Cessione del credito dei bonus edilizi: il punto della situazione

Tommaso Gavi - Irpef

L'evento di oggi, organizzato da Eutekne, CNDCEC e Ordine di Roma ha affrontato diverse questioni relative al passato, presente e futuro dei bonus edilizi e della cessione del credito. Sono intervenuti il Ministro dell'Economia e delle Finanze Giorgetti, il direttore dell'Agenzia delle Entrate Ruffini e il presidente del CNDCEC De Nuccio

Cessione del credito dei bonus edilizi: il punto della situazione

Al centro del convegno di oggi, organizzato da Eutekne, Consiglio nazionale dei commercialisti e Ordine dei commercialisti di Roma, ci sono diverse questioni relative alla cessione del credito e ai bonus edilizi.

Nell’evento, che si è svolto in mattinata presso il Parco dei Principi Grand Hotel & Spa e che Informazione Fiscale ha seguito in diretta, sono stati affrontati diversi aspetti dell’attualità delle agevolazioni edilizie e del superbonus.

Molti i relatori e gli esperti che sono intervenuti. Tra gli altri erano presenti il Direttore del Dipartimento delle Finanze del MEF, Giovanni Spalletta, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

Nella tavola rotonda di metà mattinata, per fare un bilancio su problematiche e opportunità, hanno parteciperanno Salvatore Regalbuto per il CNDCEC, Stefano Betti per l’ANCE e Andrea Nobili per l’ABI.

Cessione del credito bonus edilizi: il convegno di oggi, 15 marzo 2023 a Roma

Nella mattinata di oggi, 15 marzo 2023, si è svolto a Roma l’evento dal titolo “I bonus edilizi e le opzioni di sconto e cessione. Tra passato da sistemare, presente da gestire e futuro da costruire”.

Il convegno è stato organizzato da Eutekne, Consiglio nazionale dei commercialisti e Ordine dei commercialisti di Roma e si è svolto presso il Parco dei Principi Grand Hotel & Spa.

Tanti i relatori e gli esperti che sono intervenuti in un fitto programma, che dà diritto a chi ha partecipato al riconoscimento di 4 crediti formativi.

Programma dell’evento del 15 marzo 2023
I bonus edilizi e le opzioni di sconto e cessione. Tra passato da sistemare, presente da gestire e futuro da costruire.

L’apertura dei lavori è stata curata da Giovanni Carlo Allione, Amministratore delegato di Eutekne.

Nella relazione introduttiva Enrico Zanetti, commercialista senior partner di Eutekne, ha ripercorso la storia dei bonus edilizi, dall’introduzione allo scenario attuale.

Dal 1998 le misure nacquero come norma di contrasto di interessi per fare emergere il lavoro nero nel settore dell’Edilizia. Il meccanismo per fare emergere quanto non fatturato per lavori fatti si è paradossalmente poi trasformato in “una convergenza per fatturare ciò che non viene lavorato”.

Le agevolazioni sono state progressivamente potenziate con la finalità di incentivo a specifici interventi fino ad arrivare all’introduzione del superbonus 110 per cento, nell’eccezionale periodo della pandemia.

Con l’introduzione della cessione del credito e con le proroghe alla misura la situazione è divenuta insostenibile per le casse dello Stato, come sottolineato dallo stesso Zanetti ai microfoni di Informazione Fiscale.

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In prospettiva i passaggi del contrasto di interessi, dell’incentivazione e dell’effetto moltiplicatore di sconto e cessione dovranno prevedere un contributo per i soggetti incapienti, che non sono in grado di permettersi interventi sulla casa.

Cessione del credito bonus edilizi, Elbano de Nuccio: serve una soluzione per gli esodati

Dopo la relazione introduttiva è iniziato un primo momento di confronto.

Nella prima parte sono intervenuti:

  • Giovanni Battista Calì, Presidente ODCEC Roma;
  • Carlo Piana, Crédit Agricole Italia;
  • Andrea Brigo, amministratore di ItalSoft;
  • Elbano de Nuccio, Presidente CNDCEC.

Giovanni Battista Calì ha ribadito l’importanza della formazione offerta dall’ordine, in uno scenario che si promette di arrivare a zero emissioni nel 2050.

Andrea Brigo ha messo in evidenza la necessità di prevedere interventi mirati in linea con le indicazioni dell’Europa, tenendo a mente il significato della casa: un grande salvadanaio con i risparmi dei cittadini.

Gli interventi dovranno prevedere, secondo quanto suggerito dal relatore, tre tipi di agevolazioni a seconda della fascia di reddito dei committenti, ipotizzando un’asticella in base al reddito delle famiglie.

Elbano de Nuccio ha posto l’accento su varie questioni, tra le quali l’aspetto delle truffe, dovute ad una sottovalutazione dell’importanza dell’azione preventiva e di controllo dei professionisti.

Il presidente del CNDCEC si è poi soffermato sulla questione dei crediti incagliati, quelli fermi nei cassetti fiscali di contribuenti e imprese, che ammontano a 19,5 miliardi di euro. Nonostante la misura prevista dal decreto 11/2023, che ha perimetrato la documentazione necessaria per essere sollevati dalla colpa:

“ora va trovata una soluzione-ponte per la lunga lista dei cosiddetti “esodati” dalle opzioni, cioè coloro che, alla data del 16 febbraio, sono rimasti a metà del guado”.

Le proposte da mettere in campo per il futuro delle agevolazioni edilizie sono essenzialmente le seguenti:

  • ridurre la percentuale della detrazione;
  • potenziare la certificazione dei professionisti in ottica preventiva;
  • tenere conto delle esigenze di riqualificazione energetica;
  • permettere ai redditi più bassi o mono redditi di riqualificare il proprio immobile.

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Carlo Piana di Crédit Agricole Italia ha chiarito che anche le banche vogliono essere parte della soluzione della questione dei bonus edilizi, precisando che i crediti non sono incagliati ma non hanno ancora trovato un acquirente. Nel caso specifico, Crédit Agricole ha già acquistato 2 miliardi di euro di crediti e ne acquisterà un altro miliardo di euro.

I numeri del superbonus e dei bonus edilizi

Nella parte centrale del convegno è intervenuto Giovanni Spalletta, Direttore del Dipartimento delle Finanze del MEF.

Dopo le indicazioni di Eurostat sulla classificazione dei crediti sono state necessarie riconsiderazioni.

Nel suo intervento Giovanni Spalletta ha fornito dati e stime relative alle agevolazioni edilizie, per poter giungere a conclusioni sulla valutazione degli effetti delle misure in termini di sviluppo dell’economia e dell’efficientamento energetico.

Prima di fornire i dati, Spalletta ha precisato che le stime tengono conto esclusivamente degli effetti diretti. Per i 18 mesi tra il 2020 e il 2021 la misura del superbonus è stata stimata nel valore di 12,2 miliardi di euro, una stima che è poi risultata in linea anche a posteriori.

Il costo della misura è poi aumentato fino a 36 miliardi di euro circa e, stando ai dati di monitoraggio dell’ENEA, l’utilizzo del superbonus è stato sempre crescente e superiore ad attese e previsioni. Nella NADEF 2022 la stima è stata portata a 61,2 miliardi di euro e dalle ultime rilevazioni potrebbe essere arrivata 67,1 miliardi di euro.

Sono stati inoltre evidenziati nei picchi nei mesi in cui erano state fissate le scadenze, poi prorogate.

Nei mesi di dicembre 2021, settembre 2022 e dicembre 2022 sono state maturate detrazioni per 3,2 miliardi di euro, 5,4 miliardi di euro e 5,7 miliardi di euro.

Successivamente sono stati riportati gli effetti della riclassificazione dei crediti, dopo le indicazioni dell’Eurostat. Nel complesso le spese relative al triennio 2020-2022 ammontano a 88 miliardi di euro.

A fronte degli ingenti investimenti il patrimonio edilizio interessato è stato solamente del 3 per cento del totale degli immobili.

Infine, in merito al ritorno degli investimenti pubblici sul superbonus, dalle analisi del MEF risulta la possibilità di recuperare esclusivamente il 24 per cento dei costi, un dato quasi dimezzato rispetto ad altri studi di associazioni di categoria.

Bonus edilizi: le questioni aperte

Il confronto sui bonus edilizi e sulla cessione del credito è entrato nel vivo con la tavola rotonda a cui hanno partecipato:

  • Salvatore Regalbuto, Tesoriere CNDCEC con delega alla Fiscalità;
  • Stefano Betti, Vicepresidente Nazionale ANCE;
  • Andrea Nobili, Responsabile dell’Ufficio Consulenza Tributaria e Contabile di ABI.

Regalbuto si è soffermato su diversi aspetti tecnici delle agevolazioni edilizie, quali la norma sulla responsabilità dell’attestazione anti-riciclaggio.

Il tesoriere del CNDCEC ha poi suggerito misure da adottare nell’ottica di evitare un futuro di contenziosi.

Le proposte emendative sono le seguenti:

  • la facoltà e non l’obbligo di liquidazione di stati avanzamento lavoro per gli interventi diversi dai Superbonus;
  • la facoltà e non l’obbligo di inclusione nelle asseverazioni tecniche dell’attestazione di congruità delle spese relative all’apposizione del visto di conformità;
  • la possibilità di accedere alla remissione in bonis nel caso di presentazione dell’allegato B, ai fini del sisma bonus e del super sisma bonus, successivamente al deposito del titolo edilizio o dell’inizio lavori;
  • il perimetro temporale e oggettivo del requisito SOA per l’affidamento dei lavori in ambito Superbonus e una ridefinizione più chiara delle attestazioni necessarie ai fine del rispetto della normativa sull’antiriciclaggio.

Ai microfoni di Informazione Fiscale Regalbuto ha evidenziato la necessità di una programmazione pluriennale degli interventi di transizione ecologica degli edifici.

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Stefano Betti, vicepresidente Nazionale dell’ANCE, ha riportato l’attenzione sui 19 miliardi di euro di crediti incagliati. I cantieri stanno continuando e il numero è destinato a crescere.

La questione ha determinato problemi di liquidità per le imprese che non sono riuscire a recuperare le somme in tempi rapidi, in una filiera che è costituita per il 90 per cento da imprese italiane.

Le difficoltà a proseguire i lavori, ad esempio per i condomini, potrebbero portare a danni e contenziosi. Servono quindi soluzioni ponte che in tempo rapido risolvano la questione.

Andrea Nobili, Responsabile dell’Ufficio Consulenza Tributaria e Contabile di ABI, si è soffermato sulla spiegazione della proposta di compensazione con F24 esterno. Tale proposta intende permettere alle banche di compensare i crediti con parte dei debiti dei proprio clienti o correntisti, attraverso il modello F24.

La norma sarebbe straordinaria e limitata del tempo e avrebbe, tra i vantaggi, quello di permettere una pianificazione in via normativa.

A livello di fattibilità si dovrebbe distinguere i tempi per l’acquisizione dei crediti da parte delle banche da quelli per l’effettiva compensazione.

Se previsto a livello normativo, il primo momento potrebbe iniziare nell’immediato e la compensazione nell’arco di un periodo compreso tra le 6 e le 8 settimane. Fondamentale è però la certezza giuridica per le banche.

Conferme sugli emendamenti dal decreto 11 del 2023 sono arrivate dal deputato De Bertoldi, intervenuto nel corso della tavola rotonda.

Grazie al lavoro di tutte le forze politiche il numero degli emendamenti è stato contenuto a circa 300. Tra le misure probabili ci sono:

  • la proroga al 30 giugno per la scadenza delle unifamiliari;
  • la possibilità di continuare a scegliere la cessione del credito nel caso di edilizia libera, la cui data precedente al 17 febbraio scorso deve essere confermata da un bonifico di acquisto del materiale o dall’attestazione da parte di fornitore e acquirente;
  • il recepimento delle proposte relative al titolo abilitativo per determinare la possibilità di continuare ad utilizzare la cessione del credito nel caso del sisma bonus;
  • l’esclusione dall’applicazione del decreto 11/2023 per il cosiddetto “sismabonus cratere”;
  • l’esclusione dall’applicazione del decreto delle ONLUS e delle IACP;
  • il recepimento delle proposte dei commercialisti sulle norme antiriciclaggio;
  • il recepimento della proposta relativa alla scadenza della comunicazione all’Agenzia delle Entrate di permettere per salvare il credito di comunicare anche nel caso di conclusione dell’istruttoria.

La proposta ABI-ANCE è invece in fase di valutazione e potrebbe non essere approvata.

Cessione del credito e bonus edilizi: gli interventi di Ruffini e Giorgetti

Nella parte finale del convegno sono intervenuti il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini e il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.

Il direttore Ruffini si è concentrato sull’aspetto delle frodi relative ai bonus edilizi, una parte rilevante in termini assoluti ma non per il numero delle cessioni interessate.

Rispetto alle cessioni transitate nella piattaforma dell’Agenzia delle Entrate le principali cause delle frodi sono state due:

  • condotte fraudolente;
  • condotte di omissioni, ovvero i casi in cui è stata omessa la diligenza nella condotta e nei controlli.

In questo secondo caso Ruffini ha richiamato alla diligenza richiesta alle banche. I 9 miliardi di euro di truffe raramente sono legate a bonus edilizi successivi agli interventi normativi anti-frode.

Al momento l’Agenzia delle Entrate sta scandagliando i 13,5 milioni di comunicazioni e tale operazione porta allo scoperto tali frodi. Si può quindi concludere che i paletti normativi hanno messo un filtro decisamente rilevante.

In merito alla capienza delle banche, lo stesso Ruffini ha messo in guardia dal considerare il sistema bancario come un unico soggetto, in quanto sono presenti profonde differenze.

Nel complesso il sistema ha ancora capienza fiscale, come dimostrato dai dati resi noti dall’Agenzia delle Entrate.

La chiusura dei lavori è stata affidata al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

Il Ministro dell’Economia ha ribadito la necessità dell’intervento che ha bloccato l’utilizzo delle cessioni del credito e dello sconto in fattura, con una disciplina transitoria per tutelare il più possibile il legittimo affidamento.

L’approccio garantista permetterà l’utilizzo dell’opzione alternativa alla detrazione anche per il 2024 e il 2025.

La finalità del Governo, secondo quanto spiegato dal Ministro Giorgetti, è quella di coniugare esigenze di famiglie e imprese.

“Ci sembra che questo sforzo non venga percepito e venga dato pericolosamente per scontato.”

Lo stesso Ministro ha tuttavia aperto alcuni spiragli, chiarendo che non c’è pregiudizio da parte del Governo per interventi già progettati, compresi quelli di demolizione e ricostruzione.

Deroghe alla data da cui decorre il blocco della cessione saranno previste per gli interventi di IACP e ONLUS, così come per le zone terremotate

Verranno accolte le proposte dei commercialisti sulle norme di certezza interpretativa.

La questione della risoluzione dei crediti incagliati resta prioritaria ma, mentre si cerca di sistemare il pregresso, Giorgetti mette in evidenza due certezze:

  • la stagione del superbonus non tornerà mai più;
  • il dosaggio di sconti e cessioni mirate possono essere un futuro sostenibile.

Il futuro delle agevolazioni edilizie dovrà essere scritto rendendo sostenibili gli sconti e le cessioni, con interventi mirati.

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