Con il caldo estremo aumenta l’attenzione sulla sicurezza dei lavoratori: i datori di lavoro devono adottare misure preventive per gestire i rischi. L’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce nuove indicazioni agli ispettori per i controlli sul territorio
Con l’intensificarsi delle ondate di calore che attraversano l’Italia, cresce l’attenzione sulle misure che i datori di lavoro devono adottare per proteggere i lavoratori esposti alle alte temperature.
Con la nota n. 5484/2026 pubblicata il 6 luglio 2026, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha fornito nuove indicazioni per le attività di vigilanza da parte degli ispettori, funzionari esterni che verificano il rispetto delle normative tutelando i diritti di chi lavora.
La tutela dei lavoratori non può essere affidata a interventi di emergenza, ma deve essere pianificata tenendo conto dell’organizzazione del lavoro, della rimodulazione degli orari, della sorveglianza sanitaria e delle altre misure di prevenzione previste a carico del datore di lavoro, che gli ispettori saranno chiamati a verificare.
Tutela dei lavoratori: il caldo estremo entra stabilmente nella valutazione dei rischi
Come si legge sul report “Caldo e lavoro” (riferito al periodo che va dal 25/05 al 05/07/2026) del gruppo di lavoro del progetto Worklimate, nato dall’unione di diversi enti (tra cui INAIL) per sensibilizzare sugli effetti delle alte temperature sulla salute, “sul piano sindacale e istituzionale emerge una richiesta comune: applicare subito lo stop alle attività nelle ore più calde, rimodulare gli orari, usare la cassa integrazione quando necessario, rafforzare controlli e prevenzione, e introdurre una normativa nazionale strutturale, non solo ordinanze temporanee.”
L’Ispettorato ribadisce che lo stress termico ambientale rientra tra i rischi da valutare ai sensi del decreto legislativo n. 81/2008.
L’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi climatici estremi ha reso ormai necessaria una valutazione del rischio da calore, con particolare attenzione a settori specifici, come l’edilizia, l’agricoltura, i lavori stradali e le attività svolte dai rider.
Proteggere i lavoratori dall’emergenza caldo: le responsabilità del datore di lavoro
L’Ispettorato detta le linee guida per le attività di vigilanza, che dovranno verificare che il datore di lavoro stia applicando correttamente le procedure previste, svolgendo la valutazione del rischio e preparandosi effettivamente ad affrontarlo attraverso soluzioni adatte per i lavoratori.
I datori di lavoro sono chiamati a garantire:
- organizzazione del lavoro: deve essere adattata alle condizioni climatiche mediante la rimodulazione degli orari, come per esempio l’interruzione delle attività nelle ore più calde;
- pause e rotazione: devono essere concesse pause in aree ombreggiate o climatizzate e la rotazione del personale nello svolgimento delle attività più pesanti;
- idratazione e abbigliamento: l’acqua deve essere sempre disponibile e i lavoratori devono utilizzare indumenti di lavoro adatti;
- formazione e informazione: i lavoratori devono essere informati sui sintomi causati dai colpi di calore e sulle procedure di primo soccorso;
- sorveglianza sanitaria: presenza di un medico che si occupi dei lavoratori “fragili” o che potrebbero subire maggiormente gli effetti del caldo;
- coinvolgimento dei Rappresentanti dei Lavoratori (RLS/RLST) nella valutazione dei rischi.
Tutela dei lavoratori: sospensione delle attività quando il rischio non è accettabile
L’Ispettorato richiama la nota n. 5291 del 21 luglio 2023, ribadendo che il datore di lavoro, nel rispetto degli obblighi previsti dal decreto n. 81/2008, deve adottare tutte le misure necessarie per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, inclusa la sospensione delle attività quando le condizioni climatiche comportano un rischio troppo elevato e non più accettabile.
Gli stessi obblighi riguardano il Preposto, che coordina e vigila sulle attività dei lavoratori e che è tenuto a intervenire ogni volta che rilevi situazioni di pericolo causate dal caldo durante l’attività di vigilanza.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Caldo estremo, tutelare i lavoratori dallo stress termico: le indicazioni dell’INL