Chi può andare in pensione nel 2026?

Francesco Rodorigo - Pensioni

Chi può andare in pensione nel 2026 e quali sono i requisiti da rispettare? La guida alle ultime novità dopo la stretta prevista dalla Legge di Bilancio

Chi può andare in pensione nel 2026?

Chi può andare in pensione nel 2026 alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026?

Dopo la stretta sulle pensione anticipate negli ultimi due anni arriva la stangata definitiva: da quest’anno lavoratori e lavoratrici devono dire addio a Quota 103 e Opzione Donna.

Le due misure non sono state rinnovate per il nuovo anno. Per uscire prima dal lavoro nel 2026 resta attivo solamente l’anticipo pensionistico, l’Ape Sociale.

Dal prossimo anno scatterà poi un aumento dei requisiti per l’accesso alla pensione.

Di seguito in dettaglio i principali requisiti anagrafici e contributivi per andare in pensione nel 2026 con le novità della Legge di Bilancio.

Chi può andare in pensione nel 2026: stop a Quota 103 e Opzione Donna

Il capitolo pensioni della Legge di Bilancio 2026 è tra quelli che ha fatto più discutere durante i lavori parlamentari per l’approvazione.

Nel testo definitivo della legge n. 199/2025, sono diverse le sorprese, a partire dal mancato rinnovo di due dei principali canali di uscita anticipata: Quota 103 e Opzione Donna.

Le due misure sono scadute a dicembre 2025 e non sono state riproposte per il nuovo anno come accaduto in passato. Dal 2026, pertanto, non è più possibile accedere alla pensione anticipata con Quota 103 e Opzione Donna.

La prima, ricordiamo, ha consentito ai dipendenti di accedere alla pensione con 62 anni d’età e 41 di contributi versati, mentre Opzione Donna rappresentava il canale di uscita anticipata dedicato alle donne in particolari condizioni (caregiver, dipendenti o licenziate da imprese in crisi o invalide al 74 per cento) con 61 anni d’età e 35 anni di contributi.

Entrambe sono state pesantemente modificate nel corso degli ultimi anni, limitando di molto l’accesso, e con la Legge di Bilancio 2026 è arrivata l’eliminazione definitiva.

I requisiti per l’Ape Sociale

Dei tre principali strumenti attivi nel 2025 per l’uscita anticipata resta operativo nel 2026 solamente l’anticipo pensionistico.

Si tratta del cosiddetto Ape Sociale, la prestazione di accompagnamento al trattamento di vecchiaia in favore di specifiche categorie di lavoratori e lavoratrici:

  • dipendenti che svolgono mansioni gravose (al momento della domanda la professione deve essere stata svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10 o per almeno 6 anni negli ultimi 7) indicati all’allegato C della Legge di Bilancio 2017;
  • invalidi civili al 74 per cento;
  • disoccupati che hanno esaurito il trattamento di di NASpI (o equivalente);
  • caregivers che assistono da almeno 6 mesi.

Per potervi accedere è necessario rispettare il requisito anagrafico, modificato da ultimo nel 2024, ovvero la maturazione di 63 anni e 5 mesi d’età. Inoltre, non devono aver maturato i requisiti minimi per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne) o di vecchiaia (67 anni).

Anche i requisiti contributivi restano quelli attualmente in vigore. Per l’accesso all’Ape Sociale servono:

  • almeno 30 anni per i dipendenti disoccupati, gli invalidi civili e i caregivers;
  • almeno 36 anni per gli altri lavoratori che svolgono mansioni gravose.

Per le lavoratrici madri di tutte le categorie, poi, è prevista un’ulteriore riduzione del requisito contributivo pari ad un anno per ogni figlio (massimo 2 anni).

Infine, da segnalare l’incumulabilità totale della prestazione con il reddito da lavoro, sia dipendente sia autonomo. Fanno eccezione solamente i redditi da lavoro autonomo occasionale, nel limite di 5.000 euro lordi annui.

PensioneEtàAnni di ContributiAltro
Ape Sociale 63 anni e 5 mesi 30/32/36 Cumulabile solamente con redditi da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro

Per le madri riduzione del requisito contributivo di 1 anno per ogni figlio (massimo 2 anni)

Nel 2026, ricordiamo, viene confermato anche il bonus Maroni, conosciuto anche come bonus Giorgetti. Si tratta dell’incentivo al posticipo del pensionamento che riconosce un aumento di stipendio ai dipendenti che decidono di restare al lavoro nonostante abbiano maturato i requisiti per la pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Pensione di vecchiaia e anticipata ordinaria

Non cambiano i requisiti per la pensione di vecchiaia. Nel 2026 si continuerà ad andare in pensione a 67 anni d’età e 20 di contributi versati.

Anche per quanto riguarda la pensione anticipata ordinaria nel sistema misto, i requisiti restano invariati:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini (senza limiti di età);
  • 41 anni e 10 mesi di contributi versati per le donne (senza limiti di età).

Resta in vigore nel 2026 anche Quota 41 per i precoci, che dovranno maturare 41 anni di contributi versati di cui almeno 12 mesi prima dei 19 anni d’età.

Pensione di vecchiaia e anticipata nel sistema contributivo

Nel 2026 nessuna novità per la pensione di vecchiaia nel contributivo (cioè per chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi). Nel 2026 si continuerà ad andare in pensione a 67 anni d’età e 20 di contributi versati. Chi non raggiunge l’importo soglia (una pensione almeno pari all’assegno sociale, 546,24 euro nel 2026) potrà accedere alla pensione con 71 anni d’età e 5 di contributi.

Con la nuova Legge di Bilancio arrivano, invece, importanti novità per l’accesso alla pensione anticipata nel contributivo, accessibile a chi raggiunge i 64 anni d’età e i 25 di contributi (30 dal 2030) e matura un assegno pensionistico oltre determinati limiti. Come noto, infatti, per poter accedere alla pensione anticipata nel sistema contributivo, oltre ai requisiti anagrafici e contributivi, è necessario maturare il cosiddetto importo soglia, cioè un valore dell’assegno pensionistico pari almeno a 3 volte l’assegno sociale (1.638,72 euro al mese secondo gli importi 2026), soglia che scende a 2,8 volte per le donne e a 2,6 per quelle con almeno 2 figli. La soglia salirà a 3,2 volte dal 2030 come previsto dalla Legge di Bilancio 2024.

Da quest’anno viene meno a sorpresa la novità introdotta nel 2025, cioè la possibilità di cumulare la rendita dei fondi pensione con l’assegno ordinario per raggiungere l’importo soglia che garantisce l’accesso alla pensione anticipata nel sistema contributivo. Non sarà più possibile richiedere di includere nel calcolo di tale soglia anche le eventuali rendite di una o più forme di previdenza complementare.

Di seguito una tabella riassuntiva con le le principali tipologie di pensione ordinaria o anticipata in vigore nel 2026 dopo le novità previste dalla Legge di Bilancio.

PensioneEtàAnni di ContributiAltro
Ape Sociale 63,5 30/32/36 Cumulabile solamente con redditi da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro

Per le madri riduzione del requisito contributivo di 1 anno per ogni figlio (massimo 2 anni)
Pensione anticipata sistema misto uomini 42 anni e 10 mesi
Pensione anticipata sistema misto donne 41 anni e 10 mesi
Pensione di vecchiaia sistema contributivo 67 20 Importo almeno pari all’assegno sociale
Pensione di vecchiaia sistema contributivo senza importo minimo 71 5
Pensione anticipata sistema contributivo 64 20 Importo almeno 3 volte l’assegno sociale (2,8 per le donne con 1 figlio e 2,6 per le donne con 2 o più figli)

Aumento dei requisiti dal 2027

Dal 2027 è previsto un aumento dei requisiti per andare in pensione per via dell’adeguamento alla speranza di vita. Questo aumento scatterà come previsto dalla Legge di Bilancio 2026 in maniera graduale. L’età pensionabile salirà di un solo mese nel 2027, per poi aumentare di altri due mesi dal 2028.

Dal 2027, dunque, per andare in pensione serviranno 67 anni e un mese d’età. Stesso incremento anche per la pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne. Dal 2028, a meno di appositi interventi da parte del Governo, si aggiungeranno altri 2 mesi.

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