’affidamento.

Il periodo di fruizione può coincidere con il congedo di maternità o anche essere successivo, a patto che non si superi la scadenza dei cinque mesi.

Stando alle istruzioni fornite dall’INPS, ad oggi sono due sono le modalità di domanda:

  • quando l’indennità viene pagata dal datore di lavoro, le date in cui si vuole usufruire del congedo devono essere comunicate almeno 15 giorni prima. Se richiesto in concomitanza dell’evento nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto. A sua volta il datore di lavoro comunica all’INPS le giornate di congedo fruite;
  • se invece è previsto il pagamento diretto da parte dell’INPS, è necessario presentare domanda all’Istituto tramite il servizio dedicato.

In ogni caso per conoscere nel dettaglio le novità che arriveranno dal 2022, bisognerà aspettare l’approvazione della Legge di Bilancio: i lavori sono solo all’inizio, ma il congedo di paternità strutturale di 10 giorni sembra essere una delle poche certezze e l’inizio di un cambiamento che porterà il periodo di astensione dal lavoro fino a tre mesi nei prossimi anni.

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