Cartelle esattoriali, rateizzazione con regole più rigide dal 1° gennaio 2022

Cartelle esattoriali, rateizzazione al bivio del termine del 31 dicembre 2021, scadenza per beneficiare delle agevolazioni in merito a decadenza e rate non saldate. Dal 1° gennaio 2022 torna ad applicarsi la normativa ordinaria, più rigida per i contribuenti debitori nei confronti dell'Erario.

Cartelle esattoriali, rateizzazione con regole più rigide dal 1° gennaio 2022

Cartelle esattoriali, rateizzazioni senza deroghe dal 1° gennaio 2022.

Per i contribuenti debitori nei confronti dell’Erario che salteranno la scadenza del 31 dicembre 2021, l’accesso a piani di pagamento a rate delle cartelle esattoriali comporterà la necessità di far fede alle regole ordinarie.

Il Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2022, convertito nella legge n. 215/2021, non ha prorogato la scadenza di fine anno relativa alle procedure agevolate in materia di rateizzazione delle cartelle.

Per le domande inviate entro il 31 dicembre, i decaduti da precedenti dilazioni, concesse prima della sospensione dell’attività di riscossione legata all’emergenza Covid-19, non dovranno saldare il debito pregresso per accedere ad un nuovo piano di pagamento rateale.

Inoltre, sarà possibile saltare l’appuntamento per un numero massimo di 10 rate, anche non consecutive, senza perdere i benefici della dilazione.

Cosa succede dal 1° gennaio 2022? Non essendo previsti interventi specifici, si tornerà alle regole ordinarie, più gravose per i contribuenti che intendono richiedere la rateizzazione delle cartelle esattoriali.

Cartelle esattoriali, rateizzazione con regole più rigide dal 1° gennaio 2022

Ad aver ammorbidito le regole per le rateizzazioni delle cartelle esattoriali è stato il Decreto Rilancio e, successivamente, il Decreto Ristori n. 137/2020 ha disposto la proroga delle misure emergenziali fino al 31 dicembre 2021.

Il Decreto Fiscale n. 146/2021 non ha previsto ulteriori proroghe del periodo agevolato, confermando la scadenza ormai alle porte.

Si applicheranno quindi alle rateizzazioni riferite a domande concesse nel periodo compreso dall’8 marzo al 31 dicembre le regole soft relative alla decadenza e all’accesso a nuovi piani di dilazione da parte di decaduti da precedenti pagamenti rateali.

Nel dettaglio, fino a fine anno:

  • la decadenza dal piano di rateazione si concretizza in caso di mancato pagamento di 10 rate, anziché 5, anche non consecutive;
  • i contribuenti decaduti da precedenti piani di dilazione prima dell’8 marzo 2020, possono presentare nuova domanda di rateazione senza necessità di saldare le somme precedentemente dovute.

Non solo. Per le richieste presentate entro la fine del 2021, è stato fissato a 100.000 euro l’importo massimo del debito per il quale la domanda potrà essere presentata online senza dover provare la temporanea situazione di difficoltà economica.

Dal 1° gennaio 2022 torneranno ad applicarsi le regole ordinarie, più rigide per i contribuenti intenzionati ad accedere a piani di rateizzazione delle cartelle esattoriali.

Rateizzazione cartelle esattoriali: cosa cambia per le domande presentate dal 1° gennaio 2022

A ricordare la fine delle misure emergenziali adottate a fronte della crisi da Covid-19 è l’Agenzia delle Entrate Riscossione, che sul proprio portale istituzionale delinea il quadro delle regole che torneranno ad applicarsi dal 1° gennaio 2022.

Per le domande di rateizzazione delle cartelle esattoriali presentate dal 1° gennaio 2022:

  • la decadenza in caso di mancato pagamento torna ad applicarsi in caso di omesso versamento di 5 rate, anche non consecutive. In tale ipotesi il contribuente decade automaticamente dal beneficio concesso e l’importo dovuto è iscritto a ruolo ed è riscuotibile in un’unica soluzione;
  • per i decaduti da precedenti piani di dilazione, l’accesso a nuove rateizzazioni sarà inoltre consentito a patto di regolarizzare le rate già scadute. Viene meno quindi la possibilità di non saldare il pregresso, indipendentemente dalla data in cui è avvenuta la decadenza (se prima o dopo la sospensione delle attività di riscossione).

Torna inoltre il limite di 60.000 euro, previsto dall’articolo 19 DPR 602/1973: per le cartelle di importo superiore a tale soglia, e anche per il pagamento fino a 72 rate del debito maturato, il contribuente sarà tenuto a provare la propria situazione di temporanea difficoltà economica.

La domanda di rateizzazione dovrà essere inviata a mezzo PEC, allegandovi il modello ISEE del nucleo familiare che dimostra per l’appunto la situazione di obiettiva difficoltà economica.

Regole che, dal 1° gennaio 2022, segneranno il ritorno al rapporto ordinario tra Fisco e contribuenti, in attesa della riforma della riscossione.

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